Giovedì 14 Dicembre 2017
   
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Champions League, la sconfitta della Juve

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È andata così, e che si sia juventini o meno, ( il discorso vale solo per i più "sportivi") il fatto che una squadra italiana abbia perso l'occasione di vincere la Champions League ha toccato profondament l'Italia riunitasi a vedere, con molte - forse troppe - aspettative, la partita sabato scorso 3 giugno. Ma la sconfitta è stata un pugno nello stomaco per molti. Finita la festa del Real Madrid, per i tifosi della Juventus rimane l'amarezza di aver visto scappar via la Champions League per la seconda volta in tre anni.

Parliamo di calcio eppure per molti è vita reale, è sofferenza vera. Come hanno reagito i turesi? Abbiamo chiesto, opportunamente dopo qualche giorno in modo da poter "digerire meglio" la sconfitta, un riflessione a Milko Iacovazzi, Presidente Juventus club di Turi.

La rilessione di Milko Iacovazzi: «Non è possibile uscire sconfitti 7 volte su 9»

«Cosa potrei poi pensare di una coppa in cui si perdono 7 finali su 9, di cui cinque consecutive? Non saprei più nemmeno cosa dire, perché se da una parte bisogna comunque elogiare una società, la JUVENTUS, per aver raggiunto tutte queste finali, perché non sono poche, dall'altra bisogna un attimino capire il perché ne abbiamo perse così tante. C'è chi parla di coppa maledetta, e sinceramente, un po' inizio a crederci anch'io, non è possibile uscire sconfitti 7 volte su 9, e quasi sempre, per strani "fattori" dove nessuno puó farci niente, né tanto meno riuscirne a capire il perché, sempre se c'è un perché... Qualcosa di "anomalo" qui c'è, basti pensare il 1985 all'Hysel, dove ci furono 39 morti, avete visto un'altra finale così...??? In altre si sono verificati strani infortuni due giorni prima, squalifiche di giocatori Top proprio per far saltare la finale(vedi Nedved, quell'anno, 2003, Pallone d'Oro).

La lunga storia della Champions

Continua il Presidente della Juventus: «La storia della Champions, per me inizia il 1983, ad Atene, con l'Amburgo, che se vogliamo paragonarla ad una squadra di oggi, direi l'Atalanta, bravi hl giocatori, ma niente più, noi invece, in campo avevamo gli appena 6 Campioni del Mondo(Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Rossi e Tardelli), in più i due stranieri, Boniek e un "certo" Michel Platini. La squadra tedesca tiró un solo tiro in porta, al 9' minuto del primo tempo, centrando l'incrocio dei pali, mentre noi, tra pali e goal divorati, alla fine ne uscimmo sconfitti: FIGURACCIA !!! Il 1985 con il Liverpool a Bruxelles, la vincemmo, ma tutti sappiamo come andò a finire. Poi arrivó quella di Roma, stadio Olimpico, gli avversari, un certo Ajax, strafavoriti, ma stranamente, riuscimmo a vincerla ai rigori, anche se meritavamo di vincerla almeno 5-1 per le occasioni sprecate. Poi il baratro, 1997 Dortmund, una squadra imbottita di "vecchi" andati via dall'Italia(Reuter, Moller, Kolher, Sousa e Ridle, quest'ultimo autore di una doppietta), stessa storia, rigoracci negati, pali e traverse, goal(valido di Vieri) annullato, e così via, perdemmo 3-1. L'anno successivo di nuovo il finale contro il Real, che non vinceva una Champions da più di vent'anni, 1-0 per loro, in goal, Mjiatovic, per lui l'unico goal in quella stagione, per giunta in netto fuorigioco, noi....??? Soliti goal "stramangiati". Andiamo poi al 2003, finale con un Milan nettamente inferiore alla JUVENTUS. Partimmo già in handicap per l'assenza di Pavel Nedved, traversa di Antonio Conte(attuale allenatore del Chelsea) nei supplementari, e ai rigori, riuscimmo stranamente a sbagliarne 3 su 5. 2010, Barcellona, qui i catalani molto più forti di noi, ma due giorni prima si infortuna Chiellini, un Top della nostra difesa a 3, assetto tattico cambiato, gioco stravolto(esattamente come con il Milan il 2003), rigore nettissimo(e tieni presente che io non giudico mai gli arbitri, anche loro possono sbagliare) non dato sull'1-1, e partita chiusa dopo 1 minuto dal penalty non assegnato, in contropiede. Arriviamo a sabato 3 Giugno 2017, la JUENTUS gioca un ottimo primo tempo, facendo tirare una sola volta il porta il Real, il secondo tempo, è sembrato come se tutti, a parte un paio, sono rimasti negli spogliatoi, sentivano e sentivamo come se una nube ci avesse oscurato la vista, la paura di perdere, come in altre volta, l'ha fatta da padrona, i ragazzi erano irriconoscibili, tutto strano, tutto anomalo, a differenza del Real, abituata a queste partite, a queste finali(12 su 14 vinte), dove ci ha surclassato in lungo e in largo».

«Pensiamo alla finale Kiev 2018»

Milko non nasconde l sua amarezza e rassegnazione, e allude ancora a una sorta di "maledizione che riguarderebbe la Chaampsion e la Juve. Spera comunque  in Kiev 2018.                                                    «Dentro di me ormai, non c'è più delusione, ma solo rassegnazione, per questo coppa(davvero maledetta), che forse, dico forse, non arriverà mai più, anche se ogni anno, la speranza ci avvolge tutti, noi già pensiamo alla prossima finale, Kiev 2018, perché nonostante tutto, nonostante questo mistero simile al "triangolo delle Bermuda", sono convinto che arriverà il giorno in cui l'alzeremo, forse sarà proprio sotto il cielo di Kiev, e sarà allora che non ci fermeremo più, perché prima noi tifosi, e poi gli stessi giocatori, saremo ben consapevoli di essere stati più forti anche di questo "alone" che circonda il mistero di questa maledetta(o Benedetta) COPPA CAMPIONI».

La grande partita di certo ha avuto un forte impatto emotivo sul paese, come in tutta Italia. Ne sono testimonianza il corso completamente deserto sabato sera, le pizzerie piene di ordinazioni d'asporto, il silenzio tombale nelle ore immediatamente successive alla partita. Ma, sembra banale ricordarlo, alla fine è solo un gioco. Dunque Italia e juventini, coraggio, avremo modo di rifarci.                                                                                                            

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