Il Console Abbinante boccia la soluzione tendopoli

Il console Vincenzo Abbinante

Non c’è persona più esperta e super parte di Vincenzo Abbinante che in questo momento possa dare una lettura chiara e autorevole dei due fenomeni che infiammano il dibattito a Turi: migranti ospiti e marocchini stagionali che raccolgono le ciliegie ora segregati nelle tendopoli autorizzate al cimitero. Per questo lo abbiamo contattato.

E non solo perché Abbinante ricopre l'incarico di console onorario del Regno del Marocco dal oltre tre anni. Ma anche perché Abbinante può osservare questi fenomeni dall’alto, rispetto alle diatribe demagogiche e populiste dei politicanti locali.

Tanto è vero che durante il recente G7 di Bari, è stato chiamato a moderare e a fare chiarezza rispetto alle dimensioni e alla portata reale di quello che definisce un “traffico di esseri umani che genera business”. Il riferimento è ai barconi e agli arrivi di extracomunitari e migranti ospitati in alcune strutture ricettive, anche qui a Turi, che ne ospita ora 125 (numero dimensionato dal regolamento prefettizio profughi).

125 migranti a Turi

“Sono 125 distribuiti tra l’Holiday e il Comune – il console si fa due conti – Il vero business lo fa semplicemente chi ha dato le strutture in locazione, che incassa 40 euro a persona (125 x 40 euro al giorno, fate voi il totale)”.

“In generale è un business immorale – precisa Abbinante – in quanto il flusso di queste persone non viene regolato. I flussi migratori sono stati bocciati da circa quattro anni, da quando è cominciato il traffico di questi poveri disgraziati, che diventano vittime di chi guadagna alle loro spalle. Non c’è una sola persona di questi che faccia parte di paesi dove si combattono guerre: Siria e Iraq in primis. Sono in genere nigeriani, senegalesi, ruandesi. Il vero dramma è che dopo questo processo economico (business) che all’Italia costa circa 4 miliardi di euro l’anno, questi poveri verranno rimpatriati; una cosa davvero incredibile e angosciosa per l’Italia e l’Europa intera”.

Gli stagionali marocchini a Turi

E i migranti che raccolgono le ciliegie, ora ‘ghettizzati’ nelle tendopoli del cimitero? Anche su questo punto l’analisi che ci fornisce Abbinante, chiara e lucida, conferma quanto contestiamo da anni a questa amministrazione Coppi: la totale ingestione del fenomeno. L’amministrazione si lava le mani, non affronta il problema e fa scaricabarile, facendo pagare il conto ai turesi. Ma c’è anche una sorta di complicità tra amministrazione e chi beneficia di questa forza lavoro. C’è chi invoglia a fare così e lasciare questo stato delle cose invariato negli anni, nonostante le promesse mai mantenute e la ripetitività del problema.

“L’etnia marocchina – osserva il console Abbinante – è un valore aggiunto per Turi, specie quest’anno che la campagna cerasicola è complicata. La forza lavoro di questi marocchini è un valore aggiunto anche per i coltivatori diretti che dispongono, così, di una maestranza che purtroppo non sempre retribuiscono come merita.

Questi marocchini – mette in chiaro Abbinante – sono regolari, ma il concetto non cambia, il principio vale per tutti: se tu per esempio vai lavorare come cameriere a Rimini, come tanti ragazzi e studenti che fanno lavori stagionali, mica alloggi sotto un ponte, o dove capita. Al massimo ti crei le condizioni igienico ambientali per vivere in modo dignitoso, come è nel diritto di tutti gli esseri umani, nessuno escluso. Chi viene qui a lavorare viene pagato, non lo fa gratis, e ha tutte le carte in regola, perciò non esiste che debbano accamparsi o alloggiare al cimitero!”.

“Il problema – ricorda il console – è che si è data un’impronta sbagliata al fenomeno sin dall’inizio, e si creano anche degli abusi. Ogni anno, a questi marocchini si dà la possibilità di fare così, ma la responsabilità non è tanto degli stagionali, quanto di chi ne approfitta o non dà soluzioni (Leo Spada, nell’intervista, non a caso sostiene che così facendo si autorizza il lavoro nero e si svende la forza lavoro, tanto non ci sono spese di alloggio e condizioni normali, ndr)”.

“Che sia l’ultimo anno al cimitero!”

“Spero che sia l’ultimo anno al cimitero!” – conclude Abbinante – “Ben vengano gli stagionali marocchini, ma non si devono accampare così. Ben vengano, altrimenti chi li ospita a lavorare gli trovasse anche la sistemazione così come fanno i camerieri quando vanno fuori per le stagioni estive. Se vengono qui a Turi è anche perché c’è pure chi li chiama, altrimenti lavorerebbero altrove (infatti pare che alcuni degli accampati al cimitero, lavorino nei paesi limitrofi come Conversano, e Turi intanto paga…, ndr).

I datori di lavoro e contadini che beneficiano di questa forza lavoro, si impegnino a dare anche vitto e alloggio. Sennò il problema diventa uno scaricabarile: l’amministrazione scarica al prefetto”.

E i turesi pagano…

In tutto questo a pagare sono i turesi: paghiamo noi 16.500 euro per la sistemazione di stagionali che lavorano per privati. E paghiamo anche un’amministrazione che non amministra e non gestisce un problema che si ripete da anni.

Intanto il Pil del Marocco cresce del 6%. “Il Regno – ci assicura Abbinante – attira finanziamenti. Non a caso il Qatar sta investendo qui, in Marocco, considerato la Monte Carlo d’Africa. Nella governance, è vero che c’è il re, ma è altrettanto vero che esiste un governo di destra e di sinistra. Il Marocco sta vivendo i nostri bellissimi anni ‘80”.