Venerdì 15 Dicembre 2017
   
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Freddo nelle aule

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“Ogni amministrazione locale ha la facoltà di ridurre o estendere la durata giornaliera di accensione degli impianti, i periodi annuali di esercizio e le riduzioni di temperatura massima […], a seconda delle condizioni climatiche o dell’inquinamento dell’ambiente”. È questo quanto recita la normativa vigente in merito al riscaldamento dei luoghi pubblici ed è in base a questa clausola che evidenziamo una carenza di attenzione nei confronti dei bambini della Scuola turese.

Sono le code dai pediatri a farci rendere conto di quanto la maggior parte dei bambini del Circolo didattico turese abbia contratto malattie da raffreddamento nei giorni di rientro a scuola dalle festività pasquali.

Una sorpresa da uovo di Pasqua, potremmo dire, per chi, all’indomani del ritorno tra i banchi, si è ritrovato a non voler sfilare il giubbotto perché “sentiva freddo!”. Pare infatti che, nonostante il freddo pungente che ha investito la nostra cittadina, come anche l’intero Mezzogiorno, nella scorsa settimana, la scuola turese sia rimasta al freddo.

Vero è che l’impianto centralizzato al quale la scuola risponde definisce come tempo ultimo di accensione la fine di marzo o la prima metà di aprile ma, considerata l’eccezionalità delle temperature e la salute dei bambini, sarebbe stato opportuno accoglierli in un ambiente più caldo. Sarà che mercoledì 19 si è temuto che i batteri sterminati solo il giorno precedente tornassero a proliferare? O sarà che chi gestisce il servizio non ha neppure acceso i riscaldamenti in casa sua? 

Certo sappiamo che la coda presso gli studi medici è aumentata, come anche le voci di molti genitori che hanno lamentato che i loro figli sono rimasti in classe, al freddo. 

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