Giovedì 19 Ottobre 2017
   
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Aspettando…. Il Passa Pass

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È un nome. È una connotazione cittadina. È una tradizione, ma anche un modo di essere, di considerare… è uno stato d’animo; è un’attesa come le feste “comandate”. È il Passa Passa che anche quest’anno si rinnoverà il prossimo 25 aprile, regalando emozioni in chi lo realizza e in chi lo osserva.

È un misto di emozioni e di speranze. È un augurio e un momento da condividere e ricordare. Una “tappa obbligata” per ogni turese che non voglia mancare ad uno degli appuntamenti cittadini sentiti, partecipati e festeggiati.

Mancano pochi giorni al suo compimento e già il paese si affretta a prepararlo. Un rito di origine pagana che rivive ogni anno nei festeggiamenti civili e religiosi dell'Annunziata intorno alla piccola chiesa medievale di San Rocco. Per l'antica cerimonia, bambini – ma anche adulti – infiocchettati e accompagnati dai rispettivi padrini o madrine, seguiranno l'effige dell'Annunziata (bassorilievo in legno, raffigurante la Madonna, l’arcangelo Gabriele e lo Spirito Santo rappresentato da una colomba) nei tre giri che compie intorno alla chiesetta.

Il rito del Passa Passa, ripetuto per tre anni consecutivi, servirà a suggellare il vincolo di comparatico tra l'adulto ed il bambino. Inoltre, secondo la credenza popolare, questa “passata” preserva dal male d’ernia. Può fare da padrino solamente chi a sua volta è stato "passato".

Prima del rito che richiama a sé migliaia di persone, verrà celebrata all’aperto, dall’arciprete Don Giovanni Amodio, la Santa Messa alla presenza delle autorità civili e religiose. Dopo la benedizione, la Confraternita dell’Addolorata sfilerà seguita dall’Arciprete, che ha preceduto i portatori del cippo scolpito raffigurante l’Annunciazione, seguito ancora dalle autorità e dai fedeli. Tra questi numerosi i padrini e le madrine che terranno per mano un bambino con una fascia colorata a tracolla, segno della durata di legame o di relazione. Tutti, in processione, eseguiranno, come di tradizione tre giri intorno alla chiesetta di San Rocco.

Nei primi anni il rito si svolgeva il 25 marzo, giorno dei festeggiamenti in onore della Madonna Annunziata ma dal momento che in questo periodo generalmente faceva freddo e la data coincideva con il periodo della Quaresima, don Donato Totire, rettore della chiesetta di San Rocco, nel 1950 fissò come data della celebrazione il 25 aprile.

Il ‘passa passa’ detto anche ‘passata’ è la sopravvivenza di un antico rituale magico-religioso legato alla prevenzione e alla cura dell'ernia infantile. Nel tempo si è caratterizzato in diverse tipologie: passaggio attraverso un arco di foglie, un arco di pietra, una porta e poi un percorso circolare intorno ad un luogo sacro, come nel caso di Turi.

Il passa-passa a Turi si svolge dal 1903, anno in cui i turesi hanno cominciato a disertare il passa-passa di Gioia del Colle e Rutigliano.

Commenti  

 
vito totire
#10 vito totire 2017-05-06 20:32
Rispondo ad Aziz; grazie anche a te per l'attenzione a quello che ho scritto; in sostanza il ruolo di Rettore di don Donato Totire l'ho desunto dal diario della "cappellina" di s.Rocco: "è nel dicembre del 1948 che il vescovo mons.Falconieri da "verbalmente" l'incarico di Rettore a..."; escludo che il vescovo abbia usato un termine improprio o che l'incaricato abbia equivocato;
circa la natura di "patrimonio dell'umanità" di tutte le tradizioni e le antiche pratiche rituali non sono in disaccordo; ognuno può attivarsi per scavare nel passato e nella memoria; io ho lanciato questa proposta per Turi e, come ho detto già in prima battuta, il problema non è tanto il riconoscimento Unesco quanto quello che autonomamente riusciamo a ricostruire;
sul tarantismo il discorso è complesso; io ho una mia chiave di lettura personale medica e soprattutto psicosociale del fenomeno; ma mi chiedo:
1) pare che l'ultimo evento risalga al 1984
2) il fenomeno non esiste più o si è solo clandestinizzato?
3) se non esiste più quali canali percorre la sofferenza che prima si esprimeva col tarantismo
4) perché a Turi non si ha memoria (dico quello che risulta a me) del fenomeno?

Infine l'ernia infantile è una malattia organica che nulla a che fare col tarantismo ma qualche analogia c'è invece nel "trattamento" cioè un rituale "magico" e soprattutto corale; tutt'altro dall'approccio della medicina/psichiatria ufficiali che ai due eventi riservano la sala operatoria nel primo caso e il manicomio nel secondo;

perché non continuare a "scavare"?

Saluti a tutti.

Vito Totire
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aziz
#9 aziz 2017-05-04 21:25
di riti ( esorcizzanti) il sud la sa lunga, esempio dalle nostre parti conosciamo bene il fenomeno del tarantismo,famoso in tutto il mondo in quanto fenomeno isterico convulsivo derivato da una sintomatologia psichiatrica, curata con trattamento musicoterapeuta. I Tarantati ancora oggi vengono portati dalle loro famiglie e San Paolo venerato a Galatina è ritenuto il santo protettore di coloro che sono stati "pizzicati" da un animale velenoso, capace di guarire per effetto della sua grazia.
Ti fai questa domanda "Mi chiedo se questa festa non possa essere dichiarata "Patrimonio culturale immateriale della Umanita'"
Tutte le tradizioni, usi e costumi di un popolo, sono patrimonio dell'umanita'ed e' doveroso tutelarle,conservarle e tramandarle alle future generazioni.
Ho letto con piacere quello che ai scritto e concordo complimentandomi per lo studio che fai sulla tradizione del passa-pas.
Per quanto riguarda il ruolo da rettore,forse e' stato usato bonariamente in sostituzione forse di priore.
Vito ripeto,non mi risulta che turi abbia avuto una chiesa rettoria, ti inserisco il significato...« Col nome di rettore di una chiesa si intende il sacerdote al quale è demandata la cura di una chiesa che non è né parrocchiale, né capitolare, né annessa alla casa di una comunità religiosa o di una società di vita apostolica che vi celebrino le proprie funzioni. »
it.cathopedia.org/wiki/Rettore
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vito totire
#8 vito totire 2017-05-02 12:49
Rispondo a Mino Miale pubblicamente anche se,visto che non vorrei annoiare i lettori, potremmo continuare via mail,
Mino è persona di cui ho ampia stima; credo che possiamo evitare di essere pessimisti, le istituzioni "non rispondono" ? E' vero , nel frattempo dobbiamo "fare noi" tralasciando le questioni "marginali";
mi pare di aver lanciato un sasso nello stagno e più ci penso più la questione mi incuriosisce; RACCOGLIAMO TUTTI GLI ELEMENTI POSSIBILI DALLA MEMORIA E DALLA SPIEGAZIONE DEI SIMBOLI SOPRAVVISSUTI;
ho detto in altra circostanza che il rituale del Passa-pass non è esistente solo a Turi;
tuttavia si ha notizia che in altri contesti , per esempio, sia dedicato esclusivamente ai maschi; come dire: "comprensibile", visto che la malattia evocata vede una incidenza tra femmine e maschi da 1 a 10;
perché a Turi è aperto anche alle bambine?
A me pare ovvio che la tradizione locale sia andata oltre lo specifico malattia/protezione per sfociare in un rito che auspica protezione ma in senso lato; d'altra parte , per fare l'esempio di s.Rocco; questo santo lo troviamo quasi sempre associato alla protezione dalla peste (o anche dal colera) ma lo troviamo anche (zone appenniniche o luoghi con coltivazione di cave) come protettore dalla silicosi!
Allora torniamo al significato vero della dinamica di affidamento ai santi; qui non siamo al cup a prenotare una visita specialistica: il nocciolo del rito sta nell'affidamento ai santi come conseguenza del proprio sentimento di vulnerabilità ma in un contesto che non è la preghiera solitaria in chiesa quanto piuttosto la dimensione corale che oggi-mi pare di averlo già detto-gli epidemiologi chiamano "supporto sociale" che poi significa il sentire che la comunità cui appartieni (che include la famiglia ma non si limita a questa)come dire, "fa il tifo" per la tua salute;
gli interrogativi, a voler "scavare" sono tanti: perché quei colori e quelle fasce; perché Turi salva proprio quella tradizione?
Perché castellana abbia salvato i falòè ben noto...
Poi,visto l'interesse antropologico culturale è a tutto campo, altri riti?
A Torre Canne per esempio (luogo ben conosciuto di turesi) , fuori dal campo della
tradizione religiosa esiste un rito il 1° settembre contro il male della cervicale...
Un'ultima questione:visto che una parte della comunità turese è "in affanno" sul tema della immigrazione : è chiaro a tutti quanto certe forme di pensiero siano comuni con genti che provengono da lontano; certamente rifletterci su aiuta a capire meglio che "siamo tutti parenti".
Grazie a tutti della attenzione.

Vito Totire

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Mino Miale
#7 Mino Miale 2017-05-01 16:07
Vito ti ringrazio vivamente per la "... provocazione culturale" ancor più in qualità di operatore culturale " anziano " che nella tesi di Scenografia ( 1981 ) inserì un capitolo ad hoc sulla Sacra processione del PASSA PASSA turese, per fortuna restituita da Don Donato Totire tuo zio ( e cugino di mia madre ). Trascorsi 36 anni devo ammettere che la mia è stata una voce nel deserto... ma anche per altre tradizioni, ovviamente Cattoliche del paese, ma ho raccolto più consensi e interessi Culturali ... fuori Turi. Chissà perchè ! Quando vi sono tante potenzialità è il Pubblico amministratore che deve TIRARE la CARRETTA coinvolgendo la cittadinanza attiva, disponibile magari attraverso Convegni o Seminari di studio specifici. Altrimenti si scade nel Folklore e come dice "aziz" nelle semplici... sfilate di moda... non considerando la carica emotiva della FESTA popolare, intesa come vissuto extra - quotidiano: col vestito della festa e il pranzo nel ristorante con tanto di invitati per tre anni consecutivi. La nostra è pur sempre una Civiltà contadina. Sai meglio di me che in tempi andati l' ernia infantile poteva procurare danni gravissimi ai bimbi e i nostri "antenati" turesi si recavano in altri paesi per questa specifica ritualità... paganeggiante ... in origine. Sono a disposizione ! ;-)
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vito totire
#6 vito totire 2017-04-30 10:06
Ringrazio della attenzione che diversi interlocutori hanno riservato alla mia nota; per quel che riguarda la rettoria ho fatto riferimento al ruolo avuto da mio zio che è stato comunque di "rettore" ; se vi siano state variazioni dopo il 1991 non lo so ma non mi sembra una questione rilevante; il "passa-pass"è una occasione di sfilata di moda? Anche questo mi sembra poco rilevante rispetto all'appello al recupero della memoria che (modestamente) ho fatto; il lavoro di don Vito Ingellis: importantissimo ; infatti il mio discorso è , in parte, su quella lunghezza d'onda e va,per certi versi, nella direzione di implementarlo;
se il ceto politico non è in sintonia e qualcuno "usa" la tradizione per fini non utili a tutta la comunità questo è negativo ma è spesso accaduto molto di peggio, pensiamo all'uso di simboli religiosi per "legittimare" le guerre;
comunque il "bello" della mia "provocazione" sta anche nel fatto che non c'è nulla di obbligatorio chi condivide può collaborare chi non condivide non collabora, ma mi pare sempre meglio muovere le acque che farle ristagnare; se il progetto della mnemoteca interessa aspetterei altri contributi.
Non si tratta di fare fotocopie sfuocate e ripetitive del passato, si tratta di memorizzarlo criticamente e collocarlo nelle nostre prospettive per il futuro.

Saluti a tutti.


Vito Totire
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Mino Miale
#5 Mino Miale 2017-04-26 19:38
... la nostra MEMORIA è attiva, non ci preoccupiamo... ma temo che il problema è un altro: l'ignoranza, la non conoscenza dei nostri governanti locali. Forse peccano di presunzione e poco hanno letto, da ragazzini considerato che basterebbe rileggere il periodico curato da Mons. Ingellis ?
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Mino Miale
#4 Mino Miale 2017-04-26 19:30
Caro Vito Turi sta attraversando,temo,il periodo più "BUIO" della sua storia Culturale: ricorderai di certo la tutela come Bene architettonico del Cimitero dei colerosi... della FORNACE e di tanti ritrovamenti Archeologici, compreso Largo Pozzi coi pochi reperti + o - recuperati. Anche in fatto di Riti a metà strada tra Paganesimo e Cattolicesimo se ne parla più x sensibilità dei singoli che per partecipazione Politico - Amministrativa. Ultimamente, il 19 marzo è svanita la tradizionale FANòVa di S. Giuseppe... ad esempio... per motivi POLITICI, non altro.
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aziz
#3 aziz 2017-04-26 13:00
Vito e' solo una festicciola dove si incontra,sbaciucchia e si partecipa ( nei limiti di attenzione ) ad una messa all'aperto, in seguito ci sono solo tre girotondi,occasione buona per una sfilata di alta moda... tutto qui :roll:
ps. ai parlato di rettore, ma a turi c'e' una chiesa rettoriale x caso? Se la chiesetta e' sotto la giurisdizione della chiesa matrice, non puo' essere rettoria.
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Mino Miale
#2 Mino Miale 2017-04-25 10:20
Turi non ha un Club UNESCO ma solo soci fondatori di altri Clubs, addirittura di altre Province: vedi Vito Lotito ( Toronto, Canada ) e il sottoscritto ( diffidente ormai sull'associazionismo culturale paesano ). Abbiamo il Club UNESCO a Conversano e a Gioia del Colle molto ... attivi. A Turi ci sono invece Rotary e Lyons, con la Pro Loco potrebbero organizzarsi... ma tant' è ! ! !
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vito totire
#1 vito totire 2017-04-23 21:04
Mi chiedo se questa festa non possa essere dichiarata "Patrimonio culturale immateriale della Umanita'"; a sostegno di questa ipotesi: 1) è una forma esemplare di sincretismo religioso nata dalla fusione di una tradizione pagana con quella cristiana; 2) ha una sua peculiarità rispetto ad altre varianti (per esempio quella molisana è riservata ai bambini maschi); ovviamente sarebbe anche congruo proporre la dichiarazione Unesco per tutti i riti analoghi 3) ha un significato sociale ed antropologico ancora da studiare e approfondire;al di là della evidenza della forma di "pensiero magico" appare chiara la dimensione corale e dunque di "supporto sociale"; addirittura , forse anche per facilitare l'aspetto corale del rito religioso il Rettore della chiesetta (mio zio) sposta la data al 25 aprile (tempo più mite ma anche giorno di festa!); quello del supporto sociale è un tema già alla attenzione degli antropologi da decenni ma ancora oggi attualissimo negli studi sulla salute e la guarigione 4) sgancia il ruolo del "padrino" dalla pubblicità negativa accollata a questo termine dalla cinematografia che conosciamo , restituendolo ad un ruolo protettivo affettuoso e tutt'altro che mafioso;
ora : non è che la dichiarazione Unesco sia essenziale;la lancio come "provocazione"; essenziale è ricostruire la memoria e rinforzare il senso del rito.
La parola a tutti , in particolare agli "anziani"; costruiamo una mmemoteca della nostra identità, cominciando magari proprio dal "passa-pass".

Saluti.

Vito Totire
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