Lunedì 23 Ottobre 2017
   
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Puglia e tecnologia: è l’ora della svolta

Economia e tecnologia non sono mai state così legate come negli ultimi anni: da quando le piattaforme di e-commerce e la digitalizzazione di ogni settore produttivo hanno raggiunto anche l'Italia, catapultandola nella cosiddetta "Economia 2.0", diventa via via sempre più vitale riuscire a mantenere un aggiornamento costante, soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie imprese. Prendiamo la Puglia, ad esempio, con i dati riportati da www.ilsole24ore.com: "Conta almeno quattro primati digitali – il 13,3% delle imprese vende online, contro il 9,9% della media italiana; il 24% è inserito in contratti di rete rispetto al 22% nazionale; la copertura del territorio a banda larga base è del 97,8%, contro il 96,8% nazionale e la banda ultralarga è addirittura del 42,3%, contro il 26,4%". Numeri alla mano le imprese pugliesi che utilizzano internet "sono l’89,5%, ma la media nazionale è del 94%, e meno di un terzo utilizzano la rete regolarmente, contro il 50% nazionale". 

L’incidenza sull'economia regionale è però ancora molto limitata, quindi se vogliono competere la digitalizzazione è decisiva. Quando le imprese non lo sono, o lo sono in piccola parte, "nel 90% dei casi il fatturato cala infatti del 10% ed i margini di profitto del 4-5%", riporta sempre Il Sole 24 Ore. Salta agli occhi da solo che è una percentuale considerevole di fatturato, in tempi di ripresa lenta a causa della condizione economica europea, considerando anche i numerosi incentivi che lo Stato tramite finanziamenti comunitari a fondo perduto è in grado di erogare se destinati all'aggiornamento tecnologico e alla digitalizzazione di quelle che sono le piccole e medie imprese. E di esempi ce ne sono anche tanti, come il passare a tecnologie fax più avanzate come questa qui che ormai vanno per la maggiore e che oltretutto permettono di risparmiare anche notevolmente nel medio periodo.

E' difficile quantificare, inoltre, l'effettiva distanza all'educazione tecnologica del cittadino medio: stando alle stime circa un italiano su tre non ha mai messo le mani su un computer, mentre circa il 65% delle famiglie utilizza abitualmente internet, dato che diminuisce nella fascia d'età 16-74, con solo il 60% degli intervistati che dichiara di utilizzare abitualmente la rete. Dati che anche in questo caso parlano da soli, mostrando chiaramente come più di un terzo degli italiani sia rimasto incastrato in quello che in gergo viene definito "digital divide": il "divario digitale" che si allarga man mano che le nuove tecnologie rendono più smart e veloce la nostra vita. 

Sempre in Puglia, inoltre, questi dati sono ulteriormente più bassi: il numero di famiglie connesse scende al 59%, mentre la percentuale sulla fascia d'età 16-74 crolla al 50% degli intervistati. Una distanza sensibile dalla media nazionale, che fa riflettere sull'effettiva necessità per la Regione di aggiornare metodologie e strategie di mercato per seminare conoscenze digitali e creare perciò competenze in grado di cogliere le enormi opportunità di business offerte dal web.

Nel gennaio 2017 si è tenuto il primo incontro organizzato da Alexéro, Confartigianato e Google a Bari, dove 600 tra micro, piccole e medie imprese hanno affrontato il primo passo verso l'ingresso nel reale mercato globale, un mercato potenziale di 3,45 miliardi di persone. L'incontro ha interessato vari punti riguardanti sia le formazioni, sia i fondi utilizzabili per l'aggiornamento, ma ha puntato il faro sulla vera scommessa dell'economia 2.0: “L’imprenditore di successo è quello che resta ricettivo agli stimoli, ai cambiamenti, ai messaggi che gli giungono dal vivere quotidiano, e la nostra quotidianità è ormai totalmente imperniata sulla comunicazione che avviene a mezzo web - dice Mario Laforgia, Direttore Confartigianato -. "Ogni imprenditore è quasi obbligato a cogliere le enormi potenzialità in termini di profitto che una corretta gestione delle tecnologie digitali possiede".

L'orizzonte per una volta sembra più luminoso del solito: l'investimento in ITC (l'acronimo inglese che sta per Tecnologie dell'informazione e della comunicazione) non solo rappresenta ormai una necessità per le imprese, ma la chiave per conquistare nuovi clienti e mercato. Lo stesso Consiglio dei Ministri, con il decreto "Destinazione Italia", ha infatti sbloccato agevolazioni e sgravi fiscali per le aziende che si trovano sulla soglia di questo nuovo capitolo digitale dell'economia europea, diradando gli ultimi dubbi sulla direzione che il Paese deve intraprendere per superare la Crisi del passato.

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