Venerdì 15 Dicembre 2017
   
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“Sulle orme di Antonio Mastrolonardo”

Fonte Mastrocristino

 

Intervista alla titolare, Fonte Mastrocristino


Con quel cognome, la farmacista Mastrocristino era predestinata a diventare la titolare della farmacia Mastrolonardo. Il suo nome è Fonte, per gli amici Tina. Sposata con Angelo De Nigris, ha due figli: Mara ed Emanuele. Maturità classica presa a Conversano, la laurea in Farmacia a Bari. Tutta lavoro e famiglia. “Hobby? Non ho tempo per niente” – dice sconsolata. Cominciamo.

Come si diventa titolari di farmacia?
“Nel mio caso ho acquistato la farmacia dagli eredi dell’indimenticabile dottor Antonio Mastrolonardo”.

È un lavoro leggero, pesante o come…
“Il mio lavoro da titolare è pesante dal punto di vista delle responsabilità. A me piace di più stare dietro al bancone e questo perché adoro poter aiutare la gente. La parte amministrativa invece la segue mio marito”.

Qualche sera fa la gente riempiva totalmente il piccolo spazio della farmacia di via Maggiore Orlandi.
“Ci trasferiremo a breve, si pensa a fine gennaio, in quella splendida strada che è via Antonio Gramsci”.

La ricetta per riempire di gente le farmacie?
“Non lo so, deve chiedere alla gente. Si sono affezionati a noi perché ci piace star loro vicini. Abbiamo poi una quantità incredibile di medicine. È piccolo lo spazio ma da noi si trova di tutto. Ci vogliono bene anche perché a volte diamo loro consigli al posto dei farmaci”.

Il nuovo locale in via Gramsci sembra grandissimo. Non rischiate di sentirvi frustrati se qualche volta lo vedrete vuoto?
“Certo, è un rischio ma dovevamo trasferirci perché, dove stiamo, è troppo piccolo. Gli spazi della futura farmacia sono giusti. È stata progettata da tutti noi che abbiamo saputo ascoltare e cogliere le esigenze della clientela. Gli spazi si dividono fra area vendita, servizi, laboratorio galenico e deposito”.

Ha accelerato il trasferimento della vostra farmacia l’apertura delle due nuove?
“L’abbiamo acquistata nel giugno 2013 con l’idea di trasferirci in un posto più consono, prima possibile. Abbiamo trovato il posto di via Gramsci a fine maggio di quest’anno”.

A proposito di frustrazione, sembra che le altre farmacie facciano difficoltà a decollare.
“Non me lo vengono a dire. Non lo so”.

Un pensiero o un ricordo di Mastrolonardo.
“Era il mio titolare. Per me era come un padre. Ho cominciato a lavorare da lui a febbraio del 2002. Ci era molto vicino, ci chiedeva delle nostre famiglie, ci dava dei consigli. Persona rispettosa e garbata nei nostri confronti. Un signore, un padre”.

Sembra che nella vostra farmacia se non si è donna non si trova posto. È voluto o è casuale?
“Ho ereditato la pianta organica direttamente da Mastrolonardo con l’unico dipendente maschio, il figlio Gianni. Voglio rimanere così. Speriamo di rimanere così. Se ci sarà bisogno di assumere altro personale potremmo pensare anche a un uomo”.

Le farmacie per resistere devono travestirsi da parafarmacie?
“La parafarmacia fa pensare a un laureato di serie B, mentre la farmacia a uno di serie A. È un concetto sbagliato. La parafarmacia resterà per sempre tale, mentre la farmacia sarà entrambe le cose e questo non mi sembra giusto”.

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