Venerdì 15 Dicembre 2017
   
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Case Popolari: parola alle famiglie interessate

Le future case popolari di Turi


“Se devo ringraziare qualcuno, quel qualcuno è Carmine Catalano”


Lo scontro tra Carmine Catalano e gli ex consiglieri comunali della giunta Resta sulla questione delle case popolari è acceso più che mai. Ci sono stati vari scambi e accuse da entrambe le parti, ma noi per capire meglio la situazione abbiamo voluto parlare con i diretti interessati, ovvero con le famiglie a cui queste case popolari sono destinate. In particolare, abbiamo parlato con Nika Giannandrea, che da otto anni abita in una casa ai limiti della vivibilità nel centro storico e a cui hanno dato fastidio le dichiarazioni rilasciate da Isa Schettini nell’ultimo numero del nostro giornale.

"Tutto è nato nel 2013 – inizia Nika Giannadrea – avevo un appuntamento con l’avvocato Leogrande per alcune faccende personali e, nell’occasione, gli spiegai anche che abitavo in una casa dove c’è una cucina piena di muffa, il tetto cadente e tanti altri problemi. L’avvocato quindi mi fece conoscere una persona che stimava particolarmente, e che poi si è rivelata essere in grado di risolvere parecchi problemi su Turi. Quella persona era Carmine Catalano".

"Con Carmine – prosegue Nika – andai in Comune per parlare con la dott.ssa Riflesso, che all’epoca era il Commissario prefettizio. Dopo che le spiegai la mia situazione, lei disse che non poteva aiutarmi e che dovevo rivolgermi all’istituto Case Popolari di Bari, anche perché se non c’era un bando lei non poteva assegnarmi una casa. Catalano in quell’occasione s’infastidì molto per il comportamento della dottoressa Riflesso e precisò che non era il caso di andare altrove, perché il potere che aveva la dottoressa era sufficiente per decidere senza chiedere nulla a Bari".

"Noi poi ci siamo recati a Bari – racconta Nika – e il funzionario che ci ha accolto, una volta visti tutti i documenti si mise a ridere, ‘Carmine aveva regione’ disse, spiegandoci che per la situazione che avevo, il Commissario Riflesso avrebbe dovuto prendermi in considerazione invece di lavarsene le mani. Mi spiegò inoltre che mi conveniva tornare al Comune di Turi per proporre un patto alla dott.ssa Riflesso: l’assegnazione di una casa temporanea in via Rutigliano fino all’uscita del bando per le case popolari.
La dottoressa Riflesso ancora una volta si rifiutò d’aiutarmi, dicendo che lei non poteva fare nulla. A quel punto non potevo sopportare più la situazione e decidemmo di rivolgerci alla stampa per cercare di smuovere la situazione.
Dopo che Carmine minacciò di denunciarla alla Procura della Repubblica, finalmente il Commissario si mosse ed ordinò all’ingegnere Di Bonaventura di far partire il bando per le case popolari".

"Mi hanno dato molto fastidio le parole di Isa Schettini, Tateo, Paolo Tundo e Mariangela Volpicella – precisa ancora la signora Giannandrea – perché se devo ringraziare qualcuno, quel qualcuno è Carmine Catalano col suo comitato cittadino Turi Futura. Con la sua onestà e umanità mi ha fatto ricredere su certe persone.
La sottoscritta, è andata per chiedere il loro aiuto, ma come risposta ho scoperto che una graduatoria per l’assegnazione delle case popolari non veniva fatta dal 1997. C’è gente che ha abitato e sta abitando in una casa che poteva essere destinata alla mia famiglia!
Grazie a Carmine Catalano abbiamo anche fatto fare un sopralluogo nella mia abitazione all’ingegnere Di Bonaventura, che guardando la casa si mise le mani nei capelli, constatando che se l’avesse saputo prima mi avrebbe fatto assegnare subito un’altra abitazione”.

Quella di Nika non è l’unica famiglia con questo tipo di problemi, ci sono ad esempio anche le famiglie Tedesco, Ruggiero e tante altre cui Carmine è vicino sia al livello umano sia per altre cose. Per avere un riscontro delle parole di Nika, ma anche per capire perché gli ex consiglieri ce l’abbiano tanto con lui, abbiamo contattato anche Carmine Catalano che molto chiaramente ci ha spiegato: "Purtroppo vogliono fare queste cose perché vogliono arrivare un’altra volta a fare i consiglieri. Il concetto politico che loro hanno è quello del feudo: io sto sopra e tu stai sotto, e se faccio qualcosa la faccio prima per me e poi per te. Per me possono fare o non fare campagna elettorale, ma l’importante è che la smettano di dire cose che non sono vere e non si prendano più meriti che non sono i loro".

"Voglio inoltre ricordare a tutti i cittadini, ma soprattutto alle 25 famiglie interessate – chiosa Carmine – che chi rifiuta la casa esce automaticamente dalla graduatoria, non si possono fare scambi di casa, e che ogni 4 anni per legge bisogna rifare la graduatoria anche se non ci sono case. È la direttiva regionale che lo dice. Infine dico basta con le case popolari e la graduatoria, ora ci sono altri problemi da risolvere a Turi”.

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