Piove… e Turi si allaga

strade allagate turi (2)


In una società che ci spinge alla ‘mobilità sostenibile’
come è pensabile vivere ancora in queste condizioni?

 

Il cemento non perdona quando i servizi non sono adeguati. Lo abbiamo ripetuto fino allo sfinimento. E ogni giorno, nella sua monotona quotidianità, Turi si trascina dietro il peso di questa ‘croce’. Parliamo delle strade sempre più dissestate, vuoi per mancanza di manutenzione, vuoi per lavori di ripristino fatti sbrigativamente, vuoi per le radici degli alberi che sollevano l’asfalto… A questa situazione ‘medievale’ vogliamo aggiungere anche le condizioni dei nuovi quartieri residenziali, in cui molto si è costruito in questi anni: qui spesso incontriamo scenari rovinosi (quali strade campestri prive di qualsiasi segno di civiltà e dove l’erbaccia domina incontrastata insieme a qualche rifiuto) oppure bizzarri, diremmo ‘bicolore’ (come le vie divise a metà, in cui una parte è asfaltata, l’altra no). Sarà che, a torto, ci siamo abituati a questi ‘spettacoli’. Oppure li dimentichiamo troppo spesso, a danno di chi quelle strade le vive quotidianamente perché ci abita o ci lavora.

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Oltre alle ruote delle macchine che scoppiano e alla gente che cade, pensiamo a cosa succede in occasione delle forti piogge, che – tra l’altro – ci hanno rinfrescato la memoria proprio nei giorni scorsi: allagamenti in ogni dove. Le strade diventano torrenti, i quali, al passaggio delle auto, alzano piccole onde che si scaraventano a destra e a sinistra. Ci siamo fatti una passeggiata nelle vie principali e centrali del paese, muniti di ombrello e attenti a camminare il più possibile sul lato interno del marciapiede, eppure l’acqua l’abbiamo ‘presa’ lo stesso. Siamo tornati a casa un po’ indignati, sia con qualche automobilista poco gentile che ha pensato bene di non rallentare, sia per una situazione che è diventata ormai invivibile. “Non è normale che non si possa camminare a piedi quando piove” – ci hanno spiegato alcuni cittadini. E noi lo ripetiamo, non è normale che non si possa camminare a piedi quando piove, rischiando di rientrare a casa completamente fradici!

Non contenti, abbiamo deciso di prendere l’auto e di farci un giro nelle strade periferiche. Così facendo, siamo arrivati – per citarne una – alla strada che va verso Sammichele e lì abbiamo trovato un ‘lago’. Magari ce lo aspettavamo pure, viste le condizioni della strada, eppure il primo pensiero è stato “che cavolo!”. Macchine costrette a camminare a passo d’uomo in balìa dell’acqua piovana, brevi momenti di congestione. Cosa accadrebbe ad un pedone che si ritrovi costretto a passare in quel punto o a un ciclista colto da un acquazzone improvviso?

Che cavolo! – vogliamo ripeterlo. In una società che ci spinge alla ‘mobilità sostenibile’ come è pensabile vivere ancora in queste condizioni?