Domenica 22 Ottobre 2017
   
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Junker risponde a Ventrella

Natalino Ventrella

“Non siano assolutamente soddisfatti e non condividiamo nulla di quello che hanno scritto, contesteremo parola per parola. Siamo delusi dalla Istituzioni nazionali che hanno ignorato il nostro interpello, probabilmente, c'è qualcuno che conta più di noi!”. Sono queste le parole con le quali tuona Natalino Ventrella, amministratore delegato del Consorzio Xylella.

Ma vediamo nel dettaglio cosa riporta la lettera:

«Egregio Sig. Ventrella,

La ringrazio per la Sua lettera del 15 febbraio 2016 indirizzata al Presidente Junker in cui chiede l'annullamento della decisione di esecuzione (UE) 2015/789 del 18 maggio 2015 relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione della Xylella fastidiosa (Wells et al.). Il Presidente Juncker mi ha incaricato di risponderLe a suo nome.

Desidero fare presente che la Xylella fastidiosa è regolamentata nell'UE quale organismo da quarantena in forza della direttiva 2000/29/CE del Consiglio e che la sua introduzione nell'Unione e il suo movimento all'interno della stessa vanno proibiti. Gli Stati membri hanno l'obbligo legale di attuare, una volta rilevata la presenza di questo organismo sul loro rispettivo territorio, indipendentemente dagli eventuali sintomi riscontrati, tutte le misure necessarie per eradicarlo o, laddove ciò non fosse più possibile, per impedirne l'ulteriore diffusione. Successivamente al primo focolaio notificato dalle autorità italiane nell'ottobre 2013 la situazione è peggiorata con gravi conseguenze per il resto del territorio italiano e per l'agricoltura unionale. Inoltre, secondo all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), non è attualmente disponibile nessun metodo di controllo per curare sul terreno le piante malate. Modifiche nei sistemi di coltura (ad esempio potatura, fertilizzazione e irrigazione) potrebbero avere un qualche impatto sulla progressione della malattia, ma ciò non è sufficiente per curare le piante. In Puglia una potatura radicale degli ulivi infetti si è tradotta nella produzione di nuovi germogli alla base dell'albero ma, a tutt'oggi, tale sistema non sembra essere la soluzione per curare le piante e prevenirne la morte. Inoltre, considerata l'ampia gamma di piante ospiti interessate e la grande diffusione della sua popolazione vettore sul territorio dell'Unione, il radicamento della malattia nell'UE è ritenuto estremamente probabile come indicato inoltre dall'EFSA nel gennaio 2015.

È pertanto cruciale che le misure unionali siano attuate immediatamente senza ulteriore indugio. In proposito l'EFSA ha anche confermato il 31 marzo 2016, in aggiunta al suo precedente parere del 6 gennaio 2015, che la "rimozione delle piante infette, seguendo un approccio sistemico, è l'unica opzione per prevenire l'ulteriore diffusione del patogeno a nuove aree. Nella fascia esterna della zona di contenimento confinante con la zona cuscinetto la rimozione delle piante infette e un rigoroso monitoraggio possono rivelarsi efficaci per prevenire la diffusione del patogeno nella zona cuscinetto. Nelle zone di recente introduzione, come ad esempio nel caso dei nuovi focolai nella zona cuscinetto, la rigorosa rimozione sia delle piante infette sia delle piante ospiti, indipendentemente dal loro status sanitario, entro il raggio descritto nell'attuale legislazione dell'UE, può essere efficace per ridurre la diffusione del patogeno, se praticata in modo rigoroso e se si rilevano in tempo i nuovi casi d'infezione".

Nella stessa relazione del 31 marzo 2016 l'EFSA concludeva che recenti dati scientifici confermano il fatto che la Xylella fastidiosa è l'agente causale dei sintomi che colpiscono gli ulivi in Puglia. Allo stesso tempo l'EFSA chiarisce che "il realizzarsi sul terreno di quanto postulato da Koch costituisce prova della correlazione diretta tra il patogeno e la malattia di cui sono affetti gli ulivi, ma che la presenza di infezioni da Xylella fastidiosa sugli ulivi è sufficiente per il suo inquadramento in quanto fattore di rischio come indicato nel 2015 dal Panel (Panel PLH dell'EFSA, 2015- Gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sulla salute dei vegetali)".

Mi auguro che i chiarimenti di cui sopra Le siano utili».

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