Venerdì 15 Dicembre 2017
   
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Antenna di via Mola, i dubbi dei cittadini

Via Mola. Sito di impianto

I lavori sono fermi ormai da qualche settimana. Sistemata la linea elettrica, al basamento non è seguita altra operazione e, come necessario in questi casi, sono partiti controlli e verifiche da più parti, come anche additamenti e colpevolizzazioni che si rimbalzano da destra a sinistra, dopo il grido d’allarme lanciato dai cittadini turesi.

Chi non ricorda quanto commentato in sede di Consiglio Comunale sull’argomento? “È tutto in regola” – ha licenziato l’ingegnere comunale, presto sostenuto dall’Assessore ai Lavori Pubblici, Camposeo, anche lui sicuro della regolarità dei permessi e delle autorizzazioni in merito.

Ma allora, quanto lamentato dai cittadini è solo un capriccio? Oppure è frutto di un’osservazione delle carte, delle misure e della stessa disposizione del terreno nella zona?

“Il basamento prima, e il traliccio poi, sono stati pensati proprio in quella zona che il PUG indica come zona a rischio!” – commentano aspramente alcuni cittadini, rilanciando le parole ascoltate in Consiglio Comunale. “Perché –aggiungono – distruggere una lama, forse la più importante, per un impianto di telefonia?”. “Perché difendere un’installazione che non è effettivamente regolare?”. “Perché l’ingegnere comunale si è limitato a considerare solo il parere (non concessione) dell’Arpa?”.

Ma facciamo un passo indietro e fermiamoci a prendere in considerazione le “Regole per l’Insediamento urbanistico degli impianti di telefonia mobile e similari ed antenne emittenti radiotelevisive” (9 marzo 2005). Qui leggiamo come il nostro Comune abbia delle norme ben precise in materia di installazione. Vediamo in dettaglio. “Per l’installazione di un impianto, al fine di contenere l’impatto visivo, è necessario adottare le migliori tecniche disponibili, valutabili dai tecnici comunali, per inserire l’intervento in modo ottimale nel contesto ambientale e paesaggistico. Nel caso in cui l’impianto oggetto di richiesta di installazione e/o di modifica presenta, a giudizio del Sindaco, notevole impatto paesistico e/o ambientale, il Comune può sottoporre l’installazione dell’impianto a permesso di costruire. Nel caso in cui il sito oggetto di richiesta di installazione e la configurazione strutturale ed architettonica dell’impianto risultano già previsti nel piano di insediamento comunale, nel piano annuale di installazione e nel piano stralcio comunale di cui all’art. 7 della L.R. n. 5/2002, debitamente approvati, il gestore può procedere, in luogo dell’autorizzazione, con la presentazione al Comune della Dichiarazione di Inizio Attività (DIA). L’autorizzazione – si legge nella delibera – il permesso di costruire ovvero la DIA, verranno rilasciate dall’Ufficio Edilizia Privata, previo nulla-osta dell’ARPA - Regione Puglia, ente individuato quale Autorità competente all’espletamento delle procedure di V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) e, comunque, subordinatamente all’acquisizione preventiva, a cura e spese del richiedente, del nulla-osta dell’A.U.S.L. BA/5 e del parere favorevole dell’ISPESL del Dipartimento di Bari. Tale parere dovrà essere formulato con la valutazione dell’esposizione della popolazione al campo elettromagnetico, tenendo conto del valore del fondo elettromagnetico preesistente nel sito scelto e del contributo dovuto alla specifica stazione radio base, nelle condizioni di massimo carico di esercizio e di massima potenzialità prevista. Il parere dovrà contenere, inoltre, la valutazione del rispetto dei limiti di inquinamento acustico per le emissioni di rumore causate dall’impianto all’interno degli edifici”.

Chiare le disposizioni presenti nel regolamento che, continua, nell’Art. 5 comma 3: “Per le finalità dinanzi illustrate, il Comune entro 90 giorni dall’approvazione del presente regolamento, provvede ad adottare il 'Piano di installazione comunale', individuando le proprietà immobiliari del Comune o le zone ritenute idonee ad ospitare gli impianti. Le concessioni di aree comunali all’interno del 'Piano di Installazione Comunale' saranno regolate da apposita convenzione e dovranno prevedere la corresponsione di un canone annuale, calcolato tenendo conto dei prezzi di mercato, che sarà destinato allo svolgimento di campagne di controllo o divulgative, di informazioni di natura ambientale o sanitaria in materia di inquinamento elettromagnetico”. Quindi prosegue al punto 7: “La localizzazione degli impianti nelle zone soggette a vincoli ambientali ex D.Lgs. n. 42/2004 soggiace all'autorizzazione da parte degli Enti preposti e alle relative condizioni e/o prescrizioni indicate nelle medesime autorizzazioni”.

Quanto, di tale regolamento, ci chiediamo, sia stato compiuto in merito all’antenna in via Mola?

A questo, possiamo però aggiungere un’osservazione derivata dal PUG. La zona citata subirà un allargamento e ha avuto un ampliamento con una zona di rispetto di 30 metri. Tale zona è disposta a fianco a quella con vincolo idrogeologico, che si sovrappone all’area di rispetto di circa 2 metri. Il basamento pare essere stato realizzato proprio in tale zona, che a vista appare essere la parte più bassa dell’intera area. Perché il traliccio è stato posizionato lì? Perché insistono, piuttosto, che l’area interessata non è vincolata? Inoltre, il PUG prevede una zona di erosione che ricade allo stesso tempo nell’area interessata ai lavori. “Perché ci dicono che è tutto in regola? Perché – chiudono – distruggere la lama per qualcosa che non sembra essere regolare?” – si domandano i cittadini. Perché, aggiungiamo, far partire dei lavori senza – pare – chiedere concessioni agli organi competenti? Sicuramente ci sfugge qualcosa, ma speriamo che la questione sia presto portata alla luce e che si possa preservare non solo l’incolumità della cittadinanza, ma anche del nostro territorio carsico, attraversato da questa nota ed importante Lama.

Commenti  

 
B.Elefante
#1 B.Elefante 2016-05-09 16:08
Non è mai stato fatto il piano per prevedere l'installazione nei siti comunali, e il coccodrillo ha continuato a consentire antenne in immobili di suoi soci in affari, una sola persona ne ha quattro,a mille millecinquecento al mese....l'una.
Sindaci e loro assessori factotum ci sono stati tanto per stare, come tuttora. Nemmeno capaci di pubblicizzare le segnalazioni che le compagnie fanno ogni anno per segnalare in quali siti intendono posizionare un'antenna, onde consentire a qualcuno di proporre un proprio immobile.
Da ventanni che ha avuto inizio questo mangia mangia criminale, nel 1997(sindaco menino Coppi), antenna Telecom in via Putignano sulla casa della mamma dei defunti fratelli Danese, casa preventivamente acquistata da persona di Triggiano....... , poi fu la volta della Omnitel nella stazione ( e in tante altre stazioni "vendute" alla Omnitel dal famigerato Fiorillo,17 anni orsono invano denunciato da Turi alle procure di Bari, Lecce, brindisi, Taranto)poi a catena quelle della premiata ditta specializzata in subappalti e lavori di somma urgenza; ebbene in tutti questi anni non ho mai sentito un sindaco o un consigliere denunciare sia pure soltanto a parole uno di questi intrallazzi.
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