Sabato 16 Dicembre 2017
   
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Antenna di Via Mola. Servono maggiori verifiche

La rilevazione dell'Autorià di Bacino

Ha suscitato parecchi interessi e perplessità, l’articolo apparso sul numero della scorsa settimana, riguardante l’installazione di una nuova antenna in via Mola.

Come vi avevamo anticipato, infatti, da qualche settimana è stato aperto un cantiere molto vicino al centro abitato che permetterà di installare una nuova antenna – pare l’ottava in tutto il Comune – da parte della società “Towernet-Linkem”. La torre di metallo – di cui non conosciamo nel dettaglio le misure – come vi avevamo annunciato la scorsa settimana, sta sorgendo in una zona non solo adiacente al centro abitato, ma soprattutto a ridosso di quella lama che dai rilevamenti dell’Autorità di Bacino risulta essere molto rischiosa. A poco serve visionare il sito dell’Autorità di Bacino e il PAI (Programma di Assetto Idrogeologico) – vi mostriamo l'immagine catturata dal sito e datata al 19 gennaio 2016 – per notare il dislivello nel quale il cantiere sta sorgendo. È sufficiente recarsi nella zona e osservare, ad occhio nudo, come lo stesso terreno, assieme ai muretti a secco, descriva una conca molto preoccupante.

“Diversi anni fa – ci racconta un cittadino turese – un violento acquazzone provocò un mare d’acqua proprio in questa zona, dove si riversò tutta la pioggia proveniente dal paese. Ricordo bene – aggiunge – come poi nel giro di pochi minuti, una serie di ‘capoventi’ inghiottirono tutta l'acqua accumulatasi, dimostrando come, sotto questa terra, ci sia appunto il vuoto”.

Il timore non solo legato alla salute dei cittadini turesi, come i membri del Comitato di difesa dell'inquinamento elettromagnetico e ambientale hanno lamentato, ma soprattutto ambientale e paesaggistico, è alla base dell’impegno di numerosi residenti che, armati di determinazione, hanno portato in strada esponenti dell’amministrazione comunale. Pare infatti, che nella mattinata di mercoledì 20 aprile, un gruppo di cittadini, residenti della zona e membri del Comitato, abbiano avuto un incontro con la classe politica locale per chiedere un intervento tempestivo affinché i lavori di installazione vengano bloccati e si proceda ad una verifica del territorio.

Non paghi della nostra curiosità, ci siamo addentrati nell’area di lavoro e abbiamo letto il cartello affisso, apprendendo che la “Comunicazione di inizio lavori” risale a venerdì 18 marzo 2016 ed è stata inoltrata dalla ditta “La Progettazione srl” di Bari all’Ufficio tecnico del Comune di Turi, mentre l’istanza di autorizzazione inoltrata presso lo Sportello unico per le attività produttive del Comune di Turi, e al Dipartimento di agenti fisici dell’Arpa di Bari (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) dalla ditta costruttrice risale a quasi due anni fa, proprio il 10 dicembre 2014. Oltre un anno di silenzio, dalla data del “permesso a costruire” a quella dell’inizio di attività. Un periodo eccessivamente lungo – durante il quale qualcuno sicuramente sapeva – che, secondo la normativa vigente, ha dato la possibilità, dinanzi al silenzio/assenso delle istituzioni locali (uffici comunali competenti), di avviare le procedure per la realizzazione della piattaforma di basamento dell’ennesima antenna per la telefonia mobile “SRB” nel territorio turese. Una installazione che pare realizzarsi a ridosso di quelle zone di rischio che la stessa Autorità di Bacino ha evidenziato dai suoi studi.

Ma questo non basta a tranquillizzare i residenti, che chiedono a gran voce di verificare nuovamente le distanze e avere certezza che nulla possa accadere a cose e persone nel corso del tempo.

Ma cosa sono le SRB? Le stazioni radio base (SRB) per la telefonia cellulare sono gli impianti di telecomunicazione che, per la loro capillare diffusione nei centri abitati, generano maggiore preoccupazione tra i cittadini. Il servizio di telefonia cellulare viene realizzato tramite un sistema complesso di tipo broadcasting che è la rete radiomobile. Ciascuna SRB è costituita da antenne che trasmettono il segnale al telefono cellulare ed antenne che ricevono il segnale trasmesso da quest’ultimo.

Le antenne possono essere installate su appositi tralicci, oppure su edifici, in modo che il segnale possa essere irradiato senza troppe attenuazioni sul territorio interessato.

Le frequenze utilizzate sono comprese tra i 900 MHz e i 1900 MHz e le potenze in antenna possono variare tra i 25 Watt (per sistemi GSM) e circa 70 Watt (per sistemi TACS). Ogni SRB interessa una porzione limitata di territorio, detta comunemente cella.

A differenza degli impianti radiotelevisivi sono usati bassi livelli di potenza per evitare che i segnali provenienti da celle attigue interferiscano tra loro. Inoltre, grazie anche alle particolari tipologie di antenne impiegate, i livelli di campo elettromagnetico prodotto rimangono nella maggioranza dei casi molto bassi.

Al suolo, i livelli di campo elettrico che si riscontrano entro un raggio di 100-200 metri da una stazione radio base sono generalmente compresi tra 0.1 e 2 V/m, mentre il decreto nazionale fissa a 20 V/m il limite di esposizione e a 6 V/m la misura di cautela (nel caso di edifici adibiti a prolungata permanenza).

All’aumentare dell’altezza da terra, il campo elettrico aumenta in quanto ci si avvicina alla direzione di massimo irraggiamento delle antenne trasmittenti (che di solito sono poste a 25-30 m da terra).

A scopo cautelativo, nella zona circostante l’impianto, è necessario che non siano presenti edifici elevati in un raggio di circa 30-40 metri.

Tante sono quindi le preoccupazioni legate a questa nuova installazione SRB sul territorio turese che ricordiamo essere ancora privo di un PIC che gestisca, in maniera puntuale, non solo le locazioni delle antenne ma anche i valori di frequenza che si irradiano nel nostro centro abitato.

Attendiamo quindi di conoscere i successivi risvolti della questione, certi del tempestivo interesse delle varie parti politiche su un tema così delicato e spinoso.

Commenti  

 
CURIOSO
#1 CURIOSO 2016-04-26 15:00
Letta la cronistoria di questa procedura, una serie di domande sorgono spontanee.
Cominciamo coll'osservare quanto il redattore dell'articolo ha osservato nella tempistica dell'iter procedurale e in seconda battuta circa l'inidonea allocazione.
Ebbene, per caso si conosce il nome del proprietario/a che si avvantaggerà dell'introito dell'affitto?
Affitti che, come tutti gl'altri, sarebbero dei mancati incassi PUBBLICI da destinare a tantissimi SERVIZI PUBBLICI !!!
Questi AMMINISTRATORI, come tutti gl'ALTRI, NON hanno SCUSE, la loro INCAPACITA' è SOSPETTA, ormai!!!
(Continua)
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