Venerdì 15 Dicembre 2017
   
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Nasce il “Turi Car Pooling”

Turi Car Pooling

Si sa, quella del pendolare non è una vita facile, ma per cause di forza maggiore le persone sono costrette ad adottare questo stile di vita per studiare e/o lavorare.

Fin qui nulla di strano, il pendolarismo è un fenomeno socio-economico molto diffuso, e per molti è considerato una normalità; le stranezze iniziano quando questo stile di vita viene stravolto da continui disservizi e ingiustizie, che oltre allo stress quotidiano, provocano enormi problemi.

Nel caso dei cittadini Turesi (e non solo) la normalità è il disservizio, non il pendolarismo. I treni delle Ferrovie Sud-Est hanno come caratteristica principale quella del ritardo, possiamo dire che gli orari pubblicati sul sito e sui tabelloni sono puramente indicativi. Per non parlare di quando le carrozze si fermano in aperta campagna, per giunta con le porte bloccate (non si può nemmeno scendere per fare un pic-nic!).

Basti pensare a quei ragazzi che hanno un esame da svolgere a un’ora precisa, e che per essere “certi” di poter raggiungere la sede universitaria in tempo sono costretti a prendere il treno un’ora prima del previsto. Analogamente i lavoratori arrivano spesso e volentieri tardi sul posto di lavoro, rischiando ogni giorno ramanzine, sanzioni e nei casi più estremi il licenziamento.

La gente si trova quindi costretta a usare l’auto, provocando un aumento del traffico che, a sua volta, incrementa il rischio incidenti (già troppo alto al giorno d’oggi) e l’inquinamento.

Ed è così che nasce il gruppo Facebook “Turi Car Pooling”, creato appunto per contrastare i problemi derivanti dal trasporto pubblico offerto (insomma, “offrire” è una parola grossa per quel che costa..) dalle Ferrovie Sud-Est. L’iniziativa è già presente in altri paesi e in altre forme, come ad esempio il famoso servizio di car-sharing chiamato “Blablacar”.

Ecco una descrizione del gruppo: "Il Car Pooling è un discendente diretto dell'AUTOSTOP. In pratica è l'autostop degli anni 70 coniugato in chiave moderna. Ha un minimo di sicurezza in più rispetto al classico autostop, e cioè che gli utenti sono registrati su Facebook e che al primo feedback o segnalazione negativa vengono esclusi dal gruppo".

Agli utenti che vorranno condividere la propria auto sarà sufficiente pubblicare un post in cui vengono indicate data e ora della partenza; punto di partenza e di arrivo; il numero dei posti disponibili e il compenso richiesto per il passeggero. A tal proposito gli amministratori precisano che "il proprietario dell'auto richiede un compenso e i passeggeri sono liberi di accettare o meno. Si invitano, tuttavia, gli utenti abituali a non indicare quote che, sommate per l'intero mese, superino il costo dell'abbonamento mensile del treno, proprio per non distogliere l'iniziativa dal suo principale obiettivo: risparmiare sul trasporto. Tale invito non è rivolto agli utenti che usufruiscono del servizio una tantum". 

Il regolamento del neonato gruppo, prosegue spiegando che "gli interessati alla tipologia di viaggio proposta nel post del conducente possono prenotarsi commentando il post stesso. È possibile inviare dei post di richieste passaggio secondo le proprie esigenze"; anche in questo caso basterà utilizzare il modello di post prima indicato. Infine, "i membri del gruppo sono pregati di apportare le dovute segnalazioni in pubblico riguardo al malfunzionamento del servizio, sulla base della propria esperienza".

Un po’ come quando si esce il sabato sera, perché utilizzare più auto quando ne basta solo una? In questo modo non si è costretti a usare la propria auto, proprio perché si può "approfittare" dell’auto di un’altra persona. In buona sostanza si può chiedere e offrire un passaggio, a un costo che si aggira attorno a 1,50€, e se si ha problemi con quel conducente/passeggero lo si segnala nel gruppo e se sarà il caso verrà eliminato.

Gio Ost, portavoce degli admin del gruppo, è fiducioso sulla buona riuscita dell’iniziativa, anche in proiezione futura: “L'idea di creare il gruppo è nata viaggiando tutti i giorni e notando che gli abitanti di Turi non erano connessi ad un social di condivisione di passaggi economici e affidabili per viaggiare per e da bari, principalmente. Ricordo ancora quando Turi non aveva la circonvallazione e dai paesi limitrofi passavano dal centro per recarsi a Bari. Quindi volevamo dare a tutti i pendolari (siamo una grande famiglia) la possibilità, tramite la rete, di condividere risorse e creare un mezzo alternativo alle ferrovie sud est, troppo spesso inaffidabili".

"Sta andando molto bene in effetti, anche rispetto alle nostre aspettative. Abbiamo per ora, una media di dieci iscritti al giorno - aggiunge Adriana Laterza, amministratrice e ideatrice del gruppo - questo soprattutto grazie a tutti quelli che hanno, da subito, creduto nel gruppo. Siamo positivi nel pensare che andrà sempre meglio, anche grazie a questo articolo”.

Sul fronte Bari però, i problemi non sono mica finiti. Supponendo che un pendolare turese arrivi in Bari Centrale in orario, ma debba recarsi in un luogo per cui ci impiegherebbe troppo a piedi, utilizzerebbe l’Amtab? Peggio che andar di notte. Mezzi che si rompono durante il servizio, corse che saltano (un po’ troppo spesso), ritardi, e chi più ne ha più ne metta. Per carità, alcune zone sono ben coperte dalla linea ferroviaria Bari-Nord, ma c’è gente che per andare a Loseto o a Carbonara ad esempio, ci impiega mediamente quarantacinque minuti con bus costantemente in pessime condizioni, considerando che con l’auto basterebbero dieci minuti. Tutto questo perché l’apertura della linea Bari-Bitritto viene costantemente posticipata per assurdi motivi (tenendo presente che il progetto è nato nel 1989), e da essere disponibile entro il 31 dicembre 2015 ora dicono che, forse, sarà attiva a giugno 2016.

Dunque, se si ha la necessità di arrivare in orario, almeno per il momento non sembrano esserci alternative valide all'uso dell’automobile. Viviamo in un mondo in cui tutto viaggia velocemente e bisogna tenersi al passo. E al passo dovrebbero tenersi anche i mezzi pubblici, perché non è possibile che nel 2016 sentiamo ancora notizie di incidenti e addirittura morti a causa di un passaggio a livello malfunzionante.

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