Lunedì 18 Dicembre 2017
   
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PIPPI? Un progetto per tutta la famiglia

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Qual è il mestiere più difficile? Sicuramente quello del genitore. Nessuno che ti insegni come affrontare le situazioni quotidiane; alcun manuale a cui far affidamento; nessuna regola da seguire in maniera standardizzata. Sono il buon senso, unito al rispetto e all’amore, a guidare un genitore nell’educare il proprio figlio.

Ci sono però, situazioni che non permettono, ad un bambino, nell’età infantile, di crescere e di formarsi in una condizione ottimale e piuttosto si trova fronteggiare situazioni impegnative in cui, per una famiglia, può risultare difficile garantire ai bambini le condizioni adeguate per la loro crescita. È in questo quadro che si muove il progetto P.I.P.P.I.

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Partito già nel nord Europa e già avviato in dieci città italiane, oggi e per questo anno troverà applicazione anche a Turi. A presentarlo e richiedere la massima diffusione e adesione possibile, l’assessore Giusy Caldararo, con l’equipe dei servizi sociali dell’Ambito Territoriale di cui Turi fa parte.

Nonostante l’invito rivolto alle associazioni del territorio e a diverse realtà che nel nostro comune si interfacciano con la società e le famiglie, poche le presenze presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale nel pomeriggio di giovedì 4 febbraio. Un primo incontro, però, informativo, che seguirà diversi altri appuntamenti, tesi a ampliare quella che si vorrebbe creare: una rete di persone e realtà locali (si parla di assistenti, psicologi, scuola, associazioni, famiglie d’appoggio) che possano aderire al progetto PIPPI.

“Il Programma di Intervento Per la Prevenzione dell'Istituzionalizzazione – chiarisce la dottoressa Teresa Volpetti -  è centrato sulle possibilità di cambiamento della persona umana, sull'importanza delle reti sociali, dei legami affettivi, delle possibilità di apprendimento e recupero anche nelle situazioni di vulnerabilità”. La sfida di P.I.P.P.I. è dunque quella del sostegno alle famiglie vulnerabili assumendo l'ipotesi che queste famiglie se sostenute in maniera intensiva, rigorosa e per tempi definiti, possono apprendere nuovi modi, più funzionali alla crescita positiva dei loro figli, di essere genitori, di stare insieme, di gestire il loro quotidiano. “P.I.P.P.I, dal nome della famosa protagonista dell’omonimo cartone animato – ha proseguito l’assessore Caldararo - vuole creare uno spazio di incontro e collaborazione tra i genitori, i parenti e le persone vicine alla famiglia, gli assistenti sociali, gli psicologi, gli educatori e gli insegnanti che quotidianamente accompagnano i genitori e i loro bambini”.

PIPPI è indirizzato ai bambini dai 0 agli 11 anni, ma nello specifico, è rivolto al sostegno dell’intera famiglia che entra a far parte dell’intero progetto di lavoro e insieme all’equipe di professionisti crescono migliorando e variando quei comportamenti poco educativi.

“Sono state individuate dieci famiglie dell’Ambito Territoriale – ha specificato la psicologa – che saranno rafforzate attraverso processi di valutazione e formazione nei quali rientreranno quei dispositivi d’aiuto (scuola, associaizoni, caritas, educatori domiciliari, famiglie d’appoggio) che permetteranno ai bambini e quindi alla famiglia di cambiare”.

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