Il Ponte “dei sospiri” di Turi

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A Venezia il Ponte dei Sospiri prese il nome da una leggenda: ai tempi della Serenissima, i prigionieri, attraversandolo, sospiravano davanti alla prospettiva di vedere per l'ultima volta il mondo esterno. A Turi invece, forse verrà chiamato così il ponte in via Conversano, per i tanti sospiri che i cittadini fanno quando vedono come è stato costruito e quanto tempo ci hanno impiegato.

Alcuni cittadini hanno deciso di segnalare il problema alla redazione di “Luciano l’amaro quotidiano” di Telenorba per effettuare un servizio in loco al fine d’attuare una protesta per richiamare l’attenzione delle autorità preposte al controllo dell’attività amministrativa.

In particolare il problema risulta essere di natura progettuale, dato che per norma il ponte sarebbe dovuto essere largo almeno 9,5 metri (banchine laterali incluse), mentre il ponte realizzato è largo soltanto 7,20 metri, quindi oltre 2 metri fuorilegge.

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Mercoledì 20 quindi, intervistato di fronte al cantiere del fatidico ponte dall’inviato della trasmissione di Mingo e Fabio, Angelo Genghi ha argomentato così la protesta: “È stato fatto il ponte ma non hanno rispettato nemmeno le dimensioni precedenti, poiché prima la strada era più larga di un metro e mezzo. Aveva un raggio costante, mentre ora bisogna sterzare per ben due volte per imboccare la strettoia. È stato risolto il problema sotto, ma è stato creato un problema di traffico sopra, perché non penso che due mezzi pesanti riusciranno a passare in contemporanea. Nessun ingegnere si prenderà la briga di permetterne il collaudo, perché troppo pericoloso, e in caso di incidente chiamerebbero in causa i responsabili”.

Gli altri cittadini presenti, appoggiando Genghi, hanno anche loro detto la propria. In particolare uno di loro, dopo aver parlato con un esperto ci ha detto: “Il problema è di natura tecnica, perché è stato realizzato un ponte rettangolare su una porzione di strada in realtà curvilinea, dove quindi era richiesto un ponte curvo”.

Un altro signore ha inoltre fatto presente che: “Trent’anni fa, qui (in via Conversano) era previsto il prolungamento della circonvallazione, così da permettere a coloro che venivano da Conversano e Rutigliano d’evitare l’entrata in paese; fatto che avrebbe scongiurato il crearsi di traffico nel centro abitato di Turi.”

Le telecamere della trasmissione “Luciano” si sono poi recate presso il municipio turese, dove speravano di trovare un assessore, o comunque uno dei tecnici responsabili del ponte. Purtroppo però, l’unico a rispondere è stato il sindaco Domenico Coppi - diremmo noi per fortuna - che in linea con una sua vecchia dichiarazione ha commentato: “Gli assessori, è bene chiarire, non fanno i tecnici. Non spetta loro andare in giro con il metro in mano a controllare. È a questo punto, davanti al dubbio di un errore, che  interviene la nostra azione di controllo. Dobbiamo capire se il dubbio  venuto fuori è frutto di un’illusione ottica oppure se ci sono fondati motivi per dire che quell’opera non è stata fatta bene. In quest’ultimo caso, chiederemo agli autori degli sbagli di assumersi le proprie responsabilità. Soltanto nel caso in cui non dovessimo far niente al riguardo nascerebbe il problema dell’eventuale responsabilità politica”. Ha confermato, infine, che in occasione di futuri lavori di rifacimento del ponte, non saranno spesi soldi pubblici, ma saranno i tecnici responsabili dell’errore a pagare di tasca propria.

Tirando le somme, al momento il ponte risulta essere inagibile, condizione in cui verserà fino a quando non partiranno indagini ufficiali e di conseguenza i lavori di rifacimento; ciò comporterà sicuramente un’ulteriore attesa di parecchi mesi (per non dire anni).

Nel mentre, la situazione non è comunque delle migliori, poiché il tratto di via Conversano è molto trafficato, e il prolungamento che attualmente permette d’evitare il ponte, presenta comunque dei punti molto stretti, dove difficilmente passerebbero due macchine, o addirittura due pullman.