Sabato 21 Ottobre 2017
   
Text Size

“Abbiamo lavorato come asini, ma pane non ne abbiamo avuto”

Il Presidente della Cia Turi Angelo Palmisano

“Abbiamo lavorato come asini, ma pane non ne abbiamo avuto!” La riassume così il presidente della Cia di Turi, Angelo Palmisano, in un incontro richiesto per stilare un bilancio sulla situazione agricola turese di un’annata che per molti versi è stata positiva, ma che purtroppo si ritrova ancora a subire restringimenti e penalizzazioni economiche e di mercato.

Qualità e quantità ottime, per la cerasicoltura, che ha dovuto combattere con prezzi irrisori e al limite della sopravvivenza; una raccolta vitivinicola inferiore rispetto agli anni precedenti, ma sostenuta da prezzi che, per chi è riuscito a mantenere il prodotto sulle piante, relativamente buoni. Le condizioni climatiche hanno reso il periodo anomalo, così da determinare, per la raccolta olivicola, una situazione allo stesso modo particolare, quanto favorevole. “Per fortuna i nostri alberi non sono stati colpiti dal famigerato pericolo della xylella, che in altre terre a noi vicine ha distrutto campi e produzione, pertanto posso confermare che quella che si sta chiudendo, per le olive, è stata un’annata ottima dal punto di vista della quantità e della qualità”. Nota dolente, come spesso accade nel settore, è il suo prezzo: “Una resa buona non viene confermata da un prezzo altrettanto buono ed anzi, spesso, noi ci rimettiamo con le diverse spese che il mantenimento di un terreno agricolo necessita”.

“Si spendono molti più soldi per cose futili – rimarca il presidente Palmisano – ma si vuole risparmiare sui prodotti di qualità e della nostra terra”. Ritorna così a commentare il cattivo comportamento che molti consumatori hanno nei confronti dell’acquisto dell’olio, preferendo quello di dubbia provenienza, ma più economico, rispetto ad uno genuino e salutare, come quello locale, pagato ad un prezzo leggermente più elevato.

Nessun problema anche dal punto di vista di attacchi di storni, come denunciato da altri produttori di olio in alcuni paesi limitrofi.  “Da noi non ci sono casi di nuvole. Tra i paesi più vicini, abbiamo avuto notizia di Polignano o Monopoli, ma per fortuna a Turi la situazione è ben diversa. A favorire il tutto, la vasta quantità di varietà di frutti e di alberi che vengono coltivati nella nostra zona e che non permettono, a questi animali, di giacere sugli alberi e di avere possibilità di fermarsi” – conferma il presidente.

Una natura che si adatta alle variazioni climatiche, senza troppo lasciarsi sconvolgere, ma che viene messa in ginocchio da chi, anche localmente, preferisce rivolgersi altrove per un risparmio economico. “Non si può fare agricoltura in questa maniera!” – ripete amareggiato il presidente Palmisano, augurandosi di incontrare un nuovo anno, quello del 2016, ben più favorevole per gli agricoltori, sostenuti da una politica agricola che agevoli il settore e il suo sviluppo.

Commenti  

 
Filuppi
#2 Filuppi 2016-01-22 15:05
Il problema è strutturale la campagna è diventata fallimentare dalla mano d'opera al prezzo finale
Citazione
 
 
c.s.
#1 c.s. 2016-01-19 15:03
Inizia con il venderti il macchinone e comprati il pane per vivere.
Citazione
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI