Sabato 21 Ottobre 2017
   
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Cassonetti in fiamme: il disagio continua

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Sembra che a tutte le tradizioni natalizie ed invernali in generale, da qualche anno, se ne sia aggiunta un'altra, tutt'altro che positiva e che dobbiamo cercare a tutti i costi di non preservare. Dobbiamo perché è qualcosa che parte proprio da noi cittadini, e di cui noi stessi subiamo le conseguenze, direttamente o indirettamente. Stiamo parlando degli incendi che interessano i cassonetti del nostro paese, causati dal conferimento della cenere ancora calda.

Al riguardo, dopo la segnalazione che abbiamo riportato nello scorso numero, abbiamo intervistato l'assessore Gianvito Pedone e Vito Catucci, amministratore dell'omonima ditta, per un approfondimento sul problema e un appello alla cittadinanza.

Assessore Pedone, potrebbe dare un'idea generale del problema ai nostri lettori?

“Il problema va avanti da qualche anno e la frequenza settimanale è di circa 2-3 interventi, tra quelli ufficiali durante i quali intervengono i volontari della Protezione Civile con la strumentazione antincendio, e quelli spontanei da parte dei cittadini che tentano di limitare i danni con i loro mezzi domestici, come secchi pieni d'acqua e idranti. Tuttavia gli interventi del secondo tipo non sono poi così frequenti”.

Cosa va a causare questi piccoli e improvvisi incendi?

“La causa è lo smaltimento, sempre da parte degli stessi cittadini, di cenere ancora calda, prelevata dai camini delle abitazioni, nei cassonetti, che perciò prendono fuoco e si ritrovano in poco tempo ad essere in fiamme. In realtà basterebbe davvero poco per evitare tutto questo: lasciare la cenere in una lamiera o in un contenitore metallico per un giorno circa prima di gettarla via. In questo modo la cenere si andrebbe a raffreddare e la si potrebbe tranquillamente gettare nei cassonetti adibiti, in attesa della partenza del servizio di raccolta differenziata.”

Signor Catucci, quali danni e disagi si vengono a creare con questi incendi?

"Oltre agli ovvi danni ai cassonetti, il problema più grave è la combustione di alcune sostanze, come le plastiche che vanno a liberare diossina, pericolosissima quando viene respirata. Inoltre è sempre una cattiva abitudine quella di riversare nei cassonetti ogni tipo di materiale che può essere recuperato. L'obiettivo di recuperare le cose è il senso generale".

Assessore, è possibile attuare dei controlli per prevenzione?

"Un'operazione di controllo e monitoraggio attuata su tutti i cassonetti del territorio è impossibile. Tuttavia ci affidiamo al buon senso e alla civiltà dei cittadini turesi, perché con questo modo di fare devono ricordare che creano un danno anche a loro stessi, oltre che al loro paese.

Commenti  

 
residente
#1 residente 2016-01-18 15:01
Risiedo a poche centinai metri da quel cassonetto.un giorno ho visto una nota persona conosciuta in paese svuotare in esso un secchio di cenere.la cenere la puo' anche svutare nel suo giardino perche la cenere e' anche un concime e disinfettante per il terreno.grazie turiweb.
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