Lunedì 18 Dicembre 2017
   
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Gioco d'azzardo: una dipendenza in costante crescita

La Pasicologa Nunzia Romano e la Consigliera Serena Zaccheo

Si è svolto davanti ad un risicato pubblico di interessati l'ultimo incontro programmato dall'Amministrazione Comunale sulla medicina preventiva. A salutare e ringraziare i pochi presenti al pomeriggio di conoscenza e informazione, la consigliera Serena Zaccheo che, nella sala conferenza della Biblioteca Comunale ha presto sorpreso il pubblico con i numeri che ogni anno si registrano attorno al problema della Ludopatia e del Gioco d'Azzardo.
“A Turi si contano 13 sale gioco” - apre la consigliera ideatrice degli incontri. “A giocare, il 73 % è la fascia dei disoccupati; l'80% è rappresentata dai non lavoratori e il 60% dai cassa integrati”. “Le donne – prosegue – iniziano a giocare attorno ai 40 anni, mentre gli uomini giocano sia in giovane età e sia a 40 anni circa”. Sono circa 800mila le persone dipendenti dal gioco d'azzardo e quasi due milioni le persone a rischio.
La Legge di Stabilità 2016 rinnoverà le 15mila concessioni in scadenza nel 2016, allo scopo di non penalizzare “un’industria” che fattura circa 80 miliardi di euro l’anno (quella delle sale gioco è la terza industra italiana). Il Governo ha deciso di aumentare il prelievo fiscale sugli apparecchi da intrattenimento. Nel 2016 le tasse sulle slot machine saliranno dal 13 al 15%, mentre quelle sulle Videolotteries arriveranno al 5,5% (+0,5%). Una decisione che aumenterà gli incassi per lo Stato di circa 500 milioni di euro.
A relazionare sulla Ludopatia e sul GAP (Gioco Il pubblico presented'azzardo Patologico), la Psicologa Nunzia Romano, referente locale del Progetto Gioco Responsabile.
Spaventano le statistiche sulla giovane età dei ragazzi che si avvicinano al gioco d'azzardo. Fa' riflettere, ancora, come sia triste leggere e ascoltare la voce degli studenti degli Istituti turesi ai quali è stato soppoposto un test sull'argomento che hanno evidenziato come già molti di loro frequentano le sale gioco.
Sempre più ragazzi, sempre più giovani, sempre più di facile accesso questo "passatempo" che in breve tempo, da occasionale può diventare prima problametico, poi patologico.
Ma cosa significa "azzardo"? "Dall'arabo az-zahr ‘dado’ - spiega la psicologa – e giocare d'azzardo significa "sfidare la sorte".
"Quello del GAP è un problama da trattare similmente a quello delle dipendenze da sostanze poichè chi ne è interessato, gioca provando piacere, desiderio di giocare, aumenta il suo tempo e i soldi che vi dedica, diventano nervosi, hanno tremori perdono il controllo.." - enuncia. Purtroppo, quello del GAP è un problama in costante crescita, che raccoglie numeri sempre maggiori di coinvolti (più uomini di donne) e rappresenta uno sfogo o un piacere di fuga per chi si avvicina al gioco e poi non riesce più a farne a meno. "Difficoltà sul lavoro o cambiamenti di impiego, la perdita di una persona cara, problemi di denaro o di salute, sentimenti di vergogna, depressione, ansia o stress o la rottura di una relazione" sono tra le maggiori cause che portano una persona ad entrare in una sala gioco. "Le persone per le quali il gioco d'azzardo è un problema hanno spesso modi simili di pensare sul gioco" – ha quindi aggiunto la dott.ssa Romano. "Questi “modi di pensare” possono portare le persone a credere di aver la capacità di prevedere o controllare il risultato di una scommessa. Pensieri come “la macchina ora deve pagare”, oppure “un numero particolare deve uscire alla lotteria” o “oggi sento che è la giornata buona”sono tutti pensieri che possono portare a comportamenti di gioco problematici".
Una condizione che farebbe sorridere, se solo non fosse associata ad un crescente aumento di persone vittime di una dipendenza, della quale molto spesso non si è consapevoli così come spesso pare non rendersene conto la stessa famiglia. "Ecco perchè a volte risulta necessario che sia l'intero nucleo familiare ad intraprendere un percorso di terapia" – conclude la psicologa, salutando i presenti con una semplice domanda: "Davanti a tutto questo, dov'è il divertimento?".

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