Giovedì 19 Ottobre 2017
   
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L’ITES “Pertini” piange la scomparsa di un suo alunno

Vito

La comunità dell’ istituto “Pertini” incredula e devastata dal dolore piange la perdita di un suo prezioso alunno e ne affida il ricordo alle parole di un insegnante:


Era più o meno un anno fa. Stavo facendo lezione in una prima, non sapendo - come al solito - dove le mie divagazioni o la curiosità dei miei studenti mi avrebbero portato. E quel giorno, non so come, mi ritrovai a citare la teoria del caos di Lorenz...
«Sicuramente non conoscete questa teoria, ragazzi. È di Edward Lorenz, uno studioso americano...»
Ma a quel punto una mano alzata attirò la mia attenzione:
«Professore, io ho letto qualcosa su questo argomento... Lo chiamano effetto farfalla».
La mia meraviglia fu totale e chiesi a quel ragazzo di spiegarmi quello che sapeva.
"Questa teoria sostiene che il battito d'ali di una farfalla può provocare un tornado in un'altra parte del mondo".
"Benissimo! E che significa secondo te?"
"Significa che un evento minimo come il battito d'ali di una farfalla può causare eventi molto più grandi e devastanti come un tornado".
Momenti come questo mi fanno amare il mio lavoro, mi danno speranza, mi danno forza. Ricorderò per sempre quella mano alzata. Quella mano alzata significa curiosità, conoscenza, condivisione... E ricorderò per sempre il viso compiaciuto e fiero di quel ragazzo con i capelli alla spina mentre mi raccontava quello che aveva letto.
Quel ragazzo era Vito. Ed è strano come l'effetto farfalla - che quel giorno lui spiegò così bene - possa applicarsi oggi a questa assurda e inaccettabile vicenda. Il suo ultimo battito d'ali, infatti, ha cambiato per sempre le nostre vite, le vite di tutti quelli che lo hanno conosciuto e che, come me, ne hanno apprezzato l'intelligenza, la vivacità, la curiosità ...
Il tuo ultimo battito d'ali, Vito, proprio come quella farfalla, ha provocato un tornado. Un tornado che si calmerà prima o poi, ma che sarà pronto a riprendere forza tutte le volte che in tutti noi riemergerà il ricordo dello splendido ragazzo che eri...

                            Prof. Capriati Vito

Lettera aperta ai ragazzi


Ho sempre pensato che essere un insegnante fosse un privilegio. È una professione che ti consente di trascorrere ogni giorno parte del tuo tempo con i ragazzi, portatori sani di energia, vitalità e gioia. Non puoi non essere contagiato da loro e quindi quasi come Peter Pan vivi nell’isola che non c’è e conservi un po’ di quella spensieratezza che è appartenuta anche a te quando eri adolescente. Oggi questo incanto si è spezzato. Ho perso un alunno. Ne sono sconvolta. Non posso fare a meno di ricordare tutte le volte in cui abbiamo parlato, le volte in cui ho invitato lui e i suoi compagni a rivolgersi ai genitori, agli zii, a noi, alla psicologa della scuola per affrontare quelle situazioni che sembrano troppo grandi. Vito ha sempre risposto che avrebbe fatto fronte da solo alle sue difficoltà. Ma la scelta che ha compiuto, la strada che ha imboccato è in realtà l’unica che non ammette soluzioni. A voi ragazzi che leggerete queste righe chiedo di avere fiducia in noi. Vi chiedo, ancora una volta, di parlarci. Molti in questi giorni mi hanno detto che i “grandi” non capiscono e si arrabbiano dinanzi agli errori. Ebbene, siamo imperfetti. È vero che se ci confessate qualcosa che non vorremmo sentire abbiamo una prima reazione che è dura ma passato quel momento siamo lì per voi e con voi. Vi parlo da mamma e da insegnate. Non esiste una colpa che non possa essere perdonata, un problema che non possa essere risolto insieme. I “grandi”, così come ci definite voi quasi fossimo entità lontane, non hanno bisogno di capire quali motivi vi abbiano indotti a fare delle scelte, desiderano solo trovare delle soluzioni. Cancellate la vergogna, i genitori vi adorano e qualsiasi vostro comportamento è già perdonato prima ancora di essere confessato. Il rimprovero, il tanto temuto rimprovero, è in realtà un atto d’amore, possibile che non lo capiate! La veemenza con cui viene espresso è determinata dall’intensità dell’amore che proviamo per voi. Siete rimproverati per essere indirizzati, solo per quello. E se siamo troppo severi aiutateci a capirlo, anche noi possiamo sbagliare, ma grazie a voi possiamo migliorare. Il rapporto che ci lega è dinamico, fatto di continui adattamenti, e tutti gli errori che commettiamo nei vostri confronti sono dettati dalle migliori intenzioni. Vorremmo impedirvi di soffrire, vedervi esclusivamente realizzati e felici. Ma questo non accade. Come tutti, per crescere, dovete fare delle scelte, affrontare delle difficoltà, e se è giusto che cerchiate di risolvere da soli i vostri problemi, permetteteci di seguirvi nel vostro cammino stando qualche passo indietro, pronti a combattere insieme a voi quando serve o solo ad aiutarvi a rialzarvi.

 
Prof. ssa Mirosa Torchetti

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