Domenica 22 Ottobre 2017
   
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Si può amare e poi morire?

Presso il Romanazzi di Bari6

Una giornata intensa per parlare, tra i ragazzi e i detenuti, di uno dei temi più attuali della nostra storia: il Femminicidio. A portarlo sul palcoscenico, la promotrice social Tina Ottavino, che ha organizzato nei minimi dettagli i due appuntamenti realizzati martedì 1 dicembre, a Bari.
Luoghi di incontro e discussione, sono stati l'I.I.S.S. "D. Romanazzi" e la casa Circondariale di Bari.
Un tema che ragazzi e adulti hanno sentito vicino; un tema che catapulta, tutti, in una situazione che spesso viene taciuta, perché vittime del pregiudizio sociale e spesso familiare. Una violenza che si consuma il più delle vote, tra le mura domestiche e che, molto spesso, sfocia tragicamente con un crescente numero di vittime.
Non solo un incontro e discussione tra professionisti e astanti, ma un'interpretazione a descrivere e meglio dimostrare quello che spesso porta al femminicidio. Un punto di vista diverso, quello dell'uomo, quello che decide di trasformare un sentimento in un'azione di violenza, estrema, raccontato dalle parole di Antonella Caprio in "Questa storia sbagliata".
A portare in scena il testo della scrittrice, la compagnia "Piccolo teatro comico" di Torino,
composta da Eugenio Grardabosco e Patrizia Pozzi.  Consulente musicista Enrico Messina, il service di Vincenzo Buono.
Una scenografia semplice per entrare nell'argomento, che in seguito alla rappresentazione ha delineato un dibattito moderato dal Centro Anti Violenza, con la  dott.ssa Marika Massara del C.a.v di Conversano "Il Melograno" e la dott.ssa Anna Coppola De Vanna del C.a.v di Bari "La Luna Nel Pozzo".
"Ringrazio il preside dell'Istituto Superiore, Giacomo Antonio Mondelli, la vice preside e coordinatrice dell'evento, il prof. Michele Loconsole e don Gerry Zaccheo per i loro interventi" – ha commentato la promotrice, Tina Ottavino. "Ringrazio per l'ospitalità e la fiducia riposta ogni volta Prima di entrare nella Casa Circondariale di Bariche presento i progetti; ringrazio per la collaborazione di tutti, compresi gli studenti, che condividono sempre con entusiasmo le iniziative. A tal proposito formulo i miei più cari auguri per le sante festività imminenti".
Oltre 600 gli studenti che hanno preso parte alla mattinata di approfondimento, dimostrando attenzione e partecipazione, intervenendo nelle discussioni con le psicologhe presenti e soffermandosi, alla fine, in un lungo dialogo d'interesse.
Dopo una rapida sosta, "Questa storia sbagliata" è entrata nella Casa Circondariale di Bari,  all’interno del progetto “Rompere il silenzio”, un piano di intervento per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno della violenza contro le donne e i minori.
Prevenire eventuali recidive attraverso il potenziamento della capacità di interazione interpersonale e l’integrazione socio-lavorativa dei detenuti autori di reati di violenza, sono alla base del progetto.
Anche in questo caso, dinanzi ai detenuti, spesso loro colpevoli di femminicidio, sono stati offerti spunti di riflessione. "È stata un'esperienza forte alla quale non eravamo preparati, ma è stata un'ulteriore conferma che lo spettacolo provocatorio che portiamo in scena è sempre più vicino alla realtà. Non è teatro quello che facciamo, ma uno spaccato di vita vera. E ci auguriamo che il dono che abbiamo fatto ai detenuti e alle associazioni che operano nel carcere possa essere servito a qualcosa".

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