Giovedì 14 Dicembre 2017
   
Text Size

Catalano: "La Caldararo deve fare un passo indietro!"

Carmine Catalano

"Secondo me l'assessore Caldararo dovrebbe fare un passo indietro!" - è così che tuona Carmine Catalano all'indomani dell'incontro tenuto mercoledì scorso presso la Sala Consiliare dall'Amministrazione comunale con i genitori dei bambini che usufruiscono del servizio mensa.
"Purtroppo – ripete Catalano – quello che hanno fatto non è democratico; piuttosto si è trattato di un'imposizione ai cittadini, sulla quale per ora hanno solo rimandato la decisione finale!". Parole dure, parole derivate da una considerazione della cronistoria che ha portato mercoledì 18, l'Amministrazione Comunale, ad informare i genitori di una mancata applicazione del discusso lunch box che, continua l'esponente di "Rinascita Cittadina", "secondo me non è stato neppure voluto dal Sindaco, ma da un assessore che voleva agire non democraticamente, commettendo errori madornali su una questione che si potrebbe gestire in maniera differente, con un risparmio sia per le casse comunale che per i cittadini".
Catalano riporta così al centro dell'attenzione la pesante spesa che il nostro Comune ha dovuto affrontare lo scorso anno scolastico, quando il servizio mensa è costato 198mila euro, a fronte di soli 42mila euro di entrate su circa 280 fruitori. "Il Comune ha quindi speso ben 150mila euro". Quest'anno, invece, hanno variato la tariffazione così come i costi, ma "il pasto che ogni bambino riceve non vale 112 euro" – continua. Da queste considerazione, la proposta di gestire internamente il servizio mensa: "Per i sei mesi di fruizione, si potrebbero pagare tre persone per la cucina, un autista e sei assistenti al servizio mensa; il tutto direttamente scelto dall'ente. Il menù si farebbe preparare da persone competenti del territorio e, piuttosto che usare piatti e stoviglie biodegradabili, si potrebbe usare la porcellana, così da avere un impatto zero sull'intero servizio". Esempi che si rifanno al passato, agli anni '80-'90, quando il servizio di refezione scolastica non era affidato a ditte esterne ma direttamente gestito all'interno di ogni Comune, dove il cuoco aveva quotidianamente un budget disponibile e su quello sceglieva prodotti e materie prime da portare in tavola ai bambini. Prodotti a Km 0, prodotti locali e di qualità, con la consapevolezza, per le famiglie, di lasciare i propri figli nelle mani di persone che si occupavano della loro buona e corretta alimentazione. "Tutto questo – prosegue il sindacalista Carmine Catalano – porterebbe ad un abbattimento dei costi pari al 40 %, che si traduce, quindi, in una diminuzione anche per le tasche delle famiglie e chissà, forse, anche ad un aumento di bambini che fruiscono del servizio di mensa scolastica".
"Purtroppo – prosegue Catalano – fino a quando i nostri Amministratori continueranno a porre i partiti e gli interessi dei partiti al centro delle loro decisioni, non potranno rendersi conto delle reali necessità dei cittadini, costretti a subire decisioni e volontà lontani dai reali bisogni".
"Per fortuna – conclude – i turesi hanno metabolizzato bene la situazione e per il momento sono stati ascoltati, ma secondo me la faccenda non è affatto chiusa e temo che comunque a breve qualcuno dovrà rendere conto della questione lunch box. E se la ditta Ladisa aveva già provveduto al loro acquisto, chi dovrà ripagarla? Siamo sicuri che il Comune riesca a trovare i locali idonei alla sanificazione degli stessi? Da chi arriveranno i soldi per l'acquisto delle lavastoviglie industriali? Ci aspetteranno nuovi rincari per il prossimo anno?".
Queste e tante altre le domande che Catalano si è posto e pone alla cittadinanza tutta, non dimenticando di prepararsi a quella che sarà un'altra grande rivoluzione che promette grandi battaglie: il servizio di raccolta porta a porta annunciato dal Sindaco Coppi in sede consiliare e che dovrebbe partire nei primi mesi del 2016.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI