Venerdì 15 Dicembre 2017
   
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La "Groviera" turese

Via Berlinguer

Turi e le buche: un binomio che da tempo immemore fa ombra sul nostro paese, ormai tristemente noto per questa ragione anche a chi non ci vive. Quasi non si fa più caso al fatto che, per non riportare danni alle proprie vetture, gli automobilisti tentano in ogni modo di evitare questi ostacoli (che a volte raggiungono dimensioni e profondità importanti), anche occupando la carreggiata opposta.
In caso di precipitazioni, inoltre, le buche colme d’acqua vanno a formare veri e propri “laghetti”, ben più difficili da aggirare. Infatti un incidente si è già verificato lo scorso 28 ottobre in via E. Berlinguer, quando durante il pomeriggio una Fiat Uno condotta da un anziano, tentando di aggirare una delle numerose buche che minano proprio questo tratto di strada, si è spostata sulla carreggiata opposta urtando un’altra vettura parcheggiata regolarmente, andando poi a rovesciarsi urtando un autocarro, La strada che costeggia Largo Pozzianch’esso regolarmente in sosta.
Purtroppo non è questa l’unica zona in cui il problema costituisce ancora un pericolo notevole per l’incolumità di automobilisti, vetture e pedoni. Un altro tratto altamente a rischio è quello di via B. Croce, una delle strade che segnano il perimetro di Largo Pozzi, dove la scarsa illuminazione costituisce un’aggravante non indifferente. Nonostante i molteplici cantieri che a intervalli regolari di tempo fanno capolino per le strade di Turi e gli interminabili lavori in corso su vie che non è nemmeno necessario nominare, alcuni problemi restano tuttavia irrisolti, continuando a provocare conseguenze rilevanti sulle vite di noi cittadini.
È davvero necessario che, per mobilitare le autorità, debbano accadere spiacevoli inconvenienti, sinistri stradali, infortuni e chi più ne ha più ne metta? Forse è giunta la volta buona di considerare seriamente l’idea di riasfaltare le strade del nostro paese, con un occhio di riguardo al problema delle buche. Non è bello essere additati come “paese delle ciliegie, delle percoche e delle buche”, sicuramente molti dei turesi che stanno leggendo questo articolo avranno sentito queste parole uscire dalla bocca di qualcuno. Non ci si può continuare a muovere su questa impresentabile “groviera” e, nonostante questa piaga accomuni molte località italiane (la Capitale su tutte), non è detto che non si possa far nulla al riguardo e si debba stare a guardare con le mani in mano.

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