Sabato 21 Ottobre 2017
   
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Manca una collaborazione tra le Associaizoni

La targa consegnata a Lavinia Orlando

Rispondo con enorme piacere alla lettera indirizzata da Alina Laruccia alla sottoscritta e pubblicata nella scorsa settimana dalle locali testate. Una missiva colma di giuste considerazioni, amare sotto molti punti di vista, ma molto realistiche. Una perfetta fotografia della realtà turese, piena di contraddizioni, come l'attaccamento estremo alla patria turese, sfociante a volte nel campanilismo, unito, al contempo, all'incessante critica rispetto al presunto mortorio in cui pare Turi sia avvolta e che si dirada solo nelle giornate dedicate alla festa patronale – anch'essa, beninteso, per nulla esente da polemiche che con la sacralità della tematica poco hanno a che vedere. A tacere della strana patologia che pare colpire una parte dei turesi quando si trovano all'interno del paese – mi riferisco all'impossibilità di muoversi a piedi – e che scompare magicamente non appena si metta piedi all'esterno.

Da Assessore alla cultura, in carica da quasi un anno e mezzo, conscia del forte potenziale presente a Turi (di certo non inferiore a quello dei paesi limitrofi), ho ritenuto di lavorare nella seguente maniera.

Sono partita da un presupposto: abbandonare la presunzione di pensare che tutte le mie idee e preferenze artistiche siano le migliori ed affidarmi, per la parte preponderante, alle locali associazioni che, in quanto raggruppamenti di soggetti, dovrebbero essere maggiormente in grado di interpretare i gusti più compositi e di spaziare, senza considerare le numerose professionalità, soprattutto musicali (ma non solo), di cui esse risultano composte. Per sintetizzare, è di certo più consono che un amministratore favorisca il c.d. prodotto a km 0, piuttosto che un soggetto esterno.

Ferme restando tutte le difficoltà del caso, in primis l'approvazione ritardata del bilancio e la conseguente impossibilità di procedere ad una seria programmazione, ho ritenuto, almeno per le manifestazioni più importanti (Sagra della ciliegia, estate e Natale), convocare tutte le associazioni, farle sedere intorno ad un tavolo e costringerle a decidere insieme, nella speranza che un'iniziale costrizione potesse divenire un'abituale collaborazione.

Senza considerare l'ulteriore stranezza legata al moltiplicarsi di associazioni simili, se non del tutto uguali, a cominciare dalle due associazioni che si occupano del tiro del Carro di Sant'Oronzo, la cui scissione viene definita dagli stessi componenti come frutto di beghe tra i vari membri, ma lo stesso ritengo possa essere detto circa le vicende che hanno caratterizzato la Proloco negli ultimi mesi e tante altre situazioni, precedenti o attuali, di analogo tenore.

Precisato che il compito di chi amministra non è quello di fare lo psicologo, ma quello di coordinare e programmare, ho cercato di adempiere ad entrambe le funzioni non in maniera solitaria ed unilaterale, bensì in modo condiviso e partecipato. Quando, ad esempio, l'obiettivo era quello di animare i pomeriggi e le serate estive, ho manifestato tale intento alle locali associazioni, le ho riunite ed ho dato a tutte il richiesto ausilio economico e/o logistico. Ne è venuto fuori un calendario che avrebbe dovuto rispecchiare i bisogni e le esigenze “culturali” di gran parte dei turesi, proprio perché generato dall'unificazione delle differenti attività e manifestazioni, ideate dalle associazioni turesi, con una bassissima percentuale di interventi esterni.

Che le manifestazioni siano state più o meno seguite, partecipate, apprezzate dalla popolazione resta agli atti di chi ha voluto seguirle, parteciparle ed apprezzarle, in maniera maggiore o minore, a seconda dei casi, delle tematiche trattate e di tante altre variabili (alcune note, altre del tutto incontrollabili).

Di una cosa però sono certa, e concordo con quanto scritto da Alina: se la si smettesse di denigrare tutto quanto venga elaborato dagli altri e di vantare solo ed esclusivamente il proprio prodotto, se la si piantasse di partire dal presupposto che a Turi non si fa mai nulla senza neanche mettere il naso fuori di casa, se si cessasse di spargere in giro voci false pur di generare il dubbio che chi si mette in gioco lo faccia per puro interesse economico, forse Turi farebbe un passo in avanti. Cominciando dalle associazioni e giungendo ai singoli cittadini, gli stessi che vengono in Municipio, lamentando l'assenza di fermento culturale, o che scrivono sui social network, vomitando tutte le personali frustrazioni, senza essersi però degnati di uscire una sola sera a Turi.

Ora siamo alle prese con l'organizzazione degli eventi natalizi, con la solita modalità partecipata e condivisa e la nota disponibilità da parte della sottoscritta ad accogliere – e finanziare - idee e progetti idonei ad animare il Natale turese. Rispetto a ciò, lancio io una provocazione (che ho già fatto presente alle associazioni turesi): posto che i finanziamenti comunali non vengono erogati a pioggia, bensì sulla base di una precisa richiesta da parte dell'amministrazione, che delega una o più soggettività ad organizzare una determinata manifestazione o un dato cartellone, l'amministrazione è libera di scegliere a quale realtà rivolgersi, se turese o non turese. Dato però che l'amministrazione ha sempre ritenuto di dare spazio alla libera creatività locale e di supportarla (anche economicamente), si è finora fortemente limitato l'accesso di associazioni esterne, molto più organizzate, al fine di coadiuvare il lavoro di chi è del posto, anche a discapito (in alcuni casi) della qualità, ma con l'obiettivo a medio/lungo termine di facilitare l'aggregazione e lo sviluppo di associazioni e manifestazioni in grado di fare la differenza. Se, tuttavia, il brutto vizio di snobbare il lavoro altrui ed il rifiuto alla collaborazione dovesse continuare, nulla toglie che l'amministrazione decida di chiudere i rubinetti per le associazioni locali e rivolgersi all'esterno.

Non vorrei mai arrivare a tanto, perché resto fortemente convinta che i turesi non siano secondi a nessuno, in quanto a competenze artistiche ed a inventiva, ma a questo punto urge un'analisi ferma e chiara di ciò che per Turi e su Turi si intende realizzare.

Io resto a disposizione del mio paese e di chiunque intenda mettersi in gioco. L'importante è che lo si faccia in collaborazione con tutti gli altri attori, mettendo da parte le inutili beghe paesane e ragionando sulla circostanza che la buona riuscita di una manifestazione è linfa per tutto il paese, cominciando dalla crescita culturale della collettività e giungendo fino ai benefici economici per le attività commerciali.

 

 

Commenti  

 
franco
#1 franco 2015-11-04 14:11
ma cosa andate dicendo...finora la collaborazione c'è stata e noi cittadini l'abbiamo vista!vogliamo attribuire colpe ad altri?!!ma per favore!Mea culpa!
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