Domenica 22 Ottobre 2017
   
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"Sogno un paese pieno di eventi!"

Alina Laruccia

Cara Lavinia,
ti scrivo dandoti del tu perchè in pubblico ci diamo del tu, per amicizia e cortesia, e darti del lei in questa lettera aperta suonerebbe falso e inutile. Ti scrivo per sottoporre alla tua attenzione alcune mie riflessioni. Da qualche giorno sono a Turi per occuparmi della Rassegna di letteratura Didiario, giunta alla V edizione, Rassegna che sta raccogliendo consensi sempre più ampi da parte delle scuole che vi stanno aderendo. Ieri sera in biblioteca alle 18 c'era un interessante appuntamento, un evento organizzato dal consigliere Serena Zaccheo, su una serie di incontri a tema. L'incontro di ieri sera aveva come tema la pneumologia, con l'intervento del dottor Castellana. Senza troppi giri di parole, eravamo in 12 ieri sera, ad ascoltarlo.
Certo si parlava di malattie, e che volete, siamo un paese sano, che facciamo, ci tiriamo i piedi da soli?
Mi guardavo intorno e pensavo, come spesso negli ultimi tempi, che noi non ci vogliamo bene come paese. Eppure conosciamo a meraviglia tutti gli eventi che si svolgono nei paesi vicini: ecco i miei concittadini in fila per l'opera a Conversano, a Noci per Bacco nelle Gnostre, a Polignano per il Libro Possibile. Lo so perchè vedo le foto che pubblicano su facebook: i turesi che si fanno immortalare ovunque, tranne a Turi.
Cara Lavinia, mi dicono e deve essere vero, che nel nostro comune sono iscritte regolarmente 45 associazioni, più altre di ragazzi sparse nei vari locali. Queste associazioni pensano forse che il comune sia una mucca da mungere? Sanno invece che potrebbe essere una centrale del latte capace di nutrire l'intero territorio?
Ti scrivo dunque per lanciare una provocazione: Se ieri sera in biblioteca, o anche all'evento all'oratorio, a cui purtroppo non ho potuto prender parte, ci fosse stato un esponente per ogni associazione, le sale sarebbero state piene, e piene sempre, per ogni evento fatto a Turi.
Mi dicono che al castello di Sammichele, alcune sere fa, per l'incontro con Aldo Cazzullo (ricordo doveva essere nostro ospite lo scorso luglio), non c'erano posti liberi, neanche in piedi. Noi che ci lamentiamo che non si fa nulla, qui a Turi, che ricordiamo i tempi passati, quando c'era Michele Resta, e quando Matteo Pugliese voleva realizzare la biblioteca, e le varie esperienze teatrali che battevano in pubblico persino il Petruzzelli, ci lamentiamo ogni giorno, eppure la soluzione è tanto facile da far arrossire per la vergogna.
Ed ecco la provocazione: i contributi alle associazioni vengano dati a seconda degli eventi che si realizzano e a cui si prende parte. Una sorta di carta fedeltà, più fai, più partecipi, più ricevi. E più il paese riceve. Credi sarebbe possibile realizzare tutto questo? creare una sorta di collante, finalmente, che faccia smettere ai giovani di dire qui non si fa niente, e a proposito, giovane, tu perchè non fai? hai bisogno che ti dicano altri quello che senti dentro, che sia pittura, che sia musica, che sia scrittura? ci devono essere per forza denari a fiume per farti realizzare un evento? vai in piazza, e di ad alta voce quello che hai dentro. Ci vuole coraggio? davvero? e come mai lo scopri solo ora che accusi gli altri di non far nulla perchè hai paura di ammettere a te stesso che hai paura? Shakespeare faceva un palco con quattro assi e recitava vestito da donna le sue opere, in Grecia il teatro di strada è talento, e il pubblico ripete a memoria le tragedie che vengono rappresentate, e noi invece? No, io all'evento di quello non ci vado, lui non è venuto al mio. No, a quello c'erano quattro gatti, scriviamolo sul giornale, così la prossima volta non farà più niente. E così i giorni passano, e passano le stagioni e le amministrazioni che si accusano a seconda di chi governa. I giovani vanno, vengono, vanno e non tornano. E anche gli adulti, mica scherzano. Parcheggiano chilometri lontano quando vanno a prendersi il gelato a Polignano sotto la statua di Modugno, e a Turi pretendono di entrare nel locale con l'auto. Fosse per me io chiuderei al traffico l'intero paese, non siamo una grande metropoli, possiamo muoverci a piedi, e quando ci incontriamo ci potremmo anche salutare, che uscire il fiato per dirsi buongiorno fa bene, al cuore e a tutto il resto. E vogliate bene al paese nostro, che chi se ne è andata perchè qui non si poteva vivere, anzi sopravvivere, lo sogna ogni notte, un paese vivo, pieno di eventi, dove cultura e coltura sono la stessa cosa, dove non ci si scontra per cazzate e si investe per il futuro. A diventare cibo per i vermi non ci vuole nulla. Concimare da vivi un paese con sane idee e rimboccandosi le maniche, so che non è facile, ma dopo, credetemi, ci si sente ancora più vivi.


Con infinito affetto,
Alina Laruccia

Commenti  

 
B.Elefante
#2 B.Elefante 2015-10-27 04:28
Ci manca il gettone di presenza agli spettatori delle iniziative delle amichette della falsa sinistra, autoproclamatesi dispensatrici delle pillole della cultura.
Alina continui ad offendere la gente, e non hai ancora capito che se le persone non partecipano è perchè non sono interessate alle chiacchiere, peraltro propalate dagli stessi personaggi che poi fanno l'esatto contrario. E non che i turesi non sono interessati alla prevenzione dei tumori, alla lotta al fumo, come tu ti permetti di conclamare!
La CULTURA, quella vera, che crea il progresso, non è quella di chi compra e legge più libri, o siede al tavolo dei conferenzieri; ma quella, come Gramsci insegnava, che si acquista dai fatti concreti, partecipando alle battaglie della gente che conosce, critica e lotta per migliorare ogni giorno la vita.
Altro sono arte e letteratura, importanti ma evidentemente di questi tempi sormontate da ben altre esigenze primarie.
Cara Alina, non è la gente a doversi adeguare ai tuoi desideri, ma viceversa. Smettila di dare degli ignoranti a tutti i turesi.
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Mino Miale
#1 Mino Miale 2015-10-26 14:18
Non sarei tanto apocalittico dopo aver seguito l'ultima estate più sul Web che "dal vivo". Dicevo il 1994 (ebbè sono un pò attempato) in una intervista alla G.d. Mezzogiorno che "... bisogna dare voce all'emigrante turese. A Turi il giovane non rappresenta una classe sociale:cresce, studia e quando poi deve lavorare è costretto ad emigrare... Se si pensa che qui poi la produzione di cultura non è ad alti livelli, si può immaginare quanto sia difficile aggregare persone e iniziative." e chi di dovere (il Corpo Intellettuali di sinistra) non recepì appieno il messaggio. Non voglio scrivere quanto di errato (letto oggi) disse proprio la ex Assessore alla cultura Zaccheo il 1994 visto che "il rilancio possibile" nessuno lo avvertì. Anche in passato le associazioni erano tante e svariate, ma con Amministrazioni di destra riuscivano ad attivarsi, diciamocelo in faccia, Alina. Un altro assessore (sindaco democristiano eh?) mi disse "... io di teatro non capisco niente ma di te mi fido..." e a Turi ci furono spettacoli teatrali di altissimo livello artistico.Quelle spettacolazioni di Piazza hanno generato un Docente universitario di Teatro. Le Estate turesi movimentavano tutta la cittadinanza e il clou si verificava con la Festa Patronale. Gli artisti della Nova Canendi Academia formatisi a Turi ora si esibiscono nei migliori Teatri del Mondo. Quest'anno ho visto solo distruggere il percorso attivato coi Comitati composti dai fratelli Topputi che piano piano avrebbero attivato una Fondazione permanente in grado di ... A qualcuno purtroppo non doveva piacere lo scambio di pareri nato su Facebook in piena libertà.Sono sicuro che quando il giovane turese viene messo a suo agio SPACCA IL MONDO ma è proprio "il Corpo intellettuali di sinistra" a rendersene conto una volta per tutte... in TEMPO, riflettendo sulla tua lettera. Quest' estate sarà ricordata per un HAPPENING squisitissimo creato coi mezzi di comunicazione globale sui gradini di una SCALA a colpi di SELFIE, sorrisi e baci dimostrando che non è difficile aggregare persone che si erano perse di vista. Purtroppo un certo vizio (arroganza) ha disturbato la creazione di una Cavalcata storica che finalmente si staccasse dal modello Mascherine carnevalesche turesi, ci accontentiamo forse della produzione di cultura che 21 anni fà ritenevo scarna. A Turi abbiamo la Contourband... talenti al San Carlo di Napoli... senza soldi in Piazza Silvio Orlandi le attività commerciali ci fanno VIVERE con spettacoli estivi, cara Alina... di quale Cultura parliamo ai giovani che oggi hanno investito il loro attivismo nel turismo pugliese? ;-) Parliamone
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