Venerdì 15 Dicembre 2017
   
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Niente ‘giudizio’ sui disabili. Abbandonati dall’U.V.M!

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Sono parecchi i ragazzi  che appartengono al Distretto Socio Sanitario n. 14 (della vicina Putignano) con disabilità più e meno gravi in attesa di un ‘giudizio’ da parte dell’U.V.M., valutazione che tarda ad arrivare, e che supera i limiti di tempo imposti dalla legge (art 3 , comma 8 R.R 4/2007).                                                                                                                                      Ragazzi che, anziché marcire in casa, se solo l’U.V.M. lo volesse potrebbero frequentare uno dei centri diurni socio educativi e riabilitativi che operano sul territorio, utilizzando il budget Asl BA (150mila € stanziati per ciascun centro diurno), per la quota sanitaria e i finanziamenti della Regione Puglia tramite l’erogazione dei Buoni Servizio di Conciliazione Vita-Lavoro per la quota sociale , soldi già in cassa e che attendono solo di essere spesi. Soldi che fanno bene sia alle professionalità e ai neolaureati operanti in questi centri (altro che disoccupazione!) e fanno bene agli utenti disabili anche in età scolare, che trovano in questi luoghi un’opportunità per recuperare e reinserirsi nella società; in questi centri, i professionisti si occupano di riabilitazione fisica, motoria, psichica, formativa, organizzano corsi e laboratori che possono diventare opportunità di lavoro, prevedendo anche formazioni di Cooperative per l’inserimento lavorativo di questi ragazzi.
Soldi che, se non spesi, a dicembre 2015 torneranno da dove sono arrivati; la Regione Puglia ritirerà tutti i fondi stanziati per inattività. Ricordiamo inoltre che gli inserimenti nei centri Diurni fanno parte dei LEA (livelli Essenziali di Assistenza), quindi rifiutare una richiesta è reato.
Intanto però le pratiche e le richieste di iscrizioni ai centri restano ad ammuffire in questo non-luogo che si chiama P-U.A acronimo di Porta Unica di Accesso, ossia una equipe multi professionale pagata per leggere le esigenze di pazienti con bisogni sanitari e sociali complessi. Quando l’U.V.M. si riunisce, è formato dalle seguenti e ben pagate professionalità: un coordinatore sociosanitario o altro dirigente nominato dal Direttore del Distretto sociosanitario, o loro delegato per le singole sedute; assistente sociale nominato dall'ambito territoriale, prioritariamente tra le figure già inquadrate nei servizi sociali dei Comuni dell'ambito; medico di Medicina Generale o pediatra di libera scelta di riferimento dell'assistito; medico specialista e altre figure professionali specifiche rispetto alle patologie prevalenti nel quadro delle condizioni di salute psico-fisiche del paziente individuate dalla ASL competente.
Dall’U.V.M. dipende il futuro di questi pazienti, poiché l’U.V.M. decide l'accesso o meno ai centri socio educativi e riabilitativi  diurni, al sistema dei servizi socio-sanitari di natura domiciliare, semiresidenziale e residenziale a gestione integrata e compartecipata.
Secondo la legge, l’U.V.M. deve evadere le pratiche entro 20 giorni dalla consegna della documentazione presentata dai genitori, che consiste in una mole impressionante di carte e richieste di iscrizioni presso i centri, documentazioni a carico di famiglie già colpite dalla sciagura della malattia, e che devono farsi carico anche del peso della burocrazia.
A Putignano, e in altri comuni, i 20 giorni purtroppo passano in fretta, poi passa un mese, ancora due mesi, ma l’U.V.M. non dà segnali di fumo. Due anni fa a Monopoli l’U.V.M. dovette riunirsi solo dopo che le famiglie occuparono per protesta i corridoi del municipio; diventò una corsa contro il tempo poiché la Regione stava per ritirare i fondi stanziati.
Domenica 10 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), abbiamo ricevuto una lettera scritta da una insegnante di sostegno, che denuncia il caso di Putignano. Anzi i casi di Putignano; parecchi ragazzi alcuni dei quali frequentano la scuola già sfortunati e che rischiano di vedersi sfilare un treno di opportunità. Pubblichiamo la lettera di denuncia, onorando al meglio questa Giornata Mondiale e ribadendo un concetto: le barriere non sono fisiche, ma come al solito culturali e non risiedono nelle menti di questi utenti. Tanto è vero che stiamo cancellando la parola ‘disabile’ dal lessico comune, sostituendola pian piano con la parola ‘diversabile’. Diversamente abili, ma che hanno bisogno come noi tutti di essere ascoltati, di far emergere potenzialità e risorse, senza pietismi e commiserazioni, ma con professionalità e rigore.
Verrebbe da citare un classico della cinematografia di genere: il vero stupido è chi lo stupido lo fa.

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La lettera.
U.V.M. putignanese: Candidato tra i CARRI DEL CARNEVALE di Putignano
Impianto scenico: 5 comodi letti occupati da 5 personaggi dormienti tra le calde braccia di “MORFEO”.
Luci soffuse e pile di carte che formano insormontabili mura di cinta, montagne di carte, richieste di disabili che chiedono disperatamente di essere “ASCOLTATI” e loro… dormono, russano, ronfano.
I genitori dei ragazzi già inspiegabilmente colpiti dalla vita, chiedono di essere aiutati.
Cosa chiedono questi nostri ragazzi?
Chiedono di poter essere tolti dall’ozio, chiedono di avere una occasione per seguire la loro vita, con interventi socio-educativi riabilitativi.
I nostri amici con H chiedono di non restare a casa su comodi divani, i nostri amici H gridano un loro diritto: chiedono di poter proseguire la loro vita, in strutture idonee atte a soddisfare i bisogni formativi, riabilitativi, sociali e lavorativi.
Chiedono di essere accolti da una società che spesso li ignora.
Per la  frequenza in strutture idonee (come centri diurni o riabilitativi) è necessario produrre documentazioni e richieste e ancora documenti e serve fare file e trafile lunghe estenuanti ingarbugliate e avvilenti e dopo tutto questo...
Bene, il dopo finisce su quel mucchio di carte e cartelle che circonda i nostri “bei dormienti” di cui sopra.

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