Consorziamoci?

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Consorziarsi. Opportunità o svantaggio? Se ne è discusso in un incontro con gli agricoltori turesi nel pomeriggio di martedì 29 settembre, presso il bar Nottingham. Ad esporre le qualità e le possibilità che l'unione in consorzio porterebbe alla comunità turese, l'Avv. Leonardo Angelastri, dello Studio Loconte & Partners.
Esperti in consulenza alle imprese, hanno speso le loro competenze per esporre ai produttori cerasicoli locali quali sarebbero i vantaggi per ognuno di "presentarsi al mercato con lo stesso cappello".
"L'unione fa la forza" – hanno più volte ripreso, passando in rassegna le varie fasi di analisi che l'azione consortile necessita prima di arrivare al mercato e farsi conoscere a livelli mondiali. "Purtroppo, l'attività commerciale che ruota oggi attorno alla vendita delle ciliegie, comporta quattro passaggi e mediazioni che abbattono i guadagni di ciascun produttore", guadagni che si scontrano con i numeri che raccontano della provincia di Bari come produttrice di circa il 35% di prodotto dell'intera Italia.
Necessario, in questo senso, lavorare in anticipo e essere pronti per la prossima campagna cerasicola turese. "Cosa ci perdete a formare un consorzio?" - hanno tuonato l'Avvocato Angelastri e Matarrese.
"Consorziarsi porterebbe ad uniformare la produzione, come richiesto dallo standard a livello europeo; formare un marchio, un cappello, col quale presentarsi sul mercato mondiale; aumentare così le speranze per il vostro futuro" – hanno illustrato gli avvocati. Hanno portato così ad esempio il marchio Melinda, un consorzio che oggi unisce circa 4000 IMG_20150929_183117famiglie e che esporta in tutto il mondo.
"Ma non serve fare un consorzio – ha presto preso la parola Biagio Elefante – a noi servirebbe anche unirci in associazione". "Non ci serve la burocrazia – quindi continua – piuttosto bisogna capire come si fa a vendere, ci serve un espero commerciale" – prosegue, sostenuto da un "bravo" in sottofondo espresso da altri produttori cerasicoli. "Siete gli ennesimi propositori di un consorzio, ma  avete mai venduto una pedana di ciliegie?" - ha quindi concluso, lasciando agli avvocati un'unica risposta: "Non abbiamo mai venduto ciliegie, ma è necessario che voi guardiate in prospettiva!".
È proprio sulla prospettiva che prende la parola un altro produttore turese, Giovanni Miccolis: "Concordo con voi che l'unione fa la forza, ma avete già pensato ad una progettualità?". Un clima di sfiducia purtroppo aleggia nell'aria e sui visi dei produttori, dai più maturi ai più giovani. Una sfiducia maturata da un passato non certo roseo per l'economia locale che preannuncia un futuro ancor più amaro. Quindi un'unica richiesta dagli agricoltori: abbattere la burocratizzazione e favorire il rilancio della produzione, per non cadere negli esempi che il passato e il presente turese ci insegnano e che sono il futuro, pessimo, delle nuove generazioni.