Venerdì 15 Dicembre 2017
   
Text Size

Vince 57mila €. Ecco l’identikit del fortunato turese

2015-08-27_17_03_03

Il 20 aprile 2015 una donna turese grattò, e vinse 100 mila €. Il 20 agosto 2015, al Punto Scuola di Enzo e Gianni Diomeda, la storia si ripete: un pensionato turese, dopo dieci anni di giocate a piccole dosi da 10 euro circa a settimana, centrando il 5 al Superenalotto, si porta a casa ben 57 mila €. Anche se basta un numero a stravolgere le emozioni: se avesse giocato il jolly 73 sulla colonna in alto, avrebbe sbancato incassando 12 milioni di euro; avrebbe indovinato sei numeri, impresa molto più difficile che essere colpiti da un asteroide: il sei al SuperEnalotto ha una probabilità di riuscita di 1 su 622 milioni di combinazioni.

Giovedì scorso solo tre giocatori in tutta Italia - tra i quali il fortunato pensionato turese - hanno indovinato cinque numeri e vinto 100 milioni delle vecchie lire. Nessuno ha fatto sei, il cui montepremi ha superato i 12 milioni.

Quando abbiamo raggiunto il titolare di Punto Scuola, a Turi, in piazza A. Cisternino 3-4, abbiamo conversato un po’ per scoprire che nel lontano 2002, in questo punto vendita un turese vinse al SuperEnalotto ben 500 milioni di lire sfiorando il 6: se solo il misterioso vincitore avesse giocato anche il numero jolly, che all’epoca era posizionato nella colonnina in basso, avrebbe portato a casa 77 miliardi di lire (39 milioni di euro).

“Marito e moglie sono pensionati, non stanno male economicamente ma, nell’ultimo periodo sono stati un po’ sfortunati, e non erano in buone acque, quindi questa vincita ci voleva” – non aggiunge altro, il signor Enzo, all’identikit che proviamo a tracciare del fortunato pensionato di Turi.

Ci dica almeno che mestiere faceva…

“Non posso, mi dispiace, ho già detto troppo”.

Ma lei Enzo, ne è felice?

“Ma certo, anche se marito e moglie non stanno messi proprio male economicamente, mi emoziona vedere gli occhi luccicanti. È bello condividere la gioia di chi vince, tutto questo suscita in me grandi emozioni e mi riporta indietro nel tempo, quando si giocava ma con poco. Ora c’è la crisi, è vero, ma ci sono anche i giocatori incalliti del Gratta e Vinci, che dilapidano patrimoni e fortune, ma anche miseri stipendi…”.

Enzo, il negozio che lei gestisce vanta ben cinquanta anni di attività. Le è mai capitato di allontanare qualche giocatore a rischio?

“Certo, negli ultimi anni tante volte ho provato a salvare dei clienti dal vizio del gioco. In un paio di casi ho messo in guardia i parenti, in un caso ho riferito tutto al padre e nell’altro caso al fratello, ma in entrambe le situazione ho perso quei clienti. Poi scoprivo che andavano a giocare altrove, quindi non guarivano affatto. In quei casi c’è bisogno di ben altra cura”.

La sua personale statistica però dimostra che con pochi euro si può vincere tanto. Bisogna giocare con moderazione e divertirsi…

“Proprio così. Il signore di giovedì scorso giocava da un decennio, ma non superava mai i 40 euro al mese. Anzi, ultimamente giocava molto meno, al SuperEnalotto non puntava più tutti i martedì, giovedì e sabato. Sono bastati 3 euro per portarne a casa 57 mila”.

Riceverà un premio? Un regalo?

“Boh! Quello dei 100 mila euro non mi dato nemmeno un euro… per carità, non ci spetta e né possiamo chiederlo, come facevano alcune ricevitorie… in compenso però sono rimasti amici e clienti, e queste cose alla fine contano nella vita!”.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI