Valentini si dimette da direttore del corteo

Raffaele Valentini

“Semplici divergenze di vedute”. In un primo mento, Raffaele Valentini motiva così, le sue dimissioni da direttore artistico del corteo storico di Sant’Oronzo. Ma le cose in genere non sono mai semplici, e non lo è neppure la storia, che merita studio e rispetto. Insomma, ve lo immaginate un film sul Rinascimento ambientato su Marte? A meno che non si tratti di un “Ritorno al Futuro”, non sarebbe normale. Ecco, “mi sono dimesso – spiega Valentini ai nostri microfoni – perché non condividevo lo spirito goliardico di del corteo storico. Per organizzare un corteo storico ci vuole tempo, ma va fatto con tutti i crismi. Ad esempio non volevo che partecipassero i bambini, ma solo dame. Non si possono vedere i bambini terrorizzati con la magliettina e le ciabattine sul cavallo”.
“Così – confida Valentini – quando mi sono ritrovato a dover fra fronte a pressioni, ho alzato le mani e ho lasciato. Non condivido la goliardia nel corteo. Non può essere ridotto a una carnevalata. Ricostruire i personaggi e ricucire i legami dell’epoca è un’attività seria, altrimenti la facciamo al Carnevale di Putignano, oppure facciamo la fine di Conversano, che quest’anno ha fatto sfilare un tre ruote in mezzo al corteo. Inguardabile!”.
Insomma, il corteso secondo il presidente Pasquale Di Pinto è ben lontano dagli antichi fasti di quell’indimenticabile 1982/83, un biennio che Raffaele Valentini ricorda commosso: “Quello sì che è stato un vero corteo storico – rammenta – è stata una rievocazione puntigliosa e fedele alla storia. Ricordo che organizzammo una sfida tra cavalieri di Turi e Conversano, e poi fummo ospiti graditi dei conversanesi. Preparammo ben 150 figuranti  turesi. Tutte le ragazze andavano a cavallo con i rispettivi armigeri e uscivano dal Palazzo marchesale. Tutti in costume d’epoca, compreso me, e sarebbe opportuno che si vestisse anche il sindaco, altrimenti la presenza sarebbe fuori cotesto”.
Più morbide invece sono le considerazioni di Valentini rispetto alla Festa di Sant’Oronzo in generale, del presidente Di Pinto.
“A me è piaciuta, ho visto un’affluenza anche superiore agli altri anni. Ma c’è un neo: non mi è piaciuto l’arrivo del carro con tutte quelle migliaia di persone che passeggiano davanti, oltre che è pericoloso, e non mi sono piaciuti tutti quei ragazzi che dietro al carro facevano quei cori da stadio. La tradizione e la religione vanno rispettate”.