Giovedì 19 Ottobre 2017
   
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La UIL in visita al carcere di Turi

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Nella mattinata dello scorso 16 agosto, una delegazione della UILPA Penitenziari ha effettuato una visita sui luoghi di lavoro della Casa di Reclusione di Turi (Ba). A presentarsi davanti al portone del carcere turese, Eugenio Sarno, Segretario Generale della UILPA Penitenziari, Domenico Maldarizzi dell’Esecutivo Nazionale e Stefano Caporizzi Segretario Regionale per la Puglia.
“E’ sempre una forte emozione visitare il luogo dove per circa cinque anni (1928 – 1933) è stato detenuto Antonio Gramsci, la cui cella è opportunamente conservata per garantirne la memoria storica. L’istituto è un edificio costruito in pietra nel 1895, in origine destinato ad essere un convento di monaci e poi destinato a carcere. La sua struttura architettonica è uno dei maggiori problemi per la vivibilità e la salubrità dei luoghi di lavoro. Soprattutto nel periodo estivo le temperature che si registrano all’interno della struttura sono da altoforno e la mancata climatizzazione degli ambienti di lavoro crea non pochi problemi anche per la stessa incolumità fisica del personale. Soprattutto la garitta destinata al personale preposto ai passeggi, essendo in ferro, si surriscalda a dismisura. A ciò si aggiunge che gli spazi ristretti non consentono un adeguato ricambio d’aria e il fumo passivo è da annoverare tra i maggiori fattori di rischio". Sono queste le dichiarazioni espresse dal segretario Sarno al termine del sopralluogo turese. "Ma per onestà intellettuale – aggiunge - occorre sottolineare che gli ambienti sono ben puliti anche se molti necessiterebbero di interventi di manutenzione straordinaria che non si possono effettuare per mancanza di fondi. Nelle quattro sezioni detentive sono ospitati 135 detenuti (a fronte di una ricettività massima di 152) tutti con sentenze definitive. Il personale di polizia penitenziaria (90 unità a fronte delle 99 previste) in tre sezioni su quattro assicura la vigilanza a “regime aperto” e solo in una sezione (la 4^) è applicata la videosorveglianza con postazione remota. I turni di servizio sono articolati in otto ore, con ricorso allo straordinario “programmato”. Due celle della 3^ sezione sono destinate ad ospitare detenuti con minorazioni fisiche, anche se a Turi non è garantita l’assistenza sanitaria h. 24 (medico presente dalle 12 alle 24). La prospicienza alle strade comunali – ha sottolineato Sarno – genera il fenomeno “dei lanci". Ovvero spesso si tenta di introdurre sostanze stupefacenti nel carcere attraverso il lancio di involucri direttamente dalla strada ai cortili passeggi. Fenomeno arginato grazie alla puntuale e costante opera di bonifica messa in campo dal reparto di polizia penitenziaria. Un altro problema da affrontare e risolvere – conclude il Segretario Generale della UILPA Penitenziari – è senz’altro il contenimento degli stormi di piccioni che hanno invaso l’istituto penitenziario. Si rende quindi necessaria la posa di dissuasori ad aghi. In conclusione il giudizio sul carcere di Turi è in chiaro scuro. Da un lato il personale si distingue per competenza e preparazione (rarissimi gli eventi critici e nessun suicidio negli ultimi quindici anni.) dall’altro l’inadeguatezza strutturale ampliata dalle deficienze organiche e finanziarie”.


[ft UilPa]

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