Martedì 12 Dicembre 2017
   
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Unitalsi: un pellegrinaggio chiamato Lourdes

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Sono partiti in treno lo scorso sabato 18 luglio, per tornare il 24. Parliamo del pellegrinaggio presso la Madonna di Lourdes, in Francia, che come ogni anno, l'Unitalsi turese, assieme alle sezioni di tutta la Puglia, si impegna a realizzare.
Un gesto semplice, colmo di amore e di altruismo che i volontari Unitalsi compiono ogni giorno e ogni anno, per regalarsi il sorriso di chi insegna loro a vivere godendo di ogni più piccola cosa.
Bagagli alla mano e carichi di speranze e attese, tanti soci Unitalsi, da Turi, Conversano, Putignano e molte sezioni pugliesi, Valige ricche di speranze e pronte a ricevere tanto hanno fatto seguito ai volontari che si sono voluti immergere in questa testimonianza di preghiera e di fede per uscire pieni di serenità e di gioia. Sono i sorrisi di tutti a raccontare la speranza della magnifica esperienza che li sta per attendere, della quale alcuni già conoscono ed altri, invece hanno sentito solo parlare.
Desiderosi di salire presto sul treno che li condurrà al lungo sentiero fino alla Madonna, i volontari e soci Unitalsi si sono fatti forza e insieme hanno macinato i kilometri che li separava dal luogo sacro francese. E con la gioia nel cuore, chi per aver accompagnato, chi per aver vissuto l’esperienza, hanno lasciato fatiche e ansie e hanno riempito i loro cuori di serenità e pace. Perché sono le esperienze di chi è meno fortunato a far capire quanto sia bella e importante la vita di ognuno.
L’Unitalsi, Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali, da oltre 110 anni “prende per mano chi ne ha bisogno”. "Solo vivendo questa esperienza – raccontano gli Unitalsian - si può comprendere la gioia del donarsi, di mettersi al più completo servizio delle persone disagiate, del nostro essere pellegrini verso quel misterioso santuario che è l’essere umano, il nostro fratello in Cristo. La gioia di questo percorso nasce dallo slancio del cuore capace di trasformare le lacrime in un sorriso, quello slancio che rende inesauribili le nostre forze fisiche e psicologiche, lo stesso slancio che ci viene alimentato dall’affetto che i nostri fratelli in difficoltà ci donano e dalla serenità con cui portano il loro fardello. Quello slancio che ci porta sempre più vicino a Gesù che prediligeva i poveri, i piccoli e i malati verso i quali si chinava per guarirli.
Quindi, discepoli di un Dio che si avvicina agli ultimi, scopriamo la bellezza di metterci “al servizio” di chi è meno fortunato e di chi ha più bisogno di un sorriso, di un abbraccio, della nostra tenerezza, del nostro ascolto e delle nostre cure".

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