Martedì 17 Ottobre 2017
   
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“No triv”: scarsa partecipazione dei turesi

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Scarsa, per nono dire assente, la risposta turese alla proposta, lanciata dall'Associazione "Il Ponte del Don" di contribuire a dire "NO" al deturpamento della nostra costa e delle nostre bellezze naturali. Martedì 14 luglio, infatti, l'Associazione ha ospitato, presso l'Antica Caffetteria Mina Susca", il coordinatore del movimento “No Triv”, Angelo Papio.
Pochissimi gli intervenuti, così palese è stata la delusione dell'Associazione nel constatare come scarsa sia sentita la problematica dai turesi. “Ma noi andiamo avanti e crediamo che informando e parlando dell'argomento, tutti si avvicinino e comprendano quali sarebbero le prospettive della nostra Puglia” - spiega la presidente Sara Coppi.
Il mare è il nostro "petrolio" e il turismo in Puglia conta quasi 2,2 miliardi di euro di fatturato complessivo, che vale quasi il 10 per cento dell’economia regionale. Sono i numeri del turismo pugliese, uno dei settori trainanti del sistema Puglia. Allo scopo di tutelare la flora e la fauna del nostro territorio, il coordinamento "no triv" ha creato una bozza di delibera di consiglio comunale, all’interno della quale, spiega, sinteticamente, come lo Sblocca Italia sia lo strumento governativo che, di fatto, si pone come serio pericolo per l'ecosistema pugliese.
“No triv” significa non solo salvare la costa di Polignano, ma significa continuare a permettere a noi turesi di usufruire di quella costa; di poterci alimentare con sicurezza, di poter vivere con tranquillità, senza la paura di inquinamenti vari nelle acque o nella terra” - ha proseguito con fervore la dott.ssa Coppi.
Importante il contributo portato in serata dal coordinatore Papio che ha messo in tavola studi e ricerche sulle consegueze delle trivellazioni nella nostra costa. Ma unanime l'idea di sensibilizzare tutti al tema, per preservare gli aspetti cardine e trainanti della Puglia, l'agricoltura e il turismo. A breve, perciò, l'associaizone metterà in campo delle giornate per diffondere e far capire alla cittadinanza che l'adesione al comitato “No Triv”, lontano dai colori politici o dalle appartenenze partitiche, vuole difendere la Puglia e i suoi cittadini da un'azione che la condannerebbe e metterebbe in ginocchio i settori trainanti della sua economia.

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