Giovedì 19 Ottobre 2017
   
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La storia di Camal, che si ribellò agli estorsori

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Si è concluso con un lieto fine il tragico incendio doloso che il 30 giugno scorso colpì la macelleria Halal di Latiano (Brindisi), gestita da sei mesi da Camal, imprenditore macellaio di origini marocchine, uno dei 30mila marocchini residenti in Puglia, integrati a pieno ritmo nel tessuto economico e culturale del nostro paese.
Dalla stampa regionale e nazionale avete appreso tutti i dettagli, anche quelli più belli: Camal infatti, vittima di estorsori che gli appiccarono il fuoco all’attività commerciale, incontrò subito la solidarietà della Comunità Ebraica di Napoli e dai rappresentanti istituzionali locali, regionali e nazionali, tra i quali, in prima linea, anche il turese Vincenzo Abbinante, Console Onorario del Regno del Marocco.
Oltre alla risposta decisa e incoraggiante da parte delle Istituzioni, al dialogo tra culture religioni quella musulmana e quella ebraica, il lieto fine di questo triste episodio è stato scritto da Camal stesso, che non si è dato pace, non si è lasciato sopraffare, si è rimboccato le maniche e sabato scorso, assieme al Console Abbinante ha riaperto la saracinesca della macelleria, proprio in concomitanza con la fine del Ramadan.
“Ha avuto grande forza di volontà” – fa notare Abbinante ai nostri microfoni e alle telecamere della Rai. “Ha rimesso tutto a posto in meno di quindici giorni – osserva ancora il Console – donando una lezione di vita a tutti quanti. La storia di Camal ci insegna tante cose. Intanto che basta poco per contribuire alla crescita del Pil anche in Italia; infatti bisogna prendere esempio dai migranti che vogliono lavorare e contribuire alla crescita dell’Italia. Dimostra inoltre che l’internazionalizzazione del sistema economico italiano e pugliese, è fondamentale per la crescita culturale e socio-economica dell’Europa stessa. Vorrei ricordare che gli extracomunitari contribuiscono a coprire gran parte del gettito fiscale, inoltre pagano contributi per delle pensioni che non riscuoteranno mai, a tutto vantaggio delle casse italiane”.
Abbinante ringrazia il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi e la Procura che ha subito avviato le indagini per rendere giustizia al grave attentato minaccioso che ha colpito Camal. “Bisogna sempre rivolgersi alle Forze dell'Ordine – è l’invito del Console Abbinante – grazie per il supporto a tutti i cittadini di varia etnia”.
Le dichiarazioni di Abbinante ci fanno tornare in mente le recenti e umilianti immagini dei contadini stranieri costretti a dormire sulle panchine a Turi durante la campagna cerasicola, tra l’indifferenza dell’Amministrazione comunale Coppi (pensate, di sinistra!) e delle Caritas, sorde anche alle nostre denunce.
Tra l’altro, se non si fosse mosso il Console, neppure ai bagni chimici avrebbero avuto diritto. In quei giorni di “campagna” turese è stata calpestata la dignità degli uomini, considerati solo come forza lavoro, quasi alla stregue di un bestiame. Neppure un briciolo di compassione da parte dei proprietari terrieri turesi, dei giornalisti, dei locali politicanti e dei soliti fascistelli forti con i deboli e deboli con i forti; costoro si sono solo premurati di pubblicare le foto su facebook, senza muovere un dito, senza un briciolo di compassione. Hanno fatto ancora una volta demagogia sulla pelle dei lavoratori di qualsiasi etnia. Una brutta pagina per Turi.

Commenti  

 
Amico
#1 Amico 2015-07-23 00:05
Ancora con sta storia?...bisogna prima avere a che fare con questa gente e poi capire il perché vengono trattati in questo modo. Più li tratti bene e più ti trattano "bene". Tanto l anno prossimo ne vedrete davvero pochi... il ramadan comincia prima!
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