Lunedì 18 Dicembre 2017
   
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Il DDL sulla scuola divide anche nel Pd

Giuseppe Gravinese

Il DDL sulla “Buona Scuola” ha portato scompiglio non solo nel mondo dell’istruzione, ma anche all’interno dello stesso Partito democratico, dove molti esponenti, rappresentanti eletti e non, hanno preso una posizione nettamente contraria nei confronti di questa riforma della scuola. Per rendere al meglio l’idea, vorremmo riportare l’estratto di un messaggio pubblico che un insegnante tesserato nel Pd e fino a qualche giorno fa attivista sul suo territorio, ha rivolto a un sentore della sua stessa casa politica. “Da insegnante non so se provare rabbia, disgusto o sconforto”. “Io ci avevo creduto nel progetto Pd, ho lottato per questo progetto e ho convito gli scettici quando bisognava votare per voi. Ora, da docente, vi accuso, voi, miei presunti rappresentanti al Governo, sia per motivi ideologici che territoriali, di aver tradito i vostri elettori nella maniera più subdola, adducendo, come qualcuno dei vostri colleghi ha fatto, discipline fasulle di partito”. “Io ora mi vergogno profondamente di questo partito e dei suoi politici, mi vergogno profondamente di quello che avete fatto alla scuola, mi vergogno profondamente di come avete creato scuole di serie A, B e C, mi vergogno profondamente di quello che andate dicendo in giro a proposito delle meraviglie del DDL”. Infine la firma, seguita da “docente, ex Pd, incazzato nero”.
E non basta guardare lontano, per ritrovare questi sentimenti, seppur meno conditi. Nella vicinissima Putignano, per esempio, l’argomento è stato portato in consiglio comunale, dopo varie riunioni tra le Istituzioni e le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie). In questa sede, il capogruppo di partito ed un consigliere hanno apertamente dichiarato la loro avversità nei confronti del Disegno di Legge, “non riconoscendosi in questa scelta del vertice”. Ricordiamo che lo stesso vertice regionale del Pd aveva mostrato di gradire poco questa decisione.
Su Turi invece ci si tiene cauti. Perlomeno si attende la fiducia prima di assumere una posizione: è quanto ci riferisce il segretario locale Giuseppe Gravinese. “Su Turi – ci spiega – dopo la fiducia pensiamo di fare un approfondimento. Le riforme in genere provocano dei malumori e degli scontenti. Prima di prendere una posizione ufficiale pensiamo di strutturare degli incontri anche per sentire le persone interessate, come gli insegnanti”. E infine precisa: “La scuola non è fatta soltanto dagli insegnanti, ma anche dalle famiglie e dagli alunni, quindi bisognerebbe ascoltare non solo la categoria degli insegnanti, ma anche le rappresentanze delle famiglie e degli alunni, ove possibile”.

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