Sabato 21 Ottobre 2017
   
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Immigrati: i commercianti lasciati soli

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<<L’esodo biblico di migranti non trova più sbocchi nemmeno alle frontiere, dove i Paesi confinanti hanno alzato gli argini senza preoccuparsi del fatto che – nella piena – sta affogando anche l’Europa. L’Italia resta dunque sola con la sua emergenza. E proprio nelle emergenze si misurano le capacità dei governanti. Nella piena dell’Elba, era il 2002, il tedesco Gerard Schroeder si riguadagnò la fiducia della Germania e la riconferma alla cancelleria. Nell’alluvione di New Orleans, era il 2005, il presidente George W. Busch vide invece affondare il suo rapporto con gli americani. Ora tocca a Matteo Renzi evitare che la piena di disperati lo separi dagli italiani >> (Corriere della Sera del 13 giugno 2015). È la penna del giornalista Francesco Verderami a riassumere in poche parole una situazione al collasso, quella degli oltre 57 mila migranti approdati sulle coste italiane dal 1° gennaio 2015, il 6,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2014.
Tutto questo fa da cornice alla cronaca locale di Turi, in piena campagna cerasicola ed ospitante circa un centinaio di lavoratori immigrati, che sono venuti qui giusto il tempo della raccolta. Poi se ne andranno. Ma ciò non è bastato ad evitare la gran polemica e il tanto degrado. Secondo l’Amministrazione si tratterebbe di persone con regolare permesso di soggiorno, ma il dubbio in molti cittadini resta: <<Se una persona sta ferma qua un giorno, due giorni, significa che sta aspettando qualcuno che se lo porti a lavorare, il che fa pensare che non abbia un contratto regolare>>. Ma il problema fondamentale, che ha poi diviso i turesi, sta nella decenza e nel decoro, di cui il paese è stato privato in questo mese: gente che dorme su panchine di parchi pubblici, parcheggi divenuti dormitori, fontane utilizzate come docce e bidoni della spazzatura scambiati per orinatoi. Parte della cittadinanza si è risentita, definendo i lavoratori stranieri come <<ospiti, maleducati e presuntuosi>>. L’altra parte, invece, ne ha preso le difese, richiamando alla memoria la nostra storia di migranti, oppure ponendo l’accento sulle difficili storie che queste persone si portano come croce. L’Amministrazione si è mobilitata insieme alle associazioni di volontariato e alla Chiesa, alla Protezione Civile e alle Forze dell’ordine. Sono state messe a disposizione docce e bagni chimici, ma qualcuno continua a storcere il naso. La situazione pare sia sempre la stessa.
In questo presente, dai toni molto accesi, ci siamo chiesti chi possa averne pagato il prezzo maggiore, chi, alla fine dei conti, si sia dovuto accollare il peso di questa presenza. Poveri commercianti. Sono loro ad aver aperto per primi i bagni dei locali, sono loro che prestano le prese di corrente per far caricare i cellulari. Sono loro che scambiano qualche parola, che danno qualche consiglio. Sono loro che ci litigano quando vedono cose <<non belle>>, con un po’ di timore certo, perché <<io ero uno, loro erano cinque>>. <<Non do la colpa a loro – ci spiega un altro esercente – Questa  è un’emergenza che si crea tutti gli anni. Il Comune sa, tutti sanno, ma nessuno fa>>. <<Perché le spese di ogni scarico di acqua me le devo accollare io? Non è giusto. Chi interviene nei miei confronti? Nessuno, in nessuna maniera>>. <<Perché io, attività commerciale, dovrei avere i miei costi, le mie tasse, e in più mi dovrei far carico di quelli che non sono i miei problemi?>> Pare che qualcuno abbia consigliato loro di mettere il cartello <<guasto>> sulla porta del bagno: ma questo, oltre ad essere contro la Legge, <<avrebbe significato dare le chiavi all’italiano e impedirne l’ingresso all’immigrato. Un po’ dispiace, un po’ sarebbe discriminazione e io contro di loro non ho nulla, tranne il fatto che, magari, potevano avere un po’ di contegno, sapendo di trovarsi davanti ad un’attività commerciale, invece no!>>. E ci mostra la foto di un cespuglio che dà sulla strada, dove sono appese delle mutande. Un <<danno alla nostra immagine>>, ma non solo: <<La pessima immagine che Turi ha dato di sé, quando, durante la Sagra delle Ciliegie, decine di autobus sono arrivati davanti a questi “dormitori”. Era come essere in Brasile>> dove convivono, a pochi metri di distanza, il benessere e la povertà, quella che offende e al tempo stesso indigna.

Commenti  

 
cerasicolo
#2 cerasicolo 2015-07-02 12:20
caro fuggente....questa gente entrano nei terreni in punta di piedi...e poi diventano patrun....fidati cn rispetto
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fuggente attimo
#1 fuggente attimo 2015-07-01 20:43
perchè invece di fare i moralisti del cavolo non vi preoccupate di conoscere quanto sono stati pagati e quante ore hanno lavorato queste PERSONE perchè è bene che lo sappiate sono PERSONE!
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