Martedì 17 Ottobre 2017
   
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L'ultima notte in libreria

La targa consegnata a Lavinia Orlando

È stata, forse, l'ultima notte in libreria, presso la Eleutera di Alina Laruccia.
Un sabato sera, quello dello scroso 19 giugno, che si è chiuso con un barlume di speranza per la comunità turese che da prossimo 24 giugno, sarà orfana della sua libreria indipendente.
Ancora incredulo della decisione di Alina Laruccia, il sindaco Menino Coppi, che nella serata ha ascoltato, per bocca della libraia turese, quali sono state le difficltà incontrate nei suoi otto anni di attività. Osteggiata o poco considerata dalla sua comunità cittadina; non sostenuta nei progetti e nelle relazioni culturali intrecciate con il resto d'Italia; criticata e ostacolata dalle istituzioni locali, cieche -per volontà forse? - dinanzi alle problematiche da lei sollevate e denunciata e, oggi, disinteressata perchè la sua attività, unica e rara nella nostra Turi, chiude nell'indifferenza di tutti.
"Sono pochi coloro che mi stanno dimostrando rammarico e vicinanza" – ha aggiunto in seguito Alina Laruccia, delusa dall'atteggiamento dei più, che forse per compassione, forse per convenienza, entrano in libreria a fare il loro primo acquisto.
È l'indifferenza di una comunità ad aver determinato la chiusura di un luogo nato per portare cultura.
Ma forse qualcosa si potrà fare; forse una fenice potrà rinascere dalle sue ceneri; forse sarà una parte di quelle istituzioni a dare forma nuova ad un sogno.
Sono state infatti le parole della consigliera Serena Zaccheo, delegata alle amministrazioni condivise, a portare una luce di speranza alla nostra cittadina.
Alla presenza del sindaco e dell'Assessore alla Cultura, Lavinia Orlando, la dottoressa  Zaccheo ha infatti "proposto di aprire la libreria in un locale presso la biblioteca comunale, appena saranno terminati i lavori e sarà approvato il regolamento di amministrazione condivisa".
Sicuramente attendiamo, prima di fare i salti di gioia, prima di felicitarci per rivedere aperta una libreria indipendente a Turi.
Sicuramente questo è un primo passo di avvicinamento e di attenzione istituzionale a chi porta cultura, ma ancora mancherà la volontà del paese di accedere ad essa, di usufruirne, di godere della sua cura e scelta, preferendo il grande negozio in cui su vendono anche libri.
Se una libreria verrà aperta in un locale comunale, ci auguriamo che siano sempre più persone ad entrarvi ed acquistare libri, perchè una libreria, senza lettori, non porta cultura, ma solo sogni che si coprono di polvere.

Al termine della Notte in libreria, Alina Laruccia ha consegnato a Lavinia Orlando, Assessore alla Cultura, la targa presente in libreria e che recita: "Quando apro la porta e vedo i miei libri, so che qui voglio essere, questa è la mia casa e spero anche la vostra". "L'ho consegnata a lei perchè la conservi e la posi, speriamo, nel nuovo luogo dove sorgerà la libreria" – ha concluso Alina.

Commenti  

 
Pino
#8 Pino 2015-07-10 20:49
Gentile signora Laruccia,
ho appena letto la sua risposta al mio commento. Premetto che non è nelle mie intenzioni sminuire il suo lavoro, ma, senza voler polemizzare, le faccio notare che, a differenza delle altre, la cd. "libreria indipendente" è indipendente dal marketing globale, ma dipendente da quello locale. Infatti chi decide se un libro è "degno" di essere esposto? Il responsabile della libreria che, "essendo in casa sua", impone la sua strategia di marketing.
In un periodo come quello che stiamo attraversando, il libro è da molti erroneamente sentito come un prodotto voluttuario. Questo fa sì che le piccole realtà sono costrette a combattere per sopravvivere ed... a volte non ci riescono.
Comunque la chiusura di un centro che "produce" cultura è sempre una sconfitta per tutti. Speriamo sia veramente una fenice e rinasca quanto prima.
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Mino Miale
#7 Mino Miale 2015-07-06 09:31
Una qualsiasi attività commerciale non credo possa CAMPARE solo risolvendo la spesa del fitto - locale... Sono altri i PROBLEMI, evidentemente ;-)
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Caterina Silvia Fior
#6 Caterina Silvia Fior 2015-07-04 17:36
Signor Elefante, io non sono di sinistra, ma non comprendo l'utilizzo del termine "scempio" che lei ha fatto. Scempio, per me, è essersi lasciati scappare chi poteva portare un po' di cultura in un paese come Turi, scempio è non avere mosso un dito per evitare la chiusura di una libreria ormai diventata una istituzione nel corso degli anni. Inoltre trovo molto poco sensato, da parte sua, tacciare di favoritismo la signora Laruccia, la quale se fosse stata veramente "favorita", come suppone lei, non sarebbe arrivata a chiudere le saracinesche per partire verso il nord, lasciano la sua famiglia e i suoi affetti. Un viaggio verso l'ignoto. E questo lei me lo chiama favoritismo? Ma come ragiona, all'inverso? Inoltre le comunico con suo sommo rammarico, che vi sono già stati dei precedenti, in diverse regioni, nelle quali il comune ha affidato i locali all'interno delle scule, a librerie indipendenti. Vada a leggersi il primo caso, quello di Scampia. Ma poi ci sono altri casi a Modena, Ostuni,Genova.
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Amico
#5 Amico 2015-07-04 00:18
Sig.ra Laruccia non se la prenda a male purtroppo è nata nel luogo sbagliato.
A turi possiamo vantarci di avere solo la coltura non la cultura.
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B. Elefante
#4 B. Elefante 2015-07-03 15:47
FAVORI AGLI AMICI E SCEMPIO AL PAESE
Un "regolamento di amministrazione condivisa" non può prevedere che un locale comunale sia adibito a privata vendita di libri.
E' folle il solo pensarlo.
Quello che deve regolamentare sono le collaborazioni volontarie allo svolgimento dei compiti istituzionali del'amministrazione, non i favori illeciti agli amici a spese di tutti gli altri.
Ma la falsa sinistra ce l'ha nel sangue l'idea che si va al potere per fare quel che si vuole.
Mentre via Conversano e via dell'IDL testimoniano da mesi ed anni della grossolana incapacità e omertà di Menino e suoi allievi e tecnici accuratamente selezionati chiamati ad personam e promossi: per...fare (di nuovo con lui!) ancora e sempre più schifo.
Le colpe sono dei tecnici che progettano senza rendersi conto dei luoghi e degli amministratori tutti che non controllano e li lasciano fare e rifare. A loro dei danni per tutti non gliene stropiccia, quel che gli interessa è l'assenso dei tecnici agli incarichi dei loro prescelti.
Ancora una volta a chi lo ha votato: ma come avete fatto dopo decenni e un intero territorio saccheggiato e una infinità di scandali, a rivotarlo; e Catalano e Mercieri e...Petrera(il pur buon Petrera!!). a sceglierlo.
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alina laruccia
#3 alina laruccia 2015-07-02 18:40
Una libreria indipendente è una libreria che non ha " padroni", nel senso che non è un franchising ma investe di suo. Compra i libri che vende, non ha conto deposito, non vende le sue vetrine alle grandi case editrici che promuovono solo i libri che vogliono vendere.
È un posto dove c’è una persona appassionata di libri che ha deciso di aprire questo negozio e di parlare di libri insieme con i lettori»Ogni libro che vedi esposto è lì perché è stato scelto, non imposto da alcun tipo di strategia di marketing né da indici di rotazione, se è in vetrina ci sta perché se lo merita non perché quello spazio è stato comprato. Una libreria è indipendente dai vincoli e dai limiti dei grandi gruppi e ti permette di conoscere proposte diverse. Quando entrate qui, entrate a casa mia, nel mio soggiorno e mi conoscete... Quando entravate, vorrei aggiungere, visto che la mia libreria è chiusa. Spero di essere stata chiara. Alina Laruccia.
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Pino
#2 Pino 2015-07-02 12:52
Non capisco la differenza tra libreria e "libreria indipendente".
Quando entri nei locali e senti il profumo dei volumi sugli scaffali non trovi alcuna differenza tra librerie, ma solo la tua dipendenza dai libri.
Anche se non ho mai avuto il piacere di esserci spero rinasca e sia riferimento sopratutto per i ragazzi che, purtroppo, stanno perdendo il piacere di una buona lettura.
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ospite
#1 ospite 2015-06-30 12:45
a me servirebbe vendere prodotti certificati vegano...a me anche il locale :-)
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