Sabato 21 Ottobre 2017
   
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Immigrazione: ritorno al passato

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Adesso basta. Passi per il fastidio di un'elemosina insistente davanti a ipermercati e supermercati, passi per la paura della criminalità (che poi in percentuale, almeno da noi, è più italiana che straniera), ma in quest'Italia e specialmente in questo Sud Italia siamo attualmente investiti da una nuova pericolosa ondata di razzismo - populismo. E mentre il Salvini di turno specula sulle paure della gente facendo il pagliaccio con ruspe e slogan profondissimi come "mandiamoli a casa", loro, gli immigrati, vengono trattati sempre peggio. Scappano da fame e miseria, da guerre e persecuzioni, possono lavorare in campagna o fare l'elemosina, essere apparentemente strafottenti o compiti ed educati, ma no, il barese medio snocciolerà sempre e comunque il frasario liso ma tanto in voga in questo periodo "ci tolgono il lavoro", "hanno cellulari più nuovi del mio" (ne siamo certi?), "io non sono razzista...ma", "prendono 30 euro al giorno, io stesso non li prendo". A parte che andrebbe chiarito che i 30 euro li prendono beatamente gli albergatori che sull'emergenza italiana immigrazione si stanno arricchendo in maniera spudorata e che a loro di solito rimangono massimo 10 euro, a parte che il lavoro, caro italiano, di certo non te lo tolgono perché in campagna a zappare difficilmente ci vai se hai il tempo e il coraggio di attaccare persone senza famiglia, senza casa, senza lavoro, qui il razzismo si tocca con mano. L' emergenza, innegabilmente, esiste e l'Italia non sa di certo gestire il flusso di immigrati, visti anche i tanti Paesi europei che in stile Ponzio Pilato se ne lavano le mani. L'Italia è al collasso, perché gli immigrati sono numericamente troppi e non c'è una organizzazione adeguata ad accoglierli, questo è chiaro a tutti. Il sistema insomma, fa acqua da tutte le parti, non si discute. Ma perché scaricare la nostra frustrazione di essere cittadini di un Paese con l'acqua alla gola su esseri umani come noi? Ci secchiamo quando ci chiedono l'elemosina? Personalmente rabbrividisco nel sentire le risposte che gli immigrati ricevono. A parte che se non vuoi fare elemosina puoi dire fermamente e cordialmente "No. Buona giornata" (Non è difficile, vero?), ma assisto quotidianamente a risposte che si traducono in parolacce, imprecazioni, frasario standard di cui sopra, veri e propri attacchi isterici. Davanti all'ipermercato Ikea, non più di un mese fa, una signora impettita e truccatissima ha davvero scagliato con violenza venti centesimi contro un immigrato. Ma sono esseri umani, mica bestie! Questo nonostante Papa Francesco, unico rimasto con un po' di buonsenso in quest'Italia, ha più volte incitato alla tolleranza e all'integrazione. E se fossimo noi al loro posto? Fuggiamo il mostro del razzismo, non cadiamo nella trappola di un populismo che ci mette le parole in bocca e i pensieri in testa. In attesa, ci auguriamo, che il governo trovi una soluzione.

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