Sabato 16 Dicembre 2017
   
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Festa di Sant’Oronzo: il presidente, una scelta condivisa

Il sindaco Coppi

“Non ho obbligato nessuno e non ho fatto niente di quanto si è detto” – replica così il sindaco Coppi ai rumors che lo avrebbero visto scegliere, in maniera autoritaria e accentratrice, il Presidente della Festa di Sant’Oronzo nella persona di Pasquale Di Pinto. “Sono polemiche basate su fatti completamente falsi, perché la verità non è questa” – prosegue, senza nascondere un velo di nervosismo. Per questo, decide di fornirci la reale versione dei fatti: “Circa un mese fa è venuto da me don Giovanni Amodio per propormi di trovare in modo condiviso una persona ed io mi sono messo anche a cercare, per quanto mi compete: teniamo sempre conto che chi designa è l’arciprete, perché c’è un regolamento della Chiesa, perché è una festa religiosa. Cercando, avevo anche individuato una persona che mi sembrava assolutamente all’altezza. Tuttavia, dopo alcuni giorni di riflessione, la stessa persona, per motivi del tutto personali, ha rinunciato all’incarico che gli avevo prospettato. Dopo questo episodio, una quindicina di giorni fa, don Giovanni mi ha chiesto di nuovo un incontro e ci siamo visti da me. In quella sede, in cui io l’ho informato di non avere trovato nessuno perché la persona da me individuata non era disponibile, lui mi ha fatto il nome di Pasquale Di Pinto, un mio vecchio amico, a cui io, sinceramente, non avevo proprio pensato. A questa proposta, ho risposto a don Giovanni che avrei sentito un po’ di persone a me vicine, tant’è che in colloqui informali e personali, ho informato di questa cosa sia gli assessori sia il capogruppo. Nessuno di loro ha avuto qualcosa da eccepire sulla persona, sull’eventualità che Pasquale Di Pinto potesse organizzare la festa di Sant’Oronzo ed io, in seguito a questo, ho chiamato don Giovanni, comunicandogli che per noi quella scelta andava bene”.
Menino Coppi nega dunque di aver imposto questo nome e di aver detto di no ad altre candidature: “Il nome di Marinuccio Di Venere a me non è mai stato fatto da nessuno, tantomeno da don Giovanni Amodio, il quale ha fatto solo un nome, quello di Pasquale Di Pinto”.
Le uniche condizioni imposte dalla parte amministrativa, in questa soluzione concordata, sarebbero state due, come ci spiega lo stesso Sindaco: “È anche molto importante sottolineare un altro aspetto fondamentale, che prima che si cominciasse a parlare di persone, due erano gli elementi chiarissimi: il Comune di Turi, come nei ultimi due anni, non avrebbe messo un Euro sulla festa di Sant’Oronzo;  qualsiasi fosse stato il presidente designato, avrebbe dovuto presentare un bilancio, come successo nei due anni precedenti”.
Si sarebbe tratto, dunque, di una designazione concordata, fatta dal punto di vista formale dalla Chiesa, nella persona di Don Giovanni Amodio: “Non ci sono sotterfugi, niente di nascosto” – conclude il Sindaco.
Sulla vicenda, abbiamo cercato anche di raggiungere telefonicamente lo stesso don Giovanni, il quale ha preferito non rilasciare dichiarazioni: “Non rispondo a nessuna domanda”.

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