Lunedì 23 Ottobre 2017
   
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TURI nella Grande Guerra

Ponte Sdraussina

In tutta Italia il 24 maggio si sono svolte numerose manifestazioni, cortei, convegni, incontri per riportare alla memoria gli accadimenti degli anni 1915-1918 e ricordare tutte le vittime sia militari che civili della 1° Guerra Mondiale che vide l’Italia contrapposta alle truppe dell’impero austro-ungarico.
Anche noi qui a Turi stiamo svolgendo delle indagini, ricerche negli archivi comunali e privati per RICORDARE E NON DIMENTICARE i fatti, gli uomini ed i luoghi che in quel periodo sono stati protagonisti e lo faremo raccontando le fasi principali delle battaglie, dei reggimenti e dei luoghi in cui sono stati protagonisti i soldati turesi che sono Caduti per la Patria. I primi giorni di guerra registrarono solo pochi scontri fra le truppe nemiche e servirono per occupare dei punti chiave lungo le valli del Pal Piccolo, Pal Grande, monte Croce Carnico, Timau, monte Canin che non sortirono gli effetti desiderati anche per il ritardo con cui arrivarono i pezzi di artiglieria necessari a coprire l’avanzata della fanteria. In queste prime giornate di scontri dobbiamo registrare anche il primo Caduto tra i turesi: il soldato Pascalicchio Giammaria di Vito Vincenzo, ventunenne e marito di Domenica Di Lauro, appartenente alla 3° compagnia  del 10° RGT della brigata Regina che si trovava con la sua unità sul fronte del Medio Isonzo per preparare le operazioni di attacco per la conquista  del monte San Michele e, mentre si apprestava al passaggio dell’Isonzo sul ponte di Sdraussina, il 5 giugno fu ferito mortalmente da una scheggia di granata alla testa e spirò fra le braccia del suo tenente, così come riporta la lettera inviata al Sindaco di Turi dal capitano De Natale, e fu sepolto nella vallata dell’Isonzo a Farra. Questa piccola altura, appena di 275 metri, vide innumerevoli combattimenti e, con alterne vicende, cadde in mano italiane solo durante la 6° battaglia dell’Isonzo, con un prezzo altissimo di vite umane su entrambi gli schieramenti. Esso controllava la città di Gorizia e dominava l’Alto Adriatico, la città di Monfalcone, la foce dell’Isonzo, la laguna di Grado e la penisola istriana. L’esercito austroungarico l’aveva munito di cannoni e di un sistema di caverne e ricoveri. Un altro soldato caduto nei primi giorni del conflitto è Francesca Francesco di Angelantonio, 20enne nativo di Avellino, appartenente alla 1° compagnia del 38° RGT della brigata Ravenna, che dopo essere partito dal caseggiato di Plava insieme ad un nucleo di 200 volontari a seguito dell’attacco portato all’importante q. 383 del costone Kuk-Vodice-M. Santo, che difende la parte nord di Gorizia, fu ferito mortalmente l’11 giugno e sepolto nel cimitero di Plava e ricordato sul Monumento cittadino perché la madre, Anna Rosa Valentini, era turese.
Questi i nostri valorosi Caduti durante la 1° battaglia dell’Isonzo conclusasi il 7 luglio.

Alberto Lenato
     Presidente ANB Turi

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