Sabato 21 Ottobre 2017
   
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Turi non ottiene la Bandiera arancione

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II edizione di “Bandiere arancioni in Puglia”: anche Turi di candida. Si è conclusa il mese scorso la II edizione di “Bandiere arancioni in Puglia”, iniziativa del Touring Club Italiano realizzata in collaborazione con l’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia. Grazie a questa iniziativa, è stata offerta a tutti i Comuni dell’entroterra pugliese con meno di 15.000 abitanti l’opportunità di accedere all’analisi Touring Club. Sono stati sottoposti a verifica anche 9 Comuni Bandiera arancione pugliesi in scadenza: ogni tre anni infatti il marchio scade e le località certificate devono ripresentare la candidatura per l’eventuale rinnovo del riconoscimento. L’iniziativa, avviata lo scorso 2 aprile a Bari, ha visto la candidatura di 38 piccoli Comuni dell’entroterra pugliese, tra cui anche Turi, il rinnovo di 9 Comuni Bandiera arancione in scadenza e la certificazione di 3 nuovi Comuni: Corigliano d’Otranto (LE), Specchia (LE) e Troia (FG). Turi invece viene rimandata a casa, con la possibilità di ripresentare la propria candidatura il prossimo anno. A conclusione delle attività previste si è svolto un incontro formativo a livello locale, tenuto da esperti del Touring Club Italiano, che ha avuto luogo giovedì 30 aprile a Bari presso la Fiera del Levante, e che ha coinvolto amministratori e operatori di tutti i Comuni candidati, al fine di ragionare sui punti di forza, di debolezza e sulle potenzialità del territorio in termini turistici e ambientali. Per il nostro Comune ha partecipato la vicesindaco Lavinia Orlando.
Cosa è la Bandiera arancione? La Bandiera arancione, istituita nel 1998, è il marchio di qualità Touring che seleziona e certifica le piccole località dell’entroterra, in base a rigorosi parametri turistici e ambientali: viene assegnata ai Comuni che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità. La valutazione delle località che chiedono la Bandiera arancione ripercorre l’esperienza del turista, dalla ricerca delle informazioni alla visita della destinazione, attraverso una valutazione qualitativa e quantitativa che verifica oltre 250 criteri di analisi. I criteri sono raggruppati in cinque macroaree: accoglienza; ricettività e servizi complementari; fattori di attrazione turistica; qualità ambientale; struttura e qualità della località. Questa valutazione viene effettuata anche tramite un’accurata visita sul territorio da parte di un team di esperti del settore. Naturalmente, per quei comuni che non rispettano i criteri prestabiliti, vengono elaborati dei Piani di Miglioramento del territorio in oggetto, in un’ottica di sviluppo turistico sostenibile. In questo modo, Bandiere arancioni intende anche  stimolare una crescita sociale ed economica. I principali obiettivi sono: la valorizzazione delle risorse locali; lo sviluppo della cultura dell’accoglienza; lo stimolo dell’artigianato e delle produzioni tipiche; l’impulso all’imprenditorialità locale; il rafforzamento dell’entità locale.
Turi non ottiene la bandiera arancione. Perché? Come si evince da quanto scritto, quella di Bandiere arancioni costituisce una ghiotta opportunità per il nostro Comune, che oltre a ricevere il marchio di qualità direttamente dal Touring Club Italiano, avrebbe la possibilità di essere inserita in un circuito turistico nazionale, fatto di eventi e iniziative, allargare il giro di visibilità e ottenere certamente proficui vantaggi. Ma per quest’anno la nostra cittadina non si è classificata: come un’alunna non troppo diligente è stata “rimandata” su alcuni punti che il Piano di Miglioramento, appositamente elaborato, ha espressamente illustrato. Riportiamo testualmente: “Nel corso del sopralluogo, è stata rilevata un’elevata concentrazione di aree parcheggio all’interno del centro storico, ad esempio in Piazza Silvio Orlandi, in Piazza Capitano Colapietro e in piazza Gonnelli”. “Si fa riferimento – poi – alla fruibilità di numerose chiese del centro storico, trovate chiuse nel corso del sopralluogo, e alla presenza di cavi a vista su una facciata della Chiesa Madre e della Chiesa di Santa Chiara”. Si pone l’accento anche sull’”assenza di segnaletica di informazione presso la Chiesa di San Rocco”. Non è passato inosservato nemmeno “l’impatto visivo delle antenne visibili da piazza Aldo Moro e dalla Chiesa di San Giovanni e da Largo Pozzi” così come “l’impatto visivo di alcuni condomini, ad esempio in via XX Settembre n. 31 – 37, via Orlandi n. 13 e largo Pozzi, visibile dalla Chiesa di San Rocco”. Bocciata anche la manutenzione delle strade: “Si fa riferimento ad alcune strade, con selciato in asfalto, in stato di manutenzione non ottimale, ad esempio in via Santa Chiara, via Forno D’Addante, via San Pietro”. L’ultimo appunto riguarda le stazioni ecologiche di base, per la precisione la “presenza di cassonetti per il conferimento dei rifiuti localizzati in prossimità del Palazzo Marchesale”.

Commenti  

 
tre
#1 tre 2015-06-03 10:17
le proposte vengono fatte con buoni propositi. è evidente che Turi non è un paese turistico. Ha delle belle chiese (quasi in tutti i comuni italiani ce ne sono) ma cio' non basta. Piuttosto investirei di piu' nel settore agricolo, cercando di ridurre al minimo la tassazione. Turi è un paese agricolo. Tra agricoltura e turismo da privato punterei di piu' sull'agricoltura a Turi (tasse permettendo). Diciamo la verità, se l'agricoltura va male, l'economia turese soffre. Per questo bisogna rafforzare il settore agricolo per poi pensare di investire in nuovi settori.
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