Domenica 22 Ottobre 2017
   
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Peppino Impastato: Uomo contro le mafie

Tra i ricordi di Giovanni

Occhi attenti, sguardi curiosi, menti concentrate. Sono i protagonisti di una mattinata di storia presso l'Ites "Pertini – Montale" di Turi, in un appuntamento organizzato dall'Amministrazione Comunale con Peppino Impastato.
Ad incontrare gli studenti dell'Istituto, affiancati ad una rappresentanza dell'I. C. “Resta – De Donato Giannini” e delle scuole di Rutigliano, il fratello di Peppino, Giovanni Impastato, accolto dal dirigente scolastico, prof. Andrea Roncone. “Ringrazio la dirigente Melpignano per averci permesso di incontrare Giovanni Impastato e ringrazio l'Amministrazione Comunale per aver organizzato questo incontro”.
Una voce rotta dall'emozione, quella della Vice Sindaco Lavinia Orlando che, prendendo la parola, ha spiegato le motivazioni dell'appuntamento. “Negli scorsi mesi abbiamo proposto la ridenominazione di alcune strade del nostro paese e una di queste è dedicata alle vittime della mafia. Nei pressi dell'Ites Pertini, infatti, una strada sarà nominata a Carlo Alberto Dalla Chiesa ed un'altra proprio a Peppino Impastato”. Ma particolare emozione è trapelata nel raccontare il suo percorso di vita politica. “È proprio grazie a Peppino Impastato se mi sono impegnata in politica, grazie alla sua storia, al suo coraggio, alle sue lotte” - ha quindi aggiunto la vice sindaco di Turi. “E questi incontri sono fondamentali perché ci permettono di discutere di questioni che ci sembrano lontane, ma spronano noi giovani a lottare perchè un mondo migliore possa esserci”.
In un incontro con la storia, non fatto sui libri, ma attraverso una testimonianza, che si è dipanata la mattinata degli studenti e dei loro insegnanti, attenti a non lasciarsi sfuggire quei moniti, quelle parole, che furono e sono Peppino Impastato.
“Perchè grazie agli esempi noi possiamo costruire i nostri comportamenti” - ha preso la parola Raffaele Valentini, direttore del magazine “Il Paese”. Ed è una storia che incrocia la mafia quella di Peppino, un uomo che ha vissuto con essa, ma che l'ha denunciata, ha lottato contro di questa e da lei, ne ha avuto la morte. Era il 9 maggio 1978. “Era lo stesso giorno in cui fu scoperto il corpo di Aldo Moro, una vicenda che oscurò la morte di Impastato”. Ma chi era Peppino? Perchè ha lottato contro la mafia?
In un accento fortemente siciliano, lo ha raccontato suo fratello Giovanni. Non lesina nei ricordi, negli aneddoti di vita familiare, nella memoria della loro vita in campagna, presso la casa di zio Cesare. “Il periodo dell'infanzia è stato il più bello della nostra vita, perché eravamo a contatto con la natura e la mafia”. Qui si fanno silenziose le sue parole, nel ricordare una madre mafia che li ha sempre fatti sentire protetti, che non faceva mancare mai nulla, che loro guardavano con positività, “fino a quando il 26 aprile 1963 zio Cesare fu ucciso da un'autobomba”. “Lui, il capo mafia della cupola, era sposato con la sorella di mio padre. Anche mio padre era nell'organizzazione mafiosa” - ha aggiunto Impastato.
Fu proprio questo evento a rompere le fila, a creare una spaccatura nella coscienza di Peppino. “Fu quando vedemmo quel che creò la bomba che Peppino disse: “Se questa è la mafia, io per tutta la vita mi batterò contro”.
Fu dopo qualche anno che anche lui, trovò allo stesso modo, la morte.
Giovanni parla di lui con la voce rotta dall'emozione, di fronte ai tanti studenti. Sono passati 37 anni da quando la mafia lo trucidò per quel suo sguardo fiero, per il suo coraggio, per i suoi sberleffi al potere di cosa nostra. Peppino Impastato aveva operato una rottura inaspettata, perché avvenuta all'interno della propria famiglia che era mafiosa. «Era un personaggio scomodo per la mafia e per il potere, ed è stato ammazzato perché svegliava le coscienze».
Giovanni Impastato ha concluso il suo discorso ricordando che la legalità non è solo rispetto delle leggi in quanto tali, ma è soprattutto rispetto della dignità umana. "Siate attenti al vostro territorio, preservatelo, perchè così salvaguarderete la vostra salute" – ha aggiunto in chiusura.

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