Martedì 17 Ottobre 2017
   
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La Madonna in sogno regala un cuore ad Angelo

Il sig. Angelo con il cuore

“La mia vita è cambiata da quando sono stato per la prima volta a Medjugorje l’anno scorso. Ora vado tutte le sere in chiesa, sono più sereno. Anche con il diabete sto meglio. Ho trovato la pace interiore”. Lo avevamo incontrato in una calda mattina di agosto, davanti ad un caffè. Il sig. Angelo sorrideva ed aveva gli occhi sempre lucidi, segno tangibile di quell’emozione perenne che lo accompagnava da quando era stato in pellegrinaggio a pregare la Madonna. Quando ci ritroviamo per un’altra chiacchierata, nulla sembra essere cambiato: stesso sguardo, stesso sorriso, stessa emozione mista a fede, sensazioni che ormai lo accompagnano in ogni singolo momento di vita. E osserviamo la croce che porta sul petto, la stessa di un anno fa. Sempre lì, vicina al cuore. Al primo incontro, ci aveva raccontato di due apparizioni della Santa Madre, avvenute l’una durante il soggiorno a Medjugorje, l’altra non appena rientrato a Turi. Oggi torna a parlarci di nuovi eventi di fede che lo hanno segnato nei mesi trascorsi dall’ultima intervista.
Santa Rita al fianco di Angelo. Inizia narrando un sogno, un incidente con il pullman i cui passeggeri restano miracolosamente illesi. E collega questo sogno ad un fatto poi realmente accaduto: <<Il 9 novembre scorso mi stavo recando in pellegrinaggio con una sessantina di persone a Castel Petrosa, nei pressi di Napoli. Durante il tragitto, dico al mio amico “Santa Rita è in mezzo a noi”. Lui mi risponde: “Ma io non vedo niente”. E me lo dice per ben due volte. Salendo, arriviamo ad una grande curva e proprio lì una macchina sta facendo manovra. Il pullman a questo punto, impossibilitato ad andare avanti, inizia a retrocedere, con il rischio di un brutto incidente, visti i precipizi ai lati della strada. La gente urla, ha paura di morire. Allora io dico: “Santa Rita ci è venuta a trovare. Ci salveremo tutti”. E così è stato. A quel punto la gente sul pullman mi ha abbracciato, dicendomi: “Angelo verrai sempre con noi”. Mi sono commosso quando ho visto Santa Rita al mio fianco. Ci ha dato la forza per poter superare quell’ostacolo altrimenti sarebbe stata una tragedia”. Il resto della giornata si è volto in maniera tranquilla.
La Madonna regala ad Angelo un cuore. È notte fonda, quando la Madonna, vestita di nero, appare in sogno ad Angelo: “Ti posso regalare un cuore?” – chiede. <<Mi sveglio – racconta l’uomo -  e non riesco più a dormire, tant’è il pianto. La mattina seguente racconto tutto a mia moglie: “Stanotte ho avuto un cuore dalla Madonna. Io non l’ho trovato, vedi se lo trovi tu”. Quello stesso giorno  mi reco ad una piccola cappella di Rutigliano chiamata “Le cinquecento Ave Maria” per dire il rosario in occasione della Quaresima. Accendiamo tutti una candela, ma la mia, consumandosi, crea con la cera proprio un cuore. In quel momento l’emozione mi ha sopraffatto. Inoltre, prima che iniziasse il rosario e prima che accendessimo le candele, quel sogno lo avevo raccontato a tutti e dopo quanto accaduto, tutti sono rimasti esterrefatti”.
“Chi tocca, salva”. <<Sono andato in missione dal Signore. – ci racconta Angelo, riferendosi ad un altro sogno – mi sono ritrovato su milioni di ettari di terreno grigio, forse nuvole. Io ero rivolto verso la roccia che predominava su un lato di questo paesaggio, adornato da varie piante tipiche dei boschi. “Che bello” – mi dico. Poi comincia ad accadere qualcosa di particolare: la roccia in alcuni punti si rompe, ed è acqua, sangue e carne. Mentre osservo questo fenomeno, alle mie spalle sento dire: “Chi tocca, salva”. Mi volto, ma alle mie spalle non vedo nessuno. Anche questa volta, mi sono svegliato di soprassalto e non sono più riuscito a dormire, perché il pianto è continuo. Questo avviene poco prima di partire per la seconda volta per Medjugorje. Una volta lì, sulla roccia della montagna, davanti la statua della Madonna, incontro Lodovico Pedone, di Valenzano, che piange lacrime di sangue. Lo tocco e lui mi dice: “Angelo di Dio” e smette di sanguinare non solo dagli occhi, ma anche dalle mani e dai piedi. Poi mi sono rivolto nuovamente alla Madonna: “Mamma vieni a vedermi, vieni!” e la commozione è stata immensa>>.
Suggestioni? Miracoli? Ognuno giudicherà da sé. Di certo non pretendiamo di spiegare  e risolvere in questa sede la dicotomia tra fede e ragione. Abbiamo voluto raccontare, invece,  un percorso di fede, la storia di una conversione profonda che ha toccato ogni singola cellula di questo turese. “Sento lo Spirito Santo scendere in me ogni volta che prego. Vuol dire che il Signore vede e provvede”.

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