Lunedì 23 Ottobre 2017
   
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Inaugurata la mostra di "Devozione Domestica"

Antonello Palmisano espone le motivazioni della mostra

Dodici teche, che racchiudono 95 statuette votive. Sono i numeri della prima mostra di "Devozione Domestica" inaugurata nella serata di martedì 28 aprile, presso la Chiesa di Sant'Oronzo di Turi, alla presenza di un ristrettissimo numero di persone. La mostra, che sarà aperta dal venerdì alla domenica, dal 28 aprile al 28 giugno, dalle 15.00 alle 20.00, è promossa dalla Regione Puglia e dal Comune di Turi e rientra nel macro progetto Sac “Ecomuseo di Peucetia”. Il progetto, come è stato esposto durante la serata, è finanziato con fondi europei nell’ambito della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e vedrà il coinvolgimento anche delle Scuole turesi e dei paesi limitrofi, con l’intento di sollecitare interesse non solo per l’esposizione in sé ma anche per far conoscere il luogo stesso, importante l'aspetto storico-architettonico-antropologico. “Non vi è stata occasione migliore – ha ribadito l'Assessore del Comune di Turi, Giusy Caldararo – di far conoscere ai bambini un patrimonio storico come quello conservato nella Grotta di Sant'Oronzo”. Ha sottolineato come poi il progetto del Sac permetterà anche l'apprendimento della storia locale e della storia dei paesi limitrofi, attraverso i diversi laboratori che verranno realizzati e che accompagneranno le scolaresche alla comprensione di alcune ricchezza storiche cittadine dei paesi aderenti al SAC. Assieme alla Grotta di Sant'Oronzo e la Chiesa stessa, per le quali il Sindaco di Turi, Domenico Coppi e l'Assessore Caldararo hanno espresso grande riconoscenza all'Associazione Nazionale Bersaglieri “A. Pedrizzi” di Turi, saranno oggetto di interesse i comuni di Sammichele, Casamassima, Sammichele di Bari, Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle, comune capofila.
Ma come nasce “Devozione Domestica”? La mostra prende il via dalla ricerca e dalla costante attenzione del ceramista di Grottaglie, Mimmo Vestita che ha raccolto 95 statuette in terracotta ognuna raffigurante un santo e realizzate tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Chi sono questi santi? Da dove nasce la loro devozione? A raccontarlo, i quick code presenti su ogni teca che permettono di approfondire la conoscenza di alcune sculture sacre esposte.
Un percorso espositivo che racconta l’intimo rapporto tra l’uomo e il sacro, spesso collocate nelle nicchie in tufo ricavate nelle mura domestiche, adornate da fiori e candele. Le opere venivano realizzate a mano e dipinte a freddo dai ceramisti grottagliesi nelle loro case private, vendute poi in occasione delle feste patronali nei paesi di tutta la Puglia” - ha confermato Vestita.
Miniature di santi e protettori, di cui sono stati riprodotto fedelmente anche abiti e ornamenti, conservate in casa, nell'ambiente domestico e a cui si chiedeva aiuto o soccorso per superare momenti difficili di vita familiare – come ha raccontato il giornalista Francesco Di Palo, giornalista e autore di numerosi saggi e monografie, tra cui “Sacralità domestica, Santi in terracotta tra ottocento e novecento”.

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