Sabato 21 Ottobre 2017
   
Text Size

Una tradizione che non può “passare”

DSC07897

Ti rendi conto del tempo che passa non attraverso i fotogrammi del tuo paese, ma se guardi, in un giorno di festa, chi ti cammina accanto. Ti accorgi così che non solo il tempo trascorre inesorabile, ma che quelli che un giorno erano bambini, oggi sono adulti; coloro che ieri era "grande", oggi è già maturo; chi era solo appena nato, oggi non lo riconosci più.
In questo crescere e viaggiare inevitabile del tempo, sono le tradizioni che fermano lo scorrere dell'orologio e fissano delle tappe, delle ricorrenze, dei riti cittadini che si ripetono, di anno in anno, senza cambiare. Mutano le comparse, gli attori della scena, ma luoghi, immagini, pensieri e parole si inseguono a ruota, lasciando un solco nel loro passaggio, regalando sempre nuovi colori. Perchè in un piccolo paese; in una piccola comunità come quella turese, le tradizioni e i riti raccontano lo scoccare del tempo, l'avanzare delle stagioni, il passare degli anni.
Ed è proprio la tradizione a rivivere nella mattinata del 25 aprile. Nella giornata che l'Italia festeggia la sua liberazione, Turi prega la sua Annunziata. Attorno alla chiesetta di San Rocco, baciati da un caldo sole primaverile che si è fatto largo tra le minacce del tempo, Turi ha rinnovato il suo rito.
Un "passa pass" che ha chiamato tante famiglie. Bambini di diverse età vestiti a festa. I colori della rinascita della primavera ad accompagnare le fasce che ornano i piccoli festanti. Lo sguardo attento di chi, “passando”, rivive il suo giorno, ormai lontano, ma ancora così attuale.
Tre i giri attorno alla Chiesetta, percorsi assieme all'Arciprete Don Giovanni Amodio e seguendo la Confraternita dell’Addolorata con la bassa musica. Tanti gli occhi sul cippo scolpito raffigurante l’Annunciazione, seguito ancora dalle autorità cittadine.
Il ‘passa passa’ detto anche ‘passata’ è la sopravvivenza di un antico rituale magico-religioso legato alla prevenzione e alla cura dell'ernia infantile. Il passa-passa a Turi si svolge dal 1903, anno in cui i turesi hanno cominciato a disertare il passa-passa di Gioia del Colle e Rutigliano.
Dal 1902 si sono succedute ben tre statue dell'Annunziata. Con il passare degli anni la prima statua, quella vestita, si deteriorò. La seconda immagine fu acquistata subito dopo, anch'essa con il passare degli anni si deteriorò e fu custodita in una masseria di proprietà di un avvocato di Putignano. La terza statua, quella attuale, fu commissionata nel 1965 da don Donato Totire e scolpita in legno cirmolo alpestre da Luigi Santifaller, di Ortisei.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI