Sabato 21 Ottobre 2017
   
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Mensa: distribuita un'arancia marcia

Arancia dello scroso lunedì

Due immagini emblematiche, ognuna raffigurante un'arancia, l'una a distanza di circa un mese dall'altra.
Ma perchè pubblicarle? Perchè suscitano la nostra attenzione? Queste due fotografie corredano una denuncia, giunta in redazione, a raccontare quanto pare essere stato portato a casa da uno studente della scuola turese che quotidianamente mangia presso la mensa dell'I. C. "Resta – De Donato Giannini".
L'arancia, marcia, pare essere stata somministrata durante il pasto di lunedì scorso e mostrata al genitore, che ha fatto scattare la denuncia presso la ASL di competenza.
Non è la prima volta - ci dicono - che un frutto, per meglio dire un'arancia, diviene oggetto di denuncia da parte di genitori, ma questa volta la situazione sembra peggiorata.
"Era circa Arancia con coccinigliaun mese fa quando, in un altro plesso," - raccontano alcuni genitori - "fu fornita un'arancia che presentava visibili segni di cocciniglia sulla buccia". L’arancia incriminata è “semplicemente” non commercializzabile e non dannosa per la salute. Ma è stato proprio lunedì che un genitore, ricevendo a casa il frutto avuto dal figlio, - ci racconta mostrando le immagini - ha immediatamente contattato la dottoressa Angela Carenza, Direttore SIAN della macroarea a cui Turi fa riferimento e a lei ha inviato la fotografia che vi mostriamo.
"Nella mail che le avevo inviato, avevo omesso di specificare la scuola di riferimento – spiega il genitore – sottolineando però la gravità di quanto distribuito nella mensa". "Immediata la risposta della dirigenza – ha poi aggiunto – che mi ha chiesto in quale paese si fosse verificato l'episodio". "Spiegato che si trattava di Turi – conclude – non ho più saputo nulla".
Si ferma infatti a mercoledì quando, fornita precisa indicazione alla dirigenza ASL, il genitore in questione, assieme ad un altro gruppo di genitori di studenti della stessa classe, si sono domandati che fine avesse fatto la loro richiesta di verifica e controllo. "Sono arrivati i Nas a controllare i cibi portati alla nostra mensa? Sapremo mai l’esito dell’eventuale controllo? ". Forti le loro parole, come grande la loro preoccupazione.
"Come può la ditta appaltatrice, in questo caso la Ladisa, permettersi di distribuire un frutto non più mangiabile? Come hanno fatto a non accorgersi che l'arancia era visibilmente marcia?"- tuonano i nostri lettori.
"Tutti noi possiamo disquisire in base alle opinioni sul gradimento del cibo, sulla sua quantità e sul tipo di dieta, ma sul rispetto dei protocolli di qualità e di rintracciabilità è fondamentale essere sinergicamente coinvolti e per questo è indiscutibile l'ausilio dall’Asl" – chiarisce presto un altro genitore. "Ci domandiamo perciò quanto altro ancora dovremo attendere per vedere un controllo esperto sul lavoro della ditta appaltatrice? Raccoglieranno questa volta il nostro invito, tramite denuncia, a presentarsi alla mensa, nelle cucine e nei frigoriferi, per visionare il cibo presente a scuola e distribuito ai bambini e al personale?". “Perchè non possiamo avvalerci dell'ausilio degli esperti in materia di igiene, nutrizione e alimentazione per vagliare la qualità dei pasti dei nostri figli?". Chiare le loro parole e precisa la loro volontà di poter avere presto una certezza dalle sezioni mediche di competenza del territorio affinchè, lavorando sinergicamente con la Commissione mensa, possa dare in futuro, un servizio quanto più qualitativamente buono a tutti i fruitori.

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