Domenica 18 Novembre 2018
   
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A Michele Troiano un premio per le sue donazioni

Consegna del riconoscimento

È stato consegnato nelle mani di Michele Troiano un omaggio al suo continuo impegno di donatore di sangue ed emocomponenti, direttamente dalla presidente della Federazione Pugliese Donatori di Sangue – Fidas, prof.ssa Rosita Orlandi.
L'occasione è l'Assemblea dei soci, che si è tenuta domenica 22 marzo a Locorotondo, durante la quale sono stati dati riconoscimenti a chi ha dimostrato costanza e impegno per aiutare il prossimo.
Un esempio da seguire, un emblema del cittadino che si mette a disposizione del suo prossimo e che corona con il suo incarico di presidente della sezione turese, contando oltre 76 donazioni all'attivo.
Durante l'incontro, si è discusso anche dei numerosi problemi che affliggono il settore della donazione di sangue, da anni soggetta a restrizioni e tagli che spesso mettono a dura prova non solo le strutture e il personale impiegato nelle trasfusioni, ma anche le stesse sezioni e volontari.
“Negli ultimi anni - come ha spiegato la presidente regionale - nonostante ci siano numerosi donatori, le ristrettezze economiche e il ritardo nell’accreditamento delle strutture rischia di influenzare pesantemente l’autosufficienza della nostra regione”. “Le associazioni organizzano numerose raccolte di sangue, in tutto l’arco dell’anno, per supportare il fabbisogno del territorio”. “Con la crisi economica – ha spiegato però - le Asl hanno avuto a disposizione meno fondi da destinare al lavoro del personale addetto che, non ricevendo più questo tipo d’incentivo economico, ha ridotto la propria disponibilità. Questo ha fatto sì che tra il 2013 ed il 2014 ci siano state ben 7874 donazioni in meno su un totale di circa 152.000. È importante sottolineare che in Puglia metà della raccolta si svolge in esterna”. Dati e numeri che mettono in allarme e che si appesantiscono se consideriamo che la situaizone che va verso un peggiornamento, infatti “ad oggi – ha continuato - solo 8 strutture trasfusionali su 23 sono state accreditate”. Meno strutture accreditate e meno possibilità per i volontari di poter effettuare le donazioni, che vanno così a diminuire determinando anche delle necessità e delle urgenze nei periodi maggiormente interessati dal problema. Infatti, come chiarisce la professoressa Rosita Orlandi, “quest’estate e in febbraio c’è stata la necessità di importare sangue da altre regioni d’Italia, importazioni che per ora contano centinaia di sacche, che rischiano di diventare migliaia nei mesi a venire”. “La Puglia – ha terminato - è sempre stata autosufficiente e vantava modelli associativi avanzati, ora invece sembra voler solo punire i suoi volontari”.

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