Sabato 17 Novembre 2018
   
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Donna e violenza: una santa messa per ricordarle

Durante la raccolta fondi Aism

"Quale aspetto definisce meglio la donna? Quello dell'accoglienza!" - è con queste parole che avvia la sua omelia Don Nicola D'Onghia, nella celebrazione eucaristica nella Parrocchia San Giovanni Battista, nella serata dell'8 marzo, giorno della Festa della Donna. A partire alle parole del La presidente dell'Associaizone, Angela CiceroneVangelo, il Parroco ha abbracciato la volontà di quanti, nella giornata, hanno dedicato un pensiero a quelle donne che solo per il loro essere donna, hanno pagato con la propria vita o sono ancora vittime di violenza. A loro è stata dedicata l'intera serata dall'Associaizone Genitori Turesi che ha voluto ricordare la Donna con questa Santa Messa. "Mi ha fatto molto piacere avervi nella nostra Chiesa" – ha accolto Don Nicola, salutando l'Associaizone e il Maresciallo Battaglia, in rappresentanza dei Carabinieri di Turi.
L'intera omelia  ha ruotato attorno alla figura della Donna, perchè "un mondo dove le donne sono emarginate è un mondo sterile, perché le donne non solo portano la vita, ma ci trasmettono la capacità sentire le cose con cuore più creativo, più paziente, più tenero".
Alle donne del mondo, un pensiero dalla voce della presidente dell'Associaizone Genitori Turesi, Angela Cicerone, che non ha dimenticato di sottolineare come il comportamento di ogni essere umano è il riflesso dell'educazione che questi ha ricevuto nella sua famiglia. La cronaca racconta però di episodi che nulla hanno a che vedere con il rispetto nei confronti della donna, sempre più vittima di episodi Il contributo di Tina Restadi violenza e di desiderio di sopraffazione.
Racconti di sangue che spesso si verificano tra le mura domestiche dove sicuramente non c'è Amore. Così si susseguono in un elenco, i nomi di alcune donne, morte il 7 marzo, in una sola provincia, proprio a sottolineare, attraverso la riflessione di Tina Resta, referente Unicef e Insegnante, quante sono le donne vittime di un amore che tale non può essere definito.
"L'Accademia della Crusca ha definito che bisogna dire 'ministra', 'sindaca', 'chirurga" – ha proseguito Tina Resta. Ma a volte la società considera con superficialità queste cose, e di riflesso le inculca nei più piccoli, che imparano dai semplici gesti dei più grandi, dalle loro parole, dalle loro considerazioni. A volte basta poco: "non dobbiamo aver paura di chiedere scusa, o  dimenticare di avere rispetto per chi ci sta accanto". Fondamentale è abbandonare quei sterili pregiudizi sociali che purtroppo continuano a incorniciare una società fatta di violenze, abbandoni e morti per far sì che la Donna possa essere considerata alla pari dell'uomo, da chiunque.
Nella giornata, inoltre, l'Associaizone Genitori Turesi, è stata anche impegnata nella vendita benefica delle piantine AISM assieme all'Ass. "Chi è di scena!?" presso la villa comunale.

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