Sabato 17 Novembre 2018
   
Text Size

Scegliendo si rischia

I ragazzi e i parroci di Turi con suor Carolina Iavazzo

“Me l’aspettavo”. Quanti sarebbero riusciti a rispondere così e a sorridere ad un uomo che ti punta la pistola?! Chiunque sarebbe rimasto terrorizzato o avrebbe tentato la fuga, ma don Pino Puglisi affrontò anche questa situazione con tranquillità.

Ma chi era don Pino Puglisi? Di lui ha parlato, lo scorso venerdì alla cattedrale di Conversano, suor Carolina Iavazzo con cui ha collaborato. Per rispondere a questa domanda suor Carolina ha fatto due premesse: Don Puglisi non era un eroe, perché non faceva nulla di miracoloso e non era un prete antimafia perché non era contro nessuno, al contrario cercava sempre di convincere al dialogo. Chi era allora don Puglisi? Era un sacerdote come tanti altri che ha sempre perseguito il suo sogno di aiutare i giovani in difficoltà del quartiere Brancaccio di Palermo, raccogliendoli nel centro educativo “Padre Nostro”, dove fu appunto affiancato da suor Carolina. Avendo scelto di inseguire questo sogno non si è mai  arreso, neanche difronte alle minacce. Infatti ci si trova davanti tre  possibili strade da percorrere: quella “nera” del male, quella “bianca” del bene e quella “grigia” dell’indecisione.

Suor Carolina Iavazzo

Infatti chi attraversa quest’ultima non ha il coraggio di compiere delle scelte, ma vaga senza una meta e ciò è peggio di compiere degli errori. Ognuno dentro di sé ha sia luce che buio, ma si deve scegliere da quale parte schierarsi e non rimanere nell’indecisione o voltare bandiera in base ai propri comodi. Don Pino Puglisi scelse la via che lo avvicinava al signore e che gli permetteva di dare il suo contributo per il miglioramento del mondo, consapevole, però, del fatto che avrebbe incontrato molti ostacoli. Difatti come il gruppo musicale “Futura” ha cantato: “Scegliendo si vive, scegliendo si rischia, scegliendo si muore”.

Don Puglisi non ha mai chinato il capo, neppure quando veniva picchiato al fine di essere persuaso a rinunciare ai suoi progetti per i giovani del quartiere. Ma la sua forza di volontà che lo ha portato a tener duro davanti alle minacce è stata percepita come un intralcio da eliminare e il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno venne ucciso. Don Puglisi rimarrà sempre impresso nella memoria di coloro che l’hanno conosciuto, soprattutto in quella dei ragazzi del centro “Padre Nostro” e speriamo anche in quella di chi ha avuto il piacere di ascoltare la testimonianza di suor Carolina, come i giovani delle tre comunità parrocchiali e una rappresentanza del gruppo scout di Turi.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI