Domenica 18 Novembre 2018
   
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L'Ites nella Casa di Reclusione? Da settembre si potrà!

Il Dirigente ITES "Pertini - Montale" Roncone Andrea

"Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto" – è il commento a caldo del dirigente dell'Ites "Pertini – Montale", il prof. Andrea Roncone, all'indomani della conferma che il Pertini di Turi tornerà ad attraversare le porte alla realtà carceraria.
"Da settembre – ci spiega infatti il Dirigente – l'Ites avrà una sezione all'interno del carcere, dal terzo anno in poi". I docenti dell'Istituto turese saranno quindi impegnati nel portare anche all'interno del carcere i programmi didattici impartiti ai ragazzi del triennio, rinnovando quel progetto chiuso circa dieci anni fa.
Un successo per l'Ites e per la nuova direzione scolastica che vede riattivare una sezione all'interno della Casa di Reclusione chiusa nell'anno scolastico 2005/2006 quando, a seguito dell'indulto concesso dal Ministro Mastella (29 luglio 2006), le classi si svuotarono e il progetto si esaurì per mancanza di alunni.
La notizia, arriva inoltre a completare un rapido processo di proposte e adesioni che solo poche settimane fa, avevamo documentato con la disponibilità anche della direzione della Casa di Reclusione, nella persona della dott. Maria Grazia Susca, di rieducare e far risocializzare i detenuti che stanno scontando una pena.
Già la Costituzione Italiana del 1948, come indica l'EPEA (European Prison Education Association), aveva indicato all'articolo 27 come la pena debba tendere alla rieducazione del condannato.
Scuola e formazione sono così attività svolte all'interno del carcere, come abbiamo descritto anche in altre occasioni e di competenza d'istituzioni esterne che mantengono una certa autonomia sulla programmazione.
Il regolamento penitenziario (DPR n. 230/2000) stabilisce non a caso che all'interno degli istituti devono essere previsti corsi di scuola dell'obbligo (art. 41, comma 1) e di addestramento professionale in base alle esigenze della popolazione detenuta e alle richieste del mercato del lavoro (Art. 42, comma 1), ma la presenza di corsi d'istruzione superiore è legata alla decisione del singolo direttore dell'Istituto, come nel caso turese. Un nuovo passo in avanti per la realtà turese, che dimostra ancora una volta la sua attenzione nei confronti di chi vive il Carcere, una relatà non confinata in quattro mura, ma inserita in un contesto cittadino ben più vasto.

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