Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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La Beata Teresa Manganiello a Turi

L'accoglienza della Parrocchia

Si sono rivelati tre giorni non solo di preghiera, ma soprattutto di riflessioni e di vicinanza alle famiglie e agli ammalati, durante il periodo di permanenza, presso la Parrocchia di San Giovanni Battista, della Beata Teresa Manganiello.

Dal 9 all’11 febbraio, una piccola statua ha accolto i fedeli che, assieme all’Eucarestia, hanno pregato la Beata. Accolta nel pomeriggio di lunedì, h lasciato la comunità parrocchiale, assieme all’Eucarestia esposta sull’altare, nella serata di mercoledì, dopo una intensa via Crucis e la Santa Messa. Nella giornata mondiale del malato e in occasione della Beata Vergine di Lourdes, Turi si è unita in preghiera attorno alla Beata Teresa Manganiello.

La Beata Teresa ManganielloMa chi è la Beata? Undicesima di dodici figli, nacque a Montefusco, antica "città regia" del Principato Ultra, oggi Provincia di Avellino, il 1° gennaio 1849. Nella sua fanciullezza non ebbe agi e aiutava la numerosa famiglia sempre con dedizione e generosità, sia nei lavori domestici che in quelli dei campi.

I biografi informano che "bella di aspetto, sorridente e affabile con tutti, parlava e agiva con soavità e mitezza".  Amava tutti in Dio, ma soprattutto i poveri, i malati di ogni specie di cui non temeva i contagi; gli sventurati, i carcerati, gli orfani, che le strappavano lacrime di sofferenza e che ricordava sovente nella preghiera.

Per Teresa i bisognosi, i sofferenti erano immagini di Dio e personificazioni di Gesù, per cui amava soccorrerli tutti.  Particolare attenzione aveva per i malati.  Per essi aveva "creato" nella sua casa la "farmacia", con medicinali ricavati dalle erbe che lei stessa coltivava.  La "Farmacia" di Teresa non conosceva turni o chiusura, sempre aperta, luogo dove Teresa vive nell'abbraccio giubilante con la povertà. Curava micosi, scabbia, eczemi, malattie come le tigne, che figuravano nell'800 tra "quelle più sordide della specie umana".

Nonostante la sua giovane età, si esponeva al continuo rischio di contrarre le affezioni della pelle di cui erano portatori i poveri infermi che mendicava ed assisteva.  Teresa inoltre, non solo accoglieva nella sua casa gli ammalati, ma li cercava, sapeva dove essi si trovavano e andava da loro per dispiegare la sua azione curativa e caritativa. Il 15 maggio del 1870 la giovane Teresa divenne novizia nel Terz'Ordine Francescano col nome di Sorella Maria Luisa. La vita di Teresa era una predica silenziosa, ma efficace.  Molti furono richiamati, solo dal suo umile esempio, ad una vita più coerente, molti si fecero come lei terziari francescani. Morì ancora giovane. Era il 4 novembre 1876.  Teresa aveva 27 anni e fu proclamata "Beata da tutto un popolo".

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