Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Turi con le famiglie del Kosovo

Foto di gruppo di coloro che hanno reso possibile l'iniziativa

Si carica la prima pedana

È partito lunedì 26 il nuovo container per il Kosovo, contenente materiale in aiuto alle famiglie distrutte dalla guerra. La raccolta ha riguardato principalmente vestiario e qualsiasi altro oggetto, di utilità nella vita quotidiana e per tutte le età. Luoghi di raccolta sono stati l’Oasi Ecologica di Vito Catucci e la Cartoleria 47 cm di Mimma Laruccia. I membri del gruppo che hanno dato vita all’iniziativa, si sono impegnati anche nel ritiro domiciliare di tutto ciò che i turesi volessero dare in beneficenza. La raccolta si è chiusa venerdì 23.

Il materiale raccolto è stato diviso a seconda della tipologia e imballato separatamente, così da non richiedere necessario un inventario e poter facilitare la distribuzione una volta arrivato in Kosovo. All’interno degli scatoloni è stato raccolto di tutto, abiti, scarpe, suppellettili per la casa, abbigliamento per bambini e anche giocattoli vari, tra cui una macchina-triciclo, una bicicletta, una piccola Ferrari in scatola e anche un passeggino. Naturalmente c’è chi ha voluto donare anche alimenti a lunga conservazione, come la pasta e, parte del cibo imballato, è stato fornito dall’on. Francesco Divella, titolare della ditta Divella.

Il materiale imballato e pronto per essere speditoLunedì mattina, infine, tutti coloro che si sono impegnati in questa lodevole iniziativa, si sono dati appuntamento all’Oasi Ecologica, insieme ai Carabinieri Turi, alla Protezione Civile, ai dipendenti della ditta Catucci e a vari cittadini turesi per caricare il materiale raccolto sul mezzo dei Carabinieri, che inizierà il suo viaggio il 5 febbraio da Bari e procederà verso la base Nato stanziata a Pristna.

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L’iniziativa ha raccolto molti consensi, non solo per il suo carattere benefico. In un momento in cui l’attenzione verso i rifiuti e la tutela del territorio si fa sempre più forte, permettere il riutilizzo di oggetti e indumenti che altrimenti sarebbero finiti nei cassonetti, non è cosa da poco. Una nuova forma di riciclo, dunque, che fa bene al prossimo, ma anche all’ambiente che ci circonda.

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