Domenica 18 Novembre 2018
   
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Un convegno sulla legge nr. 3/2012

Foto Valentina Pavone (1)

Si è tenuto venerdì 23 gennaio, nella splendida cornice del Palazzo Marchesale di Turi il convegno “Crisi d’impresa, usura e sovraindebitamento del consumatore. Una possibile via d’uscita: la legge nr. 3/2012”. L’evento è stato promosso dalla Confederazione Italiana Agricoltori e dal Patronato Istituto Nazionale Assistenza Cittadini con il Patrocinio del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia e del Comune di Turi. Durante il convegno, aperto con i saluti del presidente provinciale CIA, Vito Scalera, e del vicesindaco, Lavinia Orlando, e moderato dal giornalista di Telenorba , Francesco Iato, si è discusso del fenomeno del sovraindebitamento della piccola impresa e del consumatore che, secondo uno studio della Banca d’Italia pubblicato in inglese nel febbraio 2013 dal titolo: “Household over-indebtedness: definition and measurement with Italian data”, riguarda l’8,2% delle famiglie italiane. 

Foto Valentina Pavone (2)

È stato inoltre illustrato lo strumento che potrebbe ridurre l’emergenza: la Legge n. 3 del 27 gennaio 2012, come modificata dall’art. 18 D.L. n. 179 del 18 ottobre 2012, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla Legge n. 221 del 17 dicembre 2012 . L’Italia è stato l’ultimo tra i paesi dell’Unione Europea a fronteggiare la crisi finanziaria e sociale.  L’ha fatto con la legge n.3 del 2012 che ha utilizzato in larga parte gli istituti giuridici del diritto fallimentare per disciplinare l’insolvenza del debitore che non può fallire e del consumatore. Nel nostro ordinamento è ora presente una definizione di sovraindebitamento, la possibilità di raggiungere l’accordo di ristrutturazione dei debiti con i creditori e la possibilità di ottenere la sdebitazione attraverso la liquidazione del patrimonio. Ma numerosi e complessi sono i problemi interpretativi, manca ancora il regolamento di attuazione degli Organismi di Composizione delle Crisi da sovraindebitamento previsti dal legislatore e – alla data attuale- il Presidente del Tribunale o un giudice da lui delegato può attribuire l’incarico di OCC ai professionisti aventi i requisiti previsti dalla Legge Fallimentare per assumere l’incarico di Curatore.

Irrilevante è il numero dei casi portati all’attenzione dei Tribunali che sono chiamati ad esercitare una discrezionalità molto ampia. La procedura, inoltre, così come evidenziato nel corso del convegno dall’avvocato Flora Caputi, risulta piuttosto costosa considerando le tante fasi e le varie figure professionali di cui necessita. Si tratta di strumenti che possono essere utilizzati solo se si lega la gestione delle crisi da sovraindebitamento all’attività di prevenzione e di assegnazione “assistita” delle risorse messe a disposizione da fondi di garanzia, antisura, ecc..

È fondamentale, pertanto, creare una rete di scambio delle informazioni utili per consentire all’OCC di predisporre, da una parte, una relazione particolareggiata sulle cause di indebitamento e, dall’altra, una proposta di composizione della crisi da sovraindebitamento. Tutto ciò è possibile solo se esistono sul territorio professionalità competenti come i patronati in grado di lavorare su entrambi i fronti. “Questa legge consente – ha dichiarato nel corso della serata Vito Savino, presidente del Tribunale di Bari - di costruire una speranza in quanto premiale ed incentivante per l’indebitato.”

Nel corso del convegno, accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Bari ai fini della formazione continua, sono intervenuti: Giuseppe Creanza, direttore provinciale CIA, Giuseppe Tiani, segretario nazionale SIAP, Vito Savino, presidente Tribunale di Bari, Valentino Lenoci, Tribunale di Bari IV sezione fallimentare e societaria, Ugo Patroni Griffi, docente universitario presso l’Università degli studi di Bari, Flora Caputi, Responsabile OCC costituito presso l’Ordine degli Avvocati di Bari, Massimo Melpignano Vice Presidente Adusbef Puglia, e  Antonio Barile, presidente nazionale INAC.

Si ringrazia Valentina Pavone per le foto.

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